GIORGIA GIANGRANDE, LA PASSIONE PER LE DUE RUOTE E QUELL'INCONTRO SPECIALE DEL MATTINO... GALLERY

DONNE | 22/04/2026 | 08:12
di Giuseppe Figini

È una passione forte, sentita, coltivata e condivisa pienamente in famiglia quella che interpreta, pedalando con impegno e costanza, anche quando il tempo atmosferico presenta condizioni non propriamente ideali per uscire in allenamento, quasi sempre solitario.


Parliamo di Giorgia Giangrande, nata il 13 gennaio 2006, agonista che abita a Paderno Dugnano, provincia di Milano, che dalla stagione 2024 gareggia nella nota formazione bresciana della Biesse Carrera autosoccorso Zambelli rappresentandosi come passista di buona levatura all’interno della squadra. La sua complessione fisica, alta e slanciata, le consente di espletare le sue caratteristiche di corsa anche e, soprattutto, sul piano, una passista nella terminologia ciclistica, cha sa fare girare il rapporto con sviluppo lungo in varie fasi della corsa, in gare a lei confacenti, anche a favore delle compagne di squadra.


Ha iniziato a correre nel 2015, nella categoria “giovanissimi”, vestendo la maglia di una società molto attiva e di riferimento per le giovani leve ciclistiche come il Pedale Senaghese, con sede proprio vicino, a due passi da casa sua. E qui Giorgia ricorda che la passione per le due ruote le è stata istillata dal fratello maggiore, Tommaso, pure lui tesserato nelle categorie giovanili ma che ha poi lasciato l’attività agonistica. E riconosce a Tommaso il merito di avere convinto il papà, Armando, a consentirle di gareggiare ancora ragazzina.

Giorgia Giangrande, all’ultimo anno nella categoria G6, si trasferisce ad un altro noto vivaio giovanile della zona nord Milano come la S.C. Cesano Maderno dove resta per cinque anni fino al raggiungimento della categoria “allievi”.

Il primo anno nella schiera delle “Juniores” la vede gareggiare nella Isolmant, la squadra – si può dire di famiglia – del direttore sportivo Giovanni Fidanza, bergamasco “d.o.c.g.” con alle spalle un’eccellente carriera ciclistica quale corridore professionista prima e direttore sportivo nel World Tour dopo, marito e padre di tre ragazze, tutte che hanno gareggiato in maglia azzurra, anche ai vertici internazionali, conseguendo titoli assoluti, soprattutto in pista.

Giorgia, in carriera, ha conseguito risultati soddisfacenti, con piazzamenti da podio, vestendo anche la maglia della rappresentativa della Lombardia, oltre che quella societaria, con all’attivo diversi podi. Frequenta l’università di Pavia studiando, con buon profitto, il corso di Scienze Motorie e collabora pure con la preparazione dei “giovanissimi” del Pedale Senaghese. Ciclismo a tutto tondo, insomma.

Anche quando il tempo meteorologico potrebbe indurre a rinunciare all’uscita sulle due ruote, Giorgia, con adeguato abbigliamento, non salta l’allenamento, suscitando sempre l’ammirazione di un gruppo di ciclofili praticanti di varia e sovente avanzata età ed estrazione, raggruppati nel G.S. Kammi di Bollate, del presidente Daniele Azzalin. Questi si ritrovano in una caffetteria assai prossima all’abitazione di Giorgia, segnalata anche da un mezzo di servizio della Biesse Carrera, gestito da papà Armando, che staziona nel parcheggio sottostante la sua casa. E fra questi spicca un, sovente riottoso anche un po' refrattario, anarchico, ad ogni minima e normale disciplina di gruppo, un ultraottuagenario, assiduo pedalatore, in verità non un esempio di stile ma di costanza sì, soprattutto in salita, che la saluta chiamandola “collega”. Questo prendendo pretesto da un suo raccontato, ma non certificato né da documentazione fotografica, né da documenti scritti, lontanissimo passato da ciclocrossista nell’allora Udace. Un po’ la “pecora nera”, bersaglio delle critiche degli amici di maglia che però cambia sovente, vestendo altre casacche e, per questo, definito talvolta “prezzolato”, dagli amici-compagni sempre fedeli invece ai colori del G.S. Kammi (n.d.r.: per completezza d’informazione il suo nome è Alfio e il cognome Andreon, anni 82).

E Giorgia Giangrande, passando davanti a loro, dopo i saluti, sempre sorridendo, si alza sui pedali e parte per l’allenamento sull’amata bici, così come varie altre colleghe, per davvero stavolta…, che popolano l’altra metà del cielo delle due ruote, con perseveranza e numeri sempre crescenti.

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