L'ANNUNCIO DI BILBAO. «A FINE STAGIONE MI RITIRO E CERTE EMOZIONI MI MANCHERANNO TANTO»

PROFESSIONISTI | 11/04/2026 | 14:18

Pello Bilbao ha scelto la sesta e ultima tappa dell’Itzulia Basque Country per annunciare il suo ritiro dal ciclismo professionistico al termine della stagione 2026. 


Il 36enne Bilbao è diventato professionista nel 2011 con la Euskaltel-Euskadi e ha alle spalle una lunga e brillante carriera ai massimi livelli. Da quando è entrato a far parte della Bahrain Victorious nel 2020, è diventato un pilastro della squadra e ha raggiunto quota sette stagioni con il team.
Con ancora diversi mesi di gare davanti a sé prima di appendere le scarpe al chiodo, Bilbao lascia un palmarès di tutto rispetto. Tra le sue vittorie spiccano due tappe al Giro d'Italia e una memorabile tappa al Tour de France. Oltre ai successi di tappa, è stato uno dei corridori più costanti nelle classifiche generali della sua generazione, salendo regolarmente sul podio all'UAE Tour e ottenendo piazzamenti tra i primi dieci sia al Giro d'Italia che al Tour de France in più occasioni.


«Quando ripenso alla mia carriera, direi che, prima di tutto, sono stato davvero fortunato a nascere nei Paesi Baschi, in un luogo dove il ciclismo è così speciale. C'è una profonda cultura ciclistica, con tantissime persone coinvolte nelle scuole e nelle gare, tutte impegnate a creare opportunità. Questo ambiente mi ha permesso di godermi lo sport, di dare il massimo e di dimostrare di cosa ero capace. Per molti versi, mi ha offerto un percorso più agevole per diventare professionista rispetto alla maggior parte dei corridori del gruppo. Per me, all'inizio, è sempre stato come un gioco ed è  successo tutto molto in fretta. Certo, ho avuto bisogno di tempo per adattarmi allo stile di vita da professionista, ma non ho mai rimpianto nessuna decisione presa lungo il percorso».

E ancora: «Sono passato dall'essere un ciclista sconosciuto ad ottenere grandi risultati nelle corse più importanti. Vincere al Tour de France è il sogno di ogni ciclista. Quel momento mi ha mostrato quanto intenso ed emozionante possa essere questo sport. Infatti, durante la Grand Départ del 2023, si sono intrecciati alcuni dei miei ricordi più belli e più brutti. È stato un periodo difficile, ma da quella difficoltà è nata una delle vittorie e dei ricordi più belli della mia carriera. Raggiungere quel traguardo mi ha dato un senso di appagamento. Non mi sono mai considerato una persona ossessionata dai risultati o dal palmarès. Ciò che amo veramente del ciclismo è il suo lato creativo: la capacità di creare qualcosa, di dare spettacolo. Certo, i risultati contano, soprattutto per la squadra, ma conserverò sempre un valore inestimabile per momenti come quello condiviso con Damiano Caruso al Giro d'Italia: attaccare insieme, lottare per la vittoria e, alla fine, aiutarlo a raggiungere un traguardo speciale. Sono questi i momenti che non dimenticherò mai. Quello che mi mancherà di più sono le emozioni, soprattutto quelle che condividiamo. Il ciclismo non è solo uno sport individuale, ma si tratta di creare qualcosa insieme».


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