DA DOMANI C'È ANCHE L'ETOILE DE BESSÈGES, PER DIMENTICARE I FANTASMI DELLO SCORSO ANNO

PROFESSIONISTI | 03/02/2026 | 12:32
di Carlo Malvestio

L’Etoile de Bessèges - Tour du Gard 2026 avrà come obiettivo principale quello di mettersi alle spalle gli strascichi dell’anno scorso, quando la corsa si concluse con soli 56 corridori. Vetture sul percorso durante le prime tappe, infatti, spinsero diversi team ad abbandonare la gara dopo un paio di giorni, rendendo abbastanza paradossali le ultime frazioni. Le ripercussioni, comunque, ci sono, perché le WorldTour al via quest’anno saranno solamente 4, contro le 10 dell’anno scorso.


La corsa è nata nel 1971 ed è storicamente una delle prime corse a tappe europee della stagione. Solo un italiano è riuscita a vincerla, Fabio Baldato nel 2003, ma negli ultimi anni Alberto Bettiol è salito sul podio ben tre volte, nel 2020, 2022 e 2024. Pur in contemporanea con la Valenciana, la corsa sarà visibile sui canali on demand di Discovery+. 


IL PERCORSO

Bessèges è un comune che si trova al sud della Francia, in Occitania (dipartimento del Gard), e l’intera corsa si svolge nei suoi dintorni. Si parte con una tappa che avrà partenza e arrivo a Bellegarde di 150 km: l’altimetria è quasi del tutto piatta, ma il traguardo è posto in cima alla Côte de la Mediterranee (700 metri all’8%), che rovinerà i piani ai velocisti puri, favorendo invece gli scattisti. Volata a ranghi compatti dovrebbe invece essere il secondo giorno, nella Saint-Gilles - Domessargues di 163 km, che non presenta particolari asperità. 

Decisamente più interessante è la terza tappa, con partenza e arrivo a Bessèges e lunga 162 km. Nel finale è previsto un circuito da ripetere due volte caratterizzato dalle salite del Col de Trelis (3,6 km al 5,6%) e il Col des Brousses (2,2 km al 5%), con l’ultima asperità prevista ai -12 km dal traguardo. Considerando che di tappe in linea più complicate non ce ne saranno altre, è lecito attendersi grandi movimenti. 

La quarta tappa, la Saint-Christol-lez-Alès - Vauvert di 155 km, non presenta trabocchetti, anche se l’arrivo tende nuovamente all’insù, con gli ultimi 500 metri al 5,5% e i velocisti costretti ancora a stringere i denti. La classifica generale si deciderà però come di consueto nella cronometro dell’ultimo giorno, che porterà i corridori da Alès a L’Hermitage per 10,3 km, con gli ultimi 2,8 km che saliranno costantemente tra il 5 e il 6% di pendenza media.

I FAVORITI

La corsa aveva intrapreso una parabola ascendente negli ultimi anni, con vittorie di corridori come Tim Wellens, Neilson Powless e Mads Pedersen, ma i problemi dello scorso anno rischiano di aver fatto perdere tutto il terreno guadagnato. La startlist del 2026 è buona, ma non eccezionale: al via ci saranno Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets), Paul Lapeira (Decathlon CMA CGM), Dylan Teuns (Cofidis), secondo lo scorso anno, Alexandre Delettre e Sandy Dujardin (TotalEnergies) tra i nomi più attesi.

Senza un chiaro favorito, anche gli italiani possono ambire a fare qualcosa di buono, in particolare con Lorenzo Rota (Lotto Intermarché), Walter Calzoni (Pinarello Q36.5), Lorenzo Germani (Groupama-FDJ United) e Davide Bais (Polti VisitMalta). Per le tappe più veloci, invece, attenzione a Davide Persico, Nicolò Buratti (MBH Bank CSB Telecom Fort) e Niccolò Parisini (Pinarello Q36.5).

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