MERCATO BICI IN ITALIA AL -4%, DE ROSA: «FINCHÉ SI ODIANO I CICLISTI...» ANCMA: «POCHI INVESTIMENTI, TROPPI FURTI»

NEWS | 31/03/2026 | 13:05
di Nicolò Vallone

Presso lo stabilimento Pirelli al confine tra Bollate e Paderno Dugnano, il responsabile del settore ciclistico di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) Piero Nigrelli ha illustrato i dati relativi all'andamento del mercato della bicicletta in Italia. In particolare evidenza il calo complessivo del 4% che prosegue la scia della saturazione del mercato, dove infatti a essere in aumento è il volume dell'usato mentre a diminuire maggiormente sono i numeri delle e-bike, dopo il boom degli anni scorsi.


Emerge la difficoltà dei negozi specializzati, schiacciato dalla crisi generalizzata, dalla concorrenza dei canali on-line e dall'invasione incontrollata delle "finte bici elettriche che di fatto sono dei motorini". A ciò si aggiunge una cultura italiana che ancora considera la bici un mezzo di svago, sport e tempo libero, ma non ancora come un mezzo di trasporto analogo a tutti gli altri. Si conferma la tendenza del nostro Paese a essere un grande esportatore, con una bilancia commerciale che si mantiene oltre i 170 milioni di euro all'anno: frutto di un'industria ciclistica che conserva la propria eccellenza, con l'export delle biciclette tradizionali che fa registrare il +11% e l'export della componentistica che tocca il 14,5%.


Tutti i numeri nel dettaglio li potete scorrere ed esaminare nella fotogallery in cima a quest'articolo. Per chiudere la sintetica rassegna, si constata una contrazione della quantità di aziende, addetti diretti e fatturato complessivo dell'industria di settore italiana: ad oggi si contano circa 220 aziende (per lo più PMI), 17mila dipendenti dichiarati e quasi due miliardi di fatturato.

A proposito di costruttori di biciclette e di eccellenze, presente Cristiano De Rosa in qualità di vicepresidente di Confindustria Ancma: «Questi numeri sono dovuti in buona parte alla mancanza di sicurezza, ricordiamoci cos'ha detto Pogacar di recente sul "rischiare la vita" quando ci si allena o si pedala in generale in Italia. Dobbiamo tutti fare qualcosa di più e meglio, a partire proprio da chi come noi produce biciclette, a comunicare e divulgare in modo più efficace i benefici della bici nella vita di tutti i giorni. E lo dico contro il mio interesse, le biciclette dovrebbero costare di meno, altrimenti il mercato italiano non lo ritiriamo più su e diventerà un mercato rionale. Abbiamo il Paese più bello del mondo e tanta gente preferisce andare a pedalare in altri Paesi, dalle Baleari alla Croazia, perché in Italia manca un'adeguata attrattività per il cicloturismo, che potrebbe essere una delle leve più propositive per cambiare la difficile situazione. Per quanto riguarda l'educazione alla cultura ciclistica nelle scuole, oltre che su bimbi e ragazzi si deve agire sui genitori, perché l'odio verso i ciclisti viene coltivato in primis nelle famiglie. Dobbiamo darci una mossa, prendere il toro per le corna e fare sistema per venirne fuori il prima possibile!»

Con lui il presidente Ancma Mariano Roman: «La situazione è complessa, ci sono forti riduzioni a fronte di svariati milioni di euro d'investimenti per cercare di far ripartire il mercato. Personalmente mi preoccupa l'invenduto, i magazzini non diminuiscono e il 2026 si preannuncia altrettanto complesso. A generare tale situazione, tra le altre cose, le infrastrutture deficitarie, poiché il miliardo e due stanziato dal Governo è spalmato sul lungo periodo e non sufficiente. Da non trascurare anche l'incidenza dei continui furti di bici sul disincentivo ad acquistarne. Bisogna fare analisi profonde e prendere contromisure adeguate, per allestire un ambiente che propizi l'uso della bicicletta. Parliamo di un mercato fondamentale per il futuro della nazione. In Austria, per fare un esempio di una città dove sono stato di persona, a Graz dal 1992 hanno la città a 30 km/h e mi hanno fatto parlare non col sindaco o una figura generica dell'amministrazione locale, ma con un responsabile alla mobilità sostenibile...»

