Lutto nel ciclismo trevigiano. Si è spento lunedì sera Stefano Basso, 40 anni. Abitava a Crocetta del Montello nella località Ponte dei Romani, con la moglie Serena Basso e le due figliolette Camilla e Carlotta.
Stefano Basso aveva fatto una discreta carriera in bicicletta da agonista. Aveva cominciato nel 2002 dalla categoria juniores con il Cornuda dove era specializzato nelle gare di Mountain Bike: era arrivato secondo ai tricolori di ciclocross. Nel 2003 aveva proseguito su strada con la Spercenigo, agli ordini di Marco Gemin cogliendo un secondo posto a Carnago e al campionato regionale e la quarta moneta nell’internazionale di Solighetto. Da passista scalatore, aveva conquistato anche i cuori del commissario tecnico e lo aveva convocato in alcune prove della Coppa delle Nazioni. Nel 2002 ottenne tre vittorie su strada: Paese, Mosnigo e il prologo della Tre-Tre Bresciana.
Poi compì il grande salto tra i dilettanti, sempre con la Spercenigo, sotto la direzione di Roberto Cendron. Salì sul gradino più basso del Gran Premio Liberazione gara internazionale che si svolge il 25 aprile a Roma e 25° al Giro del Belvedere.
Con Roberto Cendron in ammiraglia si trasferì nel 2005 alla Marchiol per tre anni dove arrivò il primo successo alla Bolghera di Trento (corsa che non si disputa più), ancora nella top five (quinto) del Gran Premio Liberazione, sedicesimo al Trofeo Piva. Nel 2006 arrivò terzo nel Gp Città di Asti, settimo al campionato italiano e ottavo al Tour du Jura. Il team Liquigas gli puntò i fari addosso e se lo prese per uno stage.
Nel 2007, ancora con la Marchiol, arrivò quinto al Trofeo Piva e ottavo nella corsa internazionale di Trieste. Nella categoria dilettanti di élite passo con la Mantovani di Rovigo, sempre diretta da Roberto Cendron. “Aveva spiccate doti di passista-scalatore, ma che si sapeva difendere anche nei gruppi ristretti - ricorda Marco Gemin - lascia una grande perdita nel ciclismo trevigiano”.
Una volta smesso con il ciclismo si era ricavato anche uno spazio per le corse, anche in montagna dove faceva escursioni. Gli piaceva curare il giardino di casa.
“Stefano ci ha lasciato troppo presto. Era un atleta appassionato e si sapeva distinguere per dedizione, impegno e amore per il ciclismo. Stefano proveniva da una famiglia profondamente legata a questo sport, nell’area di Crocetta del Montello, dove il ciclismo è di casa, tradizione e vita - si legge un in post del comitato della Federciclismo di Treviso - la scomparsa di Stefano Basso lascia un vuoto enorme non solo nei suoi cari, ma in tutto il mondo del ciclismo, che oggi si stringe con affetto e rispetto attorno alla sua famiglia. Ciao Stefano, continuerai a pedalare nei nostri ricordi”.
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