Lungo i tornanti di Jebel Hafeet ci ha messo tutto il cuore possibile, ma ad Antonio Tiberi non è bastato per contenere uno scatenato Isaac Del Toro. Il laziale chiuderà l’UAE Tour 2026 al secondo posto, con la consapevolezza di avere fatto un importante passo in avanti, di aver lottato con uno dei corridori più forti del mondo e di aver rifilato quasi un minuto in classifica a tutti gli altri.
«Non posso avere rimpianti, ho dato tutto io e ha dato tutto la squadra - ci dice di Tiberi, rammaricato ma lucido, dopo aver ripreso fiato dallo sforzo di Jebel Hafeet -. Ci abbiamo creduto fino alla fine e fino alla fine ci abbiamo provato. Ho cercato di rispondere in tutti i modi a Del Toro, ma aveva un ritmo assurdo e alla fine mi son trovato senza benzina, sono andato fuorigiri. Ci ho messo grinta ed energia che non avevo, non posso rimproverarmi nulla. Volevo vincere, per me e per la squadra, non ci sono riuscito ma credo che possiamo essere tutti orgogliosi di ciò che abbiamo fatto».
La sconfitta è arrivata contro un corridore che ha ottenuto 20 vittorie negli ultimi 11 mesi, non per caso. In vista dei prossimi appuntamenti, ci sono diversi motivi per cui pensare molto positivo.
«Dopo quel che ha fatto lo scorso anno mi sono inchinato a uno dei corridori più forti del mondo - ammette ancora Tiberi -. Non posso lamentarmi. La settimana rimane comunque molto positiva, non ho mai iniziato una stagione così, con questi numeri, quindi sono contento. Sto scoprendo una nuova parte di me, siamo solo a inizio stagione, e per ora va bene così».