Ha partecipato inoltre Massimo Panzeri, presidente di CONEBI ovvero l'omologa europea di Ancma: «L'Italia ha uno svantaggio dovuto alla dimensione relativamente piccola della sua industria. Al di là dell'overstock che arriva dal Covid, si sono aggiunti i dazi americani e un'esportazione da altre aree geografiche con dumping dei prezzi. Ultimo ma non meno importante, nei Paesi virtuosi del centro-nord Europa si assiste a politiche fiscali e incentivi al leasing delle bici, che rispecchiano una cultura e un incoraggiamento complessivo all'uso della bicicletta su tutti i livelli della società. Ci sono politiche industriali legate alla bici, che in Italia mancano.» 

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COMMENTI
Prezzi
31 marzo 2026 14:25 Miguelon
Questi prezzi, con questi stipendi e non può che non esserci un altro risultato.

Pogi
31 marzo 2026 15:05 Craven
Pogacar ha usato il termine criminale, mi chiedo se è normale doverlo anche elogiare per cotanto supporto. Guardiamoci in casa nostra.

Ritento
31 marzo 2026 17:00 Albertone
Non capisco perchè i commenti vengono cassati.
Allora, una bici che costa 17.000 € o più, è una cosa vergognosa !
Con quei soldi ci si compra un'utilitaria.
Telai che poi vengono fatti in Cina a 300 dollari, salgono per miracolo a 6.000 € o più con la barzelletta che vengono finiti in Italia.
La gente deve lasciare le bici in vetrina, così questi signori ci pensano.
Siete pregati di pubblicare i commenti di tutti, non solo quelli che fanno comodo. grazie

2+2=4
31 marzo 2026 20:15 Ottavo Pianeta
Aumentano le vendite si bici usate e diminuiscono quelle del nuovo. Le bici usate si acquistano più online che da negozi fisici. Non è semplice? Si hanno sempre meno soldi da spendere per le biciclette e i produttori (telai, gruppi, componenti) hanno speculato a sufficienza con aumento dei prezzi vertiginosi. Questi sono i risulti, la sicurezza nelle strade Italiane è pessima da sempre.

Considerazione
31 marzo 2026 21:03 italia
Un problema per il ciclismo italiano per me sono le strade; non esistono vie ciclistiche per pedalare in uno spazio riservato,,,; de i pedalare su strade sempre più trafficate piene di buche e dissestate con automobilisti ci vedono non proprio bene .....; i costi anche per la manutenzione sono elevati le bici sono più performanti i freni a disco per i vivlosporyivi non dono proprio adatti per la distonia fra inizio azione leva e effettiva frenata .... e tantie altre problematiche ....

italia
31 marzo 2026 22:21 Albertone
Le strade ok, ma leggere prezzi con cui, a parità di soldi, acquisti una bella moto o un'utilitaria, non si può sentire.
Un vergogna. E si lamentano anche !!!!

Bici sempre meno usata
1 aprile 2026 00:03 lupin3
Il problema è solo uno in Italia: pochissime persone usano la bici. Ognuno di noi pensi ai suoi 15/20 vicini di casa o di pianerottolo, e poi scriva qui quanti usano la bici. Nel mio caso siamo io e 1 (saltuariamente) su 17. Poi metteteci sicurezza, costi, ecc.

Freni a disco
1 aprile 2026 03:52 Stef83
Non ho parole.....

Concordo con Albertone
1 aprile 2026 05:04 G9G9G9
Costi fuori misura per le nostre tasche, e ancora peggio, inciviltà assoluta degli utenti della strada a 4 ruote, che spesso si scontra con quella di tanti cicloamatori che pensano di essere al tour de france piuttosto che su una delle tante statali “ sterrate “ , visto il pessimo stato degli asfalti e sedi stradali.
Ci vorrebbe un reset per riportare la civiltà indietro di un secolo almeno… non vedo belle prospettive all’orizzonte, nemmeno se arriva il Paris Saint Germain ad investire nel ciclismo.


L’unica speranza che possa invertire la rotta tra amore o odio per i ciclisti è che presto salti fuori il Sinner della bici, ma le probabilità scendono sempre di più , perché chi mette in bici il proprio figlio ,con queste condizioni, sulla strada?

Lupin
1 aprile 2026 12:57 Craven
Dei 6 vicini che ho, 3 vanno in bicicletta e tutti con bicicletta da corsa...saranno stati ispirati vedendomi anni fa uscire quasi tutti i giorni, chissà.

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