GIRO DI TURCHIA 2026, INVERSIONE DI ROTTA E DUE ARRIVI IN SALITA NEL PERCORSO DELLA 61ᵃ EDIZIONE

PROFESSIONISTI | 24/04/2026 | 18:00
di Federico Guido


Dopo Tour du Rwanda a febbraio e Parigi-Nizza a marzo, con l’approssimarsi di maggio arriva finalmente il momento della terza corsa a tappe pro’ di otto giorni in programma nel calendario 2026: il Presidential Cycling Tour of Türkiye.


Anche quest’anno infatti, come è sempre stato d’altro canto da quando la manifestazione ha assunto nel 2021 l’attuale format, la gara organizzata dalla Federazione Turca con il sostegno del Ministero della Gioventù e dello Sport si svolgerà in otto giornate, da domenica 26 aprile a domenica 3 maggio, e rappresenterà uno degli ultimi appuntamenti prima che il focus di squadre, media e appassionati si sposti integralmente, la settimana successiva, sull’imminente Giro d’Italia.

In vista della Corsa Rosa, per alcuni l’appuntamento turco sarà l’ultima opportunità per mettere a punto la condizione prima di prendere la via della Bulgaria, per tutti gli altri invece costituirà un’importante occasione per rimpolpare il proprio bottino personale o, addirittura, trovare i primi squilli stagionali prima che venga ufficialmente inaugurata la stagione dei Grandi Giri.

A prescindere comunque dall’intento con cui ci si allineerà al via della 61ᵃ edizione, i corridori saranno chiamati a coprire un totale di 1131.2 chilometri (dato più basso da quando la corsa ha assunto l’attuale format) e un dislivello complessivo di 14515 metri non molto dissimile da quello delle ultime due edizioni. Al contrario di quest’ultime però, e questa è la grande novità di quest’anno, ci si muoverà lungo la costa occidentale-meridionale del paese in senso antiorario e non, come successo dal 2021 in poi, in senso orario lungo il perimetro costiero della nazione.

Questo farà sì che, dopo l’inaugurale frazione per velocisti da Çeşme a Selçuk, si procederà in direzione sud-ovest affrontando in successione la Aydın-Marmaris (tappa di 152.8 chilometri che con l’ultima salitella a 10,5 km dall’arrivo potrebbe regalare un finale imprevedibile) e la Marmaris-Kiran che, dopo 132,7 chilometri, metterà gli atleti di fronte al primo arrivo in salita della corsa sullo stesso identico traguardo dove, un anno fa, Wout Poels è andato a conquistare un successo fondamentale per l’ipoteca della maglia turchese.

Il giorno seguente, la carovana prenderà nuovamente il la da Marmaris (cittadina che, ospitando due partenze e un arrivo, conferma così il titolo di città più visitata nella storia della gara) per concludere il proprio tragitto di giornata a Fethiye (la seconda località più esplorata dal Tour of Türkiye) su un traguardo che dovrebbe nuovamente arridere alle ruote veloci.

Potrebbe sempre concludersi allo sprint anche la frazione più lunga di quest’edizione, la Patara-Kemer di 180,7 km, ma tutto dipenderà da come verrà affrontato il GPM di 2ᵃ categoria posto a 39 chilometri dal traguardo che potrebbe togliere dalla contesa parecchi velocisti di punta. A tutt’altro scenario si assisterà invece nella sesta tappa che da Antalya porterà il gruppo sull’inedito e tosto arrivo in salita di Feslikan: qui, lungo i 21,9 chilometri all’8.3% di pendenza media, i big saranno chiamati allo scoperto e obbligati a giocarsi tutte le cartucce a disposizione per indirizzare in maniera definitiva la lotta per la vittoria della generale.

Dopo questa fatica infatti, considerato il terreno delle ultime due frazioni, è difficile che possano materializzarsi grandi ribaltoni: nella Antalya-Antalya di 152,8 chilometri il breve 3ᵃ categoria a -38,5 km dal traguardo non dovrebbe essere sufficiente a scongiurare l’ennesimo arrivo allo sprint, mentre nella tappa conclusiva disegnata per le strade della capitale Ankara (reinserita nel percorso 27 anni dopo l’ultima volta) lo strappo di 800 metri al 7% medio dove calerà il sipario sull’edizione 2026 della corsa sarà terreno di caccia prediletto per i puncheur.

Rispetto ai percorsi e alle difficoltà altimetriche di quest’ultima doppietta, un ruolo più marcato nel definire la graduatoria finale potrebbero averlo i traguardi con abbuoni (17 in tutto) sparsi nelle varie tappe che, a seconda dei casi, potrebbero finire per aiutare o svantaggiare alcuni dei contendenti per il gradino più alto del podio.

Questi, perciò, faranno bene a non sottovalutare una variabile che, in passato, si è già rivelata più volte decisiva visto che, dal 2021 (quando la battaglia tra Jose Manuel Diaz e Jay Vine si risolse per appena un secondo in favore dello spagnolo) al 2025 (16” il margine tra i primi due della graduatoria), il distacco tra il primo e il secondo classificato al Presidential Cycling Tour of Türkiye non è mai stato superiore ai 26 secondi.

LE TAPPE

Tappa 1 (26 aprile): Çeşme-Selçuk — 148,7 km

Tappa 2 (27 aprile): Aydın-Marmaris — 152,8 km

Tappa 3 (28 aprile): Marmaris-Kıran — 132,7 km

Tappa 4 (29 aprile): Marmaris-Fethiye — 130,4 km

Tappa 5 (30 aprile): Patara-Kemer — 180,7 km

Tappa 6 (1 maggio): Antalya-Feslikan — 127,9 km

Tappa 7 (2 maggio): Antalya-Antalya — 152,8 km

Tappa 8 (3 maggio): Ankara-Ankara — 105,2 km


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