IL CLUB ESCLUSIVO DEI 5 MONUMENTI, LÀ DOVE SI PARLA SOLO FIAMMINGO...

STORIA | 11/04/2026 | 08:06
di Francesca Monzone

Nel ciclismo esiste un club formato da sole tre persone: tre eroi, che nel tempo sono diventati personaggi epici della storia dello sport. E’ un piccolo gruppo che resiste nel tempo e a tutto, perché nonostante nuove tecniche di allenamento, alimentazione e materiali, nessuno è ancora riuscito ad aggiungersi a questi tre nomi. Vincere una Monumento è il sogno di una carriera. Vincerne due è già grandezza. Vincerne tre significa entrare nell’élite. Ma vincere tutti e cinque i Monumenti richiede qualcosa di più: talento assoluto, adattabilità a ogni terreno e una continuità straordinaria negli anni. E’ forse l’impresa più difficile del ciclismo, perché sono cinque corse diverse, quasi opposte tra loro. Stiamo parlando di tre leggende: Rik Van Looy aprì la strada, Eddy Merckx la trasformò in dominio totale, Roger De Vlaeminck la rese arte sul pavé. Sono tre belgi, tre epoche e in comune hanno un’unica impresa. Il club delle cinque Classiche Monumento resta uno dei traguardi più sacri del ciclismo mondiale e a oggi solo Tadej Pogacar, con la vittoria domenica nella Roubaix, potrebbe entrare a farne parte.


Rik Van Looy è l’Imperatore di Herentals e negli anni Sessanta fu il primo a completare l’opera. Potente, velocissimo, dominatore nelle volate ristrette. Le sue vittorie nelle Classiche Monumento parlano di un corridore totale. Capace di vincere nel 1958 la Milano-Sanremo imponendosi allo sprint grazie alla sua esplosività. Nel Giro delle Fiandre trionfò nel 1959 e nel 1962, dominando sul pavé di casa. Fu poi la volta della Parigi-Roubaix: doppietta nel 1961 e 1962, confermando la sua superiorità nelle classiche del Nord, e 1965. Alla Liegi-Bastogne-Liegi la vittoria arrivò nel 1961, grazie alla sua forza sulle Ardenne, e conquistò il Giro di Lombardia nel 1959. Van Looy fu il primo a dimostrare che era possibile dominare ogni tipo di percorso: pavé, colline, sprint, gare lunghissime. Aprì la strada alla leggenda.


Eddy Merckx è conosciuto da tutti come il Cannibale, l’uomo che non lasciava nulla agli altri e se c’era anche una corsa minore da fare, lui vinceva anche quella, per il puro piacere di essere il più forte di tutti. Se Van Looy fu il pioniere, Eddy Merckx era la perfezione assoluta. Il Cannibale non si limitò a vincere le cinque Classiche Monumento, le divorò letteralmente, collezionandone 19 in totale, record tuttora imbattuto: attualmente Pogacar è a 12. Il dominio di Eddy è stato trasversale. Re della Milano-Sanremo per ben 7 volte (1966, 1967, 1969, 1971, 1972, 1975, 1976), un primato storico. Al Giro delle Fiandre due successi nel 1969 e 1975. Alla Parigi-Roubaix fu il più forte per tre volte (1968, 1970, 1973), spesso con attacchi da lontano. Alla Liegi-Bastogne-Liegi, 5 trionfi (1969, 1971, 1972, 1973, 1975) dominando le Ardenne. Per finire, ha conquistato due edizioni del Giro di Lombardia nel 1971 e 1972. Merckx non correva per controllare: correva per distruggere la concorrenza. Attaccava da lontano, non temeva nessun terreno, vinceva in solitaria o in volata. È considerato il più grande ciclista di tutti i tempi anche per questa capacità di imporsi ovunque.

Roger De Vlaeminck è onorato con il soprannome di Monsieur Roubaix. Il fiammingo è stato l’uomo delle pietre, ma non solo. Elegante e tatticamente finissimo, è ricordato soprattutto per le sue quattro vittorie alla Parigi-Roubaix (1972, 1974, 1975, 1977), record che condivide con Boonen. Ma il suo talento andava oltre il pavé. Nella Milano-Sanremo ha trionfato tre volte (1973, 1978, 1979), dimostrando velocità e intelligenza tattica. Un solo successo al Giro delle Fiandre nel 1977 e alla Liegi-Bastogne-Liegi, nel 1970. Per finire due successi al Giro di Lombardia nel 1974 e 1976. De Vlaeminck seppe imporsi nell’epoca di Merckx, riuscendo comunque a costruire un palmarès straordinario. La sua versatilità gli permise di completare la collezione delle cinque Classiche Monumento, assicurandosi un posto nella storia.

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COMMENTI
Van Looy
11 aprile 2026 09:23 Giovanni c
Eddy lo cita sempre come esempio di grandezza.
Fu il primo e lo ritengo un grandissimo.
De Vlaeminck, ha vinto tantissimo facendo conto che all'epoca per le classiche lottavano dei veri fuoriclasse e il lotto dei partecipanti era sempre affollato.
E le correvano tutti, senza tante scuse. 👏

Rik Van Looy
11 aprile 2026 09:51 9colli
èra il mio idolo, fin da quando èro poco più che un Bambino. Ho ancora negli occhi il tramimento del suo compagno di Nazionale "Beheyt" che gli RUBò quello che sarebbe stato il suo 4° Mondiale.

Rik Van Looy
11 aprile 2026 10:02 9colli
errata corrige : il suo 3° Mondiale

Statistica basata su presupposti sbagliati
11 aprile 2026 14:50 pickett
Quando correvano questi 3 fiamminghi la pomposa e un po' infantile definizione "Monumento" non era ancora stata coniata,e c'erano altre Classiche che avevano la stessa identica importanza e prestigio delle 5 citate in questa statistica.Freccia Vallone,Parigi-Bruxelles,Gran Premio delle Nazioni,etc.

poveri noi
11 aprile 2026 16:14 Eli2001
le pompose e infantili monumento!? E poi? L'inutile Tour de France? I sopravvalutati slam? La noiosa Champions League? Le troppo pubblicizzate olimpiadi?

Dovresti cambiare gli occhiali
11 aprile 2026 23:25 pickett
Oppure leggere un po' + attentamente,prima di commentare.Ho descritto come pomposa e infantile LA DEFINIZIONE "monumento",non le corse a cui questo vocabolo viene associato.

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