SAINBAYAR E LA PRIMA STORICA VOLTA DELLA MONGOLIA AL FIANDRE: UNA GIORNATA DA RICORDARE

INTERVISTA | 19/04/2026 | 04:00
di Federico Guido


Immaginate di essere il primo corridore di sempre nella storia del vostro Paese a partecipare al Giro delle Fiandre. Bene. Immaginate poi di entrare anche nella fuga del mattino e di passare in testa in cima al primo passaggio della corsa sul Vecchio Kwaremont. Ecco, per molti potrebbe e sicuramente continuerà a essere un sogno, per Jambaljamts Sainbayar invece tutto ciò è diventato realtà alla Ronde della scorsa Pasqua quando, con la maglia della Burgos Burpellet BH, ha scritto un pezzo di storia del ciclismo della sua nazione, la Mongolia, riuscendo in entrambe le missioni.


A molti, noi compresi, il raggiungimento di questi due ragguardevoli traguardi non è sfuggito e essendoci capitata l’occasione d’incrociare il diretto interessato al Tour of Hainan non ci siamo tirati indietro dal chiedergli di tornare su quella giornata facendoci raccontare meglio cosa abbia significato per lui e come l’abbia vissuta.

È stata la gara più lunga della mia carriera, una delle classiche più importanti al Mondo, una corsa pazzesca: sono davvero felice di averne fatto parte, anche se, a dire il vero, non mi ero preparato molto per le classiche in generale, ma sono contento di averle disputate. Se avrò un’altra chance di tornarci, sicuramente non me la farò scappare” ha ammesso con grande calma e limpidezza il ventinovenne di Ulaanbaatar.

Il piano della nostra squadra era quello di entrare nella fuga di giornata e sono contento di esser riuscito in questo compito. Alla fine, è stata una splendida giornata di ciclismo, davvero incredibile” ha proseguito Sainbayar entrando nelle pieghe di quelle ore.

Sul Vecchio Kwaremont è capitato nel finale che fosse il mio turno in testa, ho cercato quindi di condurre il gruppo col mio passo (sforzo che sul pavé risulta sempre un po’ più complicato del solito) e poi ho continuato anche dopo aver raggiunto lo scollinamento” ha spiegato il corridore asiatico il quale, solo una volta finita la corsa (con un ritiro), ha realizzato cosa avesse combinato.

In quel momento non è che abbia pensato molto al fatto di essere transitato in prima posizione perché ero concentrato solo sulla mia corsa, sulla strada e sulla mia pedalata ed è quello che ho continuato a fare. C’erano però un sacco di tifosi lungo i muri, quello l’ho percepito”.

Chiusosi il palcoscenico sulla Ronde, Sainbayar (primo corridore mongolo anche alla In Flanders Fields antecedente al Fiandre e alla Scheldeprjis del mercoledì successivo) ha quindi compreso la portata di quanto fatto anche dalle reazioni delle persone più o meno vicine a lui che non hanno mancato di evidenziargli quali tabù avesse infranto.

In parecchi dopo la gara mi hanno fatto i complimenti ed è stato davvero un piacere riceverli, l’ho apprezzato molto” ci ha detto un Sainbayar che, a breve, scriverà un altro pezzo di storia prendendo parte, dopo un veloce trasbordo in Spagna, alla Liegi- Bastogne-Liegi di domenica 28 aprile, appuntamento questo che porterà a due il numero di Monumento disputate in carriera.

Dopodiché per lui si avvicinerà il momento di far rotta verso casa, verso la sua Mongolia, per riabbracciare parenti e amici a cui, tra una sessione di allenamento e l’altra, potrà narrare di persona cosa ha vissuto durante l’ultima Pasqua e, più in generale, durante l’ultima campagna del Nord.

Spero di essere lì per i campionati nazionali quest’estate, quando il tempo è bello, e poter rivedere i miei amici e la mia famiglia. Casa è sempre casa e tornarci è veramente rigenerante” ha detto con un sorriso Sainbayar il quale non è escluso, dopo aver smarcato la partecipazione in alcune delle gare di un giorno più storiche del calendario, possa brindare anche alla prima partecipazione in carriera in un Grande Giro. La sua formazione, infatti, anche quest’anno ha ricevuto un invito per la Vuelta Espana, gara dove in tanti (Sainbayar compreso) sperano internamente di poter essere della partita.

Non è una scelta mia, sta alla squadra decidere se vi andrò o meno. Certamente, se sarò al via, sarà una buona cosa” ha chiosato il tre volte campione mongolo contro il tempo che, in attesa di rinnovare o trovare una nuova sistemazione per l’anno prossimo, in questa stagione può dire indubbiamente di aver già fatto il pieno di gioie personali per lui uniche.


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