CARTAGIRO. LA RASSEGNA STAMPA DELLA CORSA ROSA

GIRO D'ITALIA | 12/05/2026 | 09:19
di Aldo Peinetti

Nel giorno di riposo dopo il trasferimento in Calabria, la rassegna stampa ci ha spinto tra i fiordi ed al sito Feldet.dk, ricco portale sportivo al quale si accede attraverso la pagina del popolare tabloid danese Ekstra Bladet. Il resto lo fa il traduttore automatico, che “depura” il testo di quelle “o” sbarrate come se si riferissero alla linea di un tram. Andiamo al dunque però, ad un titolo che recita: Riis non è d'accordo con Contador: non è preoccupato per Vingegaard.


Di seguito l’estratto di un articolo che riprede le parole del danese vincitore del Tour de France 1996, il quale ha un suo podcast:


Alberto Contador è scettico sulla doppietta Giro-Tour. Bjarne Riis non condivide questa preoccupazione.
Tentare di vincere sia il Giro d'Italia che il Tour de France nella stessa stagione ha spezzato (i sogni di) grandi stelle nel corso della storia.
Alberto Contador è scettico sul fatto che Jonas Vingegaard possa farcela quest'anno, ma Bjarne Riis è convinto che il danese abbia le capacità per riuscire.

Nelle pagine odierne dei quotidiani, in materia di Giro, si va dal titolo alla Patti Pravo di Gazzetta (“Pensiero Stupendo”) a focus del Corsera riguardante l’esplosione dei baby fenomeni, ribattezzati Gen Z con buonapace del copyright di parte della compagine sviluppo emiratina. Repubblica, invece, non ama le miglia chilometriche di volo accumulate dai corridori, anch’essi piuttosto eloquenti (“Siamo un Circo”), con portavoce del calibro di Vingegaard e Caruso, quando si tratta di sottolineare il peso dei trasferimenti nell’economia della corsa rosa. A proposito di roseto, non degli Abruzzi, armato pacificamente di cesoie Mauro Vegni, ora in pensione, consegna al Giornale un intenso racconto nel quale può permettersi il lusso dell’apparente distacco dalla sua ultima creatura, l’edizione numero 109. Se Tuttosport svela il minaccioso, invero innocuo, soprannome dell’uruguagio Silva, suona come un monito non certo pacifico per i rivali quanto dice Paul Magnier a L’Equipe: “Non mi voglio fermare”. Ce n’eravamo accorti.

GAZZETTA DELLO SPORT
PENSIERO STUPENDO
CARICA PELLIZARI: “INSEGUO LA ROSA E SARA’PER L’ITALIA”
E adesso la domanda gira ovun­que nella caro­vana rosa, tra tifosi, addetti ai lavori e sem­plici curiosi: Giu­lio Pel­liz­zari può dav­vero vin­cere il Giro d’Ita­lia? Dopo la Grande Par­tenza in Bul­ga­ria, il suo nome è diven­tato impos­si­bile da igno­rare. Per­ché quando nella seconda tappa Jonas Vin­ge­gaard ha acceso la corsa con uno dei suoi attac­chi sulla salita di Lya­skoe­vts Mona­stery Pass, il primo a rea­gire senza esi­ta­zioni è stato pro­prio lui. Un segnale forte.
Ora il Giro riparte dalla Cala­bria e Pel­liz­zari si pre­senta con la calma di chi sa che il talento, da solo, non basta. Ma anche con la luci­dità di chi non vuole nascon­dersi. (Sergio Arcobelli)

CORRIERE DELLA SERA
GIRO, EMOZIONI E SPRINT DEL BABY FENOMENI, LA CORSA DELA GEN Z
Hanno sol­tanto 22anni Paul Magnier, che ha con­qui­stato con volate magi­strali due delle prime tre tappe del Giro d’ita­lia, e Giu­lio Pel­liz­zari che ha tenuto testa a Jonas Vin­ge­gaard in salita. Len­nert Van Eet­velt che non ha mol­lato la ruota dei due grandi favo­riti ne ha 24 men­tre Jan Chri­sten, capi­tano sul campo della Uae Emi­ra­tes, si ferma a 21. Classe 2001, la maglia rosa Guil­lermo Silva è il vete­rano del gruppo. Dalle tappe bul­gare del Giro d’ita­lia esce una corsa domi­nata dai gio­va­nis­simi della gene­ra­zione Z: quando Tadej Poga­car vinse il suo primo Tour, a 21 anni, si parlò di cla­mo­rosa (e per qual­cuno peri­co­losa) ecce­zione alla regola che i cor­ri­dori deb­bano aspet­tare a lungo prima di pun­tare ai grandi giri per non «bru­ciarsi», qua­lun­que cosa voglia dire. (Marco Bonarrigo)

