NSN, CLARKE SALUTA IL CICLISMO PEDALATO MA NON IL MONDO DELLE DUE RUOTE

NEWS | 02/02/2026 | 11:45
di Federico Guido


Con la Mapei Cadel Evans Great Ocean Road Race andata in scena nella mattinata italiana di ieri, si è chiusa ufficialmente la carriera da corridore di Simon Clarke.


Il classe ‘86 di Melbourne, passato professionista nel 2009 con la ISD-Neri, ha salutato il mondo del pedale di fronte alla sua gente contribuendo con la serietà e l’abnegazione che sempre l’hanno contraddistinto al terzo posto del suo compagno e connazionale Brady Gilmore.

Sono davvero fortunato ad aver potuto concludere la mia carriera come volevo, nel mio Paese, davanti ai miei amici e alla mia famiglia. Non avrei potuto desiderare di meglio” ha fatto sapere l’australiano attraverso i canali ufficiali del NSN Cycling Team.

Una carriera ventennale passa molto velocemente e, anche quando diventi professionista, è facile adagiarsi sugli allori e non trarre il massimo da ogni stagione e ogni opportunità. Prima che te ne accorga, hai già 39 anni e quindi, sì, bisogna sfruttare al meglio ogni momento”.

Clarke l’ha fatto non solo contribuendo alle vittorie dei tanti capitani che lo hanno affiancato in sedici anni e mezzo tra i pro’ ma, anche, piazzando qua e là zampate importanti come quelle che gli sono valse la vittoria nella frazione di Arenberg al Tour de France 2022, due successi di tappa alla Vuelta España (nel 2012 e nel 2018), la Royal Bernard Drôme Classic 2020, il GP Industria & Artigianato 2016 e la generale (con annesso 1° posto nella tappa di Bendigo) all’Herald Sun Tour 2014.

Ciò gli ha consentito, in 1133 giorni da professionista, di guadagnarsi spazio, rispetto e credibilità in gruppo arrivando così, a 39 anni compiuti, a chiudere la propria parabola col ciclismo pedalato senza rimorsi.

Molti corridori passano tutta la loro carriera sacrificandosi per gli altri e si ritirano senza aver ottenuto alcun risultato personale” ha detto Clarke a APP. “Io, sebbene abbia trascorso gran parte delle mie stagioni facendo da gregario, sono molto felice di aver avuto anche dei momenti in cui ho potuto inseguire quei risultati e, quando l'ho fatto, ottenerne di buoni. Sono orgoglioso di tutto ciò e per questo, sicuramente, appendo la bici al chiodo senza rimpianti”.

Privo di rammarichi e, al contrario, assolutamente colmo di gratitudine e contentezza, Clarke (che parla italiano, ha sposato nel 2016 la sua Mara e ha, in generale, un forte legame con il nostro Paese) si è messo dunque alle spalle i propri giorni da atleta ma continuerà a vivere di bici dato che, svestiti i panni del ciclista, opererà nel performance team della NSN, la formazione che l’ha accompagnato al passo d’addio col ciclismo.

Sono davvero entusiasta di poter passare dall'altra parte della barricata e rimanere con questa squadra. Penso che stiamo ancora in fase di crescita e sono desideroso di far parte di questo processo aiutando il team a formare i corridori e cercando di essere un buon compagno di squadra anche in queste nuovi abiti” ha affermato l’australiano, da sempre particolarmente attento a come essere più prestazionale in bici.

Sono un po' quello che chiamano un ‘maniaco del peso’ ma anche dell'aerodinamica e dell'efficienza. Ogni bici da corsa che ho avuto, da quando ho iniziato, l'ho sempre modificata facendo piccoli aggiustamenti” ha ammesso Clarke, il cui cambio di ruolo lascia inevitabilmente un vuoto non solo nell’organico della compagine di Kjell Carlström ma anche all’interno di tutto il peloton.

Le sue doti di uomo-squadra e la sua presenza, carismatica e sorridente, sono state infatti apprezzate da tanti negli anni sia dentro che fuori le squadre (ISD-Neri, Astana, Orica Greenedge, Cannondale ed EF, Qhubeka e Israel-Premier Tech) in cui ha militato, rendendolo una figura, come dimostrano le parole dedicategli da Michael Matthews, particolarmente incisiva e benvoluta.

Grazie mille per quello che hai fatto per me, per il ciclismo australiano e questo sport in generale ma ancora prima di questo per la persona che sei diventato. È stato un onore condividere quest’avventura con te, ti auguro il meglio per il futuro”.

Augurio a cui anche noi, in attesa di incrociare nuovamente le nostre strade, ci associamo ringraziando Simon delle emozioni che ci ha regalato e degli incontri che ci ha concesso in questi anni da corridore.


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