SEIXAS MEGLIO DI POGACAR. PRIMA VITTORIA DA PROF ALL'ALTO DE MALHAO MA... CON UN ANNO DI VANTAGGIO!

PROFESSIONISTI | 20/02/2026 | 08:13
di Paolo Broggi

Nei numeri si nascondono spesso delle verità, ma anche dei sogni, delle speranze e, perché no? dei segnali che possiamo provare ad interpretare per capire quel che davvero sarà.


È il potere delle statistiche, dei calcoli matematici e delle previsioni, è un potere che, nel nostro caso, può far sognare un Paese intero. Perché a dar fiato alle speranze dei tifosi francesi - che da oltre quarant'anni, l'ultimo è stato Hinault nel 1985 - stanno aspettando un vincitore del Tour de France, da ieri c'è una statistica che fa sognare tutta la Francia. Seixas ha colto la sua prima vittoria da professionista alla Volta ao Algarve, sul traguardo dell'Alto da Foia battendo due scalatori e uomini da grandi giri come Ayuso e Almeida, proprio come nel 2019 (21 febbraio) aveva fatto Tadej Pogacar. Stessa tappa (allora si partiva da Almodovar, stavolta da Portimao) stesso traguardo, prima vittoria tra i prof, battuti scalatori allora al top come Wout Poels e Enric Mas. L'unica differenza tra Seixas e Pogacar? L'età. Il francese ha vinto a 19 anni e cinque mesi, Pogacar aveva vent'anni e cinque mesi. Sono numeri, sono statistiche, è ovvio, ma fanno sognare...


Pogacar vinse quella Volta ao Algarve precedendo Soren Kragh Andersen di 14 secondi e Wour Poels di 21 dopo essersi piazzato quinto nella crono vinta da Kung e sesto nella tappa conclusiva, la Faro - Alto de Malhao quando vinse Stybar e proprio Kragh Andersen mise alle strette il giovane sloveno. Oggi Seixas è atteso dalla crono di 19,5 km di Vilamoura, domenica lo attende la stessa tappa di allora, da Faro all'Alto de Malhao e sarà impossibile sfuggire al confronto con l'attuale campione del mondo. Che, lo ricordiamo, in quel 2019 disputò la sua prima grande corsa a tappe, la Vuelta a España, chiusa al terzo posto con tre vittorie di tappa e la maglia bianca di miglior giovane sulle spalle. 

Seixas, lo ribadiamo, ha un anno in meno rispetto a quel Pogacar, come lo sloveno è un predestinato e inevitabilmente per lui l'asticella andrà ad alzarsi gara dopo gara. Ma il ragazzo i "numeri" ce li ha e la partenza, dopo la stagione 2025 nella quale si è messo in mostra firmando splendide prestazioni, è di quelle che fanno davvero sognare.

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COMMENTI
Bello sforzo
20 febbraio 2026 21:31 Il serpente
Non c'è paragone, Seixas è molto molto più forte... Ed è anche abbastanza logico, perché lo sloveno non è poi un granché.

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