OGNI TANTO

TUTTOBICI | 29/04/2026 | 08:20
di Pier Augusto Stagi

Si sapeva, ma fin quando non ha deciso di parlarne direttamente lui di quell’amico intruso, era giusto tacere. Rispettare il silenzio di Roberto Amadio, coordinatore delle squadre azzurre fino alla nomina di CT dei professionisti nel novembre scorso, che ha fatto arricciare il naso a molti, perché non sapevano. Perché si parte sempre da un pregiudizio: quello che fa la Federazione Ciclistica Italiana, a cominciare da Cordiano Dagnoni che ne è il presidente, è sempre rigorosamente sbagliato. Se i giornalisti scrivono male, è gente senza scrupoli e approssimativa, poco importa che oggi l’Agorà del mondo sia molto peggio e sentenzi a proprio piacimento senza sapere, conoscere ed avere uno straccio di fonte. 


Sia ben chiaro, nessun regalo da parte di Dagnoni, ma un atto di grande rispetto nei confronti di un uomo, un tecnico e un amico che sta attraversando un momento molto delicato e non poteva certo mandare avanti un lavoro così ampio e complesso, quello di coordinatore e team manager azzurro. La priorità era ed è curarsi, cosa che peraltro Amadio sta facendo senza trascurare la sua mission, quella di CT dei professionisti. 


L’ho incontrato a Sanremo, in compagnia del fido Mario Scirea, e l’ho trovato in forma e fiducioso per come stanno procedendo le cure e per come si sta muovendo in questo inizio di stagione il ciclismo italiano. Ah, c’è anche chi il naso l’aveva arricciato per i compensi da elargire non più ad un solo responsabile azzurro, ma a due: Roberto Amadio e Elia Viviani. In verità Dagnoni e il Segretario Generale Marcello Tolu hanno risolto la questione non con una moltiplicazione di pani e pesci, ma con una semplice divisione: con uno stipendio se ne pagano due. La cifra a bilancio è sempre la stessa. Lo so, sono stato troppo buonista, la Federciclismo va presa a manganellate di default per essere credibili, per passare per giusti e onesti intellettualmente. Forse per esserlo fino in fondo bisognerebbe anche dire ogni tanto qualcosa di positivo. Anche perché, piaccia o no, le cose stanno proprio così. 

DOPATI DI DOPING. Uffa, vince sempre Pogacar. Uffa, vince sempre Van der Poel. Uffa, vince sempre Vingegaard. Uffa, ma quanto ci si diverte? Un sacco. Personalmente da morire e a chi non si diverte con questi prodigi del pedale e si improvvisa studioso delle scienze umane, sparando a caso che oggi il ciclismo è contro ogni legge di fisiologia, potrei rispondere semplicemente che io mi attengo ai risultati di laboratorio e invito tutti i dotti medici e sapienti a guardarsi attorno e valutare lo sport tutto. È migliorativo? Sì, sempre. Si sta innalzando l’asticella in ogni disciplina sportiva? Certo che sì. 

Perché solo noi del ciclismo siamo sempre lì a dubitare di tutto e di tutti senza lasciarci mai andare al piacere di vedere questi ragazzi praticare uno sport di alto livello al livello più alto? Paul Seixas che tiene la ruota del campione del mondo alla Strade Bianche è un momento di grande ciclismo. Il francese che si stacca, resiste e poi conquista la piazza d’onore a 19 anni è la conferma di un grande dello sport, che va applaudito, con una standing ovation come per un gol in rovesciata di Ronaldo o l’incredibile doppietta olimpica di Federica Brignone. 
Estasi e ammirazione, contro i dopati di doping. 

Editoriale da tuttoBICI di aprile


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COMMENTI
PAROLE SANTE
29 aprile 2026 11:35 stargate
Sottoscrivo ogni parola, e con me lo faranno in molti; per alcuni, invece, quanto scritto sarà come polvere, nel senso che sarà dispersa dal vento dell'ignoranza e della malafede. E, naturalmente, questi continueranno a pontificare. (Alberto Pionca, Cagliari)

Mannaggia
29 aprile 2026 11:37 Craven
Questi sono gli approfondimenti giornalistici, guai a chi critica la fci, ottusi, e guai a chi mette sotto esame questo ciclismo. E cmq quelli che ripetevano la cantilena del meglio tutti in gruppo che uno che stacca tutti, roba di pochi anni fa, erano altri, o forse son gli stessi che oggi dicono (e scrivono) il contrario.

Craven
29 aprile 2026 13:30 Eli2001
eccolo, puntuale dopo le parole di stargate!

Craven
29 aprile 2026 13:58 BuIlet
scusa ma allora mettilo tu sotto esame questo ciclismo e dicci chiaramente cosa non va

Eli2001
29 aprile 2026 15:15 ghisallo34
Lo riscrivo
È impossibile che su ogni articolo, sei a fare il guardiano.
Se hai gli attributi, fatti carico tu dei problemi del ciclismo.
Mai un'idea, mai un commento tecnico, sempre a far le pulci agli altri commenti.
E vieni sempre pubblicato a qualsiasi orario.

@ Stagi
29 aprile 2026 15:33 Giovanni c
Premesso che seguo con entusiamo questo ciclismo, sup discorso delle analisi, occorre ricordarsi sempre che a volte il sistema fa acqua.
Lo descrisse bene il buon Lance, con 7 Tour 7.
I tempi sono diversi, ma non farsi domande a volte non è giusto.

https://www.google.com/amp/s/www.corriere.it/sport/ciclismo/23_dicembre_15/lance-armstrong-doping-positivo-controlli-166e5ca2-9b50-11ee-83aa-b9fe93a908f7_amp.html

Ghisallo
29 aprile 2026 19:01 Eli2001
scusa ma perché devo farmi carico dei problemi del ciclismo? Poi oh, se mi nominano dirigente di qualcosa io accetto, mi candidi tu?

Ritorno ad Amadio
29 aprile 2026 19:39 Cyclo289
Certe volte quando non sai la "lore" (come dicono i giovani) certi articoli sono parecchio criptici.
Penso che prima si dovrebbe informare -seguire la vecchia regola delle 5 W!!- e poi (casomai) addentrarsi in polemiche e considerazioni di politica sportiva.

Mi pare però di aver capito che a Roberto Amadio sia stata diagnosticata una brutta malattia, sbaglio? In tal caso mi auguro che la battaglia ingaggiata stia andando per il meglio e che le cure funzionino. Forza!

È uscito prima l'editoriale che la notizia di cronaca
29 aprile 2026 20:48 VanDerPogi
Ho dovuto trovare la cronaca sulla gazza.
Auguro tutto il meglio ad Amadio, che il suo esempio nella doppia sfida possa regalare entusiasmo come la storia commovente di Vialli quando ha aiutato Mancini nello staff dell'Italia all'europeo 2021.

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