Tim Merlier, è tornato a vincere. Il velocista belga che finora mancava negli ordini d’arrivo, ha conquistato il piccolo mondiale dei velocisti. Ieri ha disputato la sua seconda gara del 2026, dopo che un guaio al ginocchio emerso durante la stagione del ciclocross, gli ha impedito di esordire a fine gennaio come previsto.
Nella Scheldeprijs a Schoten, 114 edizioni, la più antica competizione fiamminga (è nata nel 1907), Merlier è tornato a vincere in volata alla sua maniera: battuti il ceco Bittner e il francese Jeanniere. Il tris allo sprint consecutivo per il velocista della Soudal-Quick Step, 33 anni: «Questa vittoria mi dà una grande carica di fiducia, perché quando sono partito sapevo che sarebbero dovuti essere molto forti per superarmi».
Merlier, visibilmente sollevato e felice, continua così dopo aver centrato la sua vittoria numero 67: «Significa moltissimo, soprattutto dopo tutti i problemi dello scorso inverno e degli ultimi mesi. Vincere qui per la terza volta, e per di più di fila, è una bella sensazione. Stavolta avevo molti punti interrogativi, molti dubbi sul fatto di essere o no all'altezza. In allenamento sentivo di migliorare sempre di più, ma comunque... In gara non ho avuto la mia giornata migliore, forse un po' a causa del caldo iniziale. Me la sono cavata piuttosto bene anche se c’è stata quella caduta all'improvviso, l’ho evitata in modo fenomenale, ho avuto davvero bisogno delle mie migliori abilità da ciclocrossista in quel momento».
Il belga, che in carriera ha conquistato 4 tappe al Giro e 3 al Tour più il titolo europeo nel 2024, racconta così la volata: «Nell'ultimo chilometro mi sentivo in una posizione perfetta, anche se per un attimo ho temuto di rimanere intrappolato. Poi si è aperto uno spazio e sono riuscito a lanciare lo sprint, l'ho fatto a modo mio, d'istinto, e pure da lontano. Ho pensato di non avere più energie, invece...».
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