DECATHLON CMA CGM, SEIXAS E LA SVIZZERA: ALLE RADICI DI UN (PRESUNTO) INTRIGO INTERNAZIONALE

PROFESSIONISTI | 10/04/2026 | 14:23
di Paolo Broggi

L’esplosione di Paul Seixas è stata talmente clamorosa da creare un effetto destabilizzante per la sua stessa squadra, la Decathlon CMA CGM. Le voci sul futuro del team francese si rincorrono da mesi, così come quelle dell’interessamento di mezzo mondo per il talento che sta dando spettacolo nei Paesi Baschi.


Da quando la Decathlon è diventata proprietaria del team, infatti, rilevando la formazione dal suo creatore Vincent Lavenu, tante le voci che si sono succedute, l’ultima delle quali vorrebbe il team correre con licenza svizzera a partire dalla prossima stagione.


Il direttore generale delegato di Decathlon Mathieu Charpentier è intervenuto ieri per smentire le voci: «L’anno scorso hanno scritto che avremmo spostato la sede del team a Lille, poi che saremmo andati in Belgio, ora che siamo pronti a trasferirci in Svizzera. Ma io posso dirvi che continueremo a correre con bandiera francese e che il nostro centro operativo rimarrà a Chambery. In questi giorni siamo concentrati sull’aspetto sportivo della stagione, vogliamo vincere l’Itzulia Basque Country e vogliamo fare bene alla Roubaix».

Difficile dire dove stia effettivamente la verità, così come capire quale potrà essere il futuro di Seixas che è sotto contratto fino a tutto il 2027. Innanzitutto il fatto che la sede operativa del team resti a Chambery non è assolutamente vincolante: la Jayco AlUla, per esempio, ha casa nel Varesotto e batte bandiera australiana, e poi la distanza tra Chambery e il confine svizzero è davvero limitata.

Non solo, qualche collega si è divertito con i numeri e ha sottolineato come Seixas residente in Francia e tesserato per un team francese abbia un costo del 45% superiore ad un Seixas residente ad Andorra e tesserato per un team non francese. Tradotto, con la seconda soluzione si può assicurare uno stipendio molto più alto al corridore investendo la medesima cifra. Ed è innegabile che la soluzione possa rivelarsi molto interessante per una squadra che vuol tenersi stretta il campione di domani già esploso oggi.

È chiaro che il discorso è molto più complesso di come lo abbiamo dipinto, le variabili sono mille (se Seixas decidesse di lasciare il team, anche se trasferissero la sede sulla luna sarebbe impossibile trattenerlo) ma è un segnale importante che i vertici del ciclismo, guarda caso francesi, non devono sottovalutare.


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COMMENTI
luna
10 aprile 2026 16:30 Arrivo1991
Scritto Luna.

Vedremo
10 aprile 2026 20:32 PACORIDER
È risaputo e già visto - anche team italiani - che abbiano trasferito la sede in altri paesi. La svizzera se non sbaglio cantone tedesco ha tassazione bassissima. Facile immaginare il risparmio economico su cifre da WT. Senza dimenticare poi che la UCI permette comunque la nazionalità in questo caso francese semplicemente perché gli sponsor principali sono transalpini. E quindi perché non farlo?...

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