REPUBBLICA
I FORZATI DEL GIRO DA SOFIA A CATANZARO; “SIAMO UN CIRCO”
Il Giro riparte oggi da Catanzaro con una tappa assai breve, ma non semplice, che arriva Cosenza.
Saranno appena 138 i km, si partirà alle 14. Le squadre sono atterrate in Calabria domenica sera. Dopo la tappa di Sofia, tutti sui pullman e via in aeroporto, destinazione Lamezia Terme sui voli charter, arrivo intorno alle 22. In tempi difficili per il traffico aereo, il ciclismo e il Giro semvrano vivere in una bolla in cui tutto è possibile, anche due mega-trasferimenti aerei in tre settimane. Il primo è già alle spalle, il secondo avverrà dopo la penultima tappa in Friuli, verso Roma. (Cosimo Cito)

IL GIORNALE
«DAL ROSA ALLE ROSE NEL GIARDINO... IL MIO GRANDE GIRO È FINITIO LÌ»
Ha una lista ster­mi­nata di inviti al Giro d’Ita­lia, tanto che Mauro Vegni a que­sto punto dovrebbe farne uno tutto suo, solo per andare a strin­gere mani e accon­ten­tare quanti lo vogliono a pranzo o a cena. «Se dessi retta a tutti, non arri­ve­rei dav­vero al tra­guardo: muoio prima» (ride). Mauro Vegni, classe ’59, dal’95 uomo di rifer­mento di Rcs Sport, prima di diven­tare nel 2002 “il patron” della corsa rosa, per il momento osserva. Quello che si sta cor­rendo è l’ultimo Giro che ha dise­gnato, ma da feb­braio è for­mal­mente andato in uno stato di quie­scenza. «Sono in pen­sione, lo dica senza tanti timori: non mi offendo».(Pier Augusto Stagi)

L’EQUIPE
MAGNIER; “NON MI VOGLIO FERMARE”
Con la vena del polpaccio ben in vista e in pantaloncini corti, Paul Magnier ci ha ricevuti a fine giornata, dopo un massaggio, nella hall del suo hotel a Catanzaro, in Calabria, da dove oggi partirà la quarta tappa del Giro d'Italia. Il francese è arrivato lì domenica sera, accolto da tutto lo staff della squadra dopo il volo da Sofia. "Avevano apparecchiato un tavolo", racconta lo sprinter della Soudal-Quick Step. "Abbiamo stappato una bottiglia di champagne per brindare". (Julien Chesnais)

TUTTOSPORT
L’URUGUAY VESTE ROSA: “PAZZESCO”
Le sue orgini si perdono nel profondo Uruguay, in una terra remota almeno per le due ruote, lì dove-con ogni probabilità- è germogiato anche il suo controverso soprannome. Già, perché Guillermo Thomas Silva non ha proprio i tratti del “Carro Armato”. E’schivo, abbastanza minuto, sempre sorridente- Eppure: “Carro Armato”. Tant’è: è proprio il ragazzo venuto da Maldonado. 24Anni, storico di professione, il volto del Giro d’Ialia che da oggi si appresta a pedalare sulle nostre strade, dopo la Grande Partenza dalla Bulgaria. (Daniele Galosso)

CORRIERE DELLO SPORT
IL GIRO D’ITALIA PRONTO A RIPARTIRE DA CATANZARO
Il Giro d’Italia ricomincia dalla Calabria. La Grande Partenza in Bulgaria dello scorso fine settimana ha celebrato due volate vinceni di Paul Magnier, la prima maglia rosa uruguaiana di Guillermo Silva, ma è costata cara anche a dversi pretendenti per la classifica generale come il tandem della UAE Team Emirates XRG, Jay Vine e Adam Yates, e Santiago Buitrago. (Alberto Dolfin)


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