BGY AIRPORT GRANFONDO: 30 ANNI DI STORIA PER UN PATRIMONIO DI SPORT, PASSIONE E TERRITORIO

GRAN FONDO | 31/12/2025 | 08:00

Nel 2026 la BGY Airport Granfondo raggiungerà un traguardo di assoluto prestigio: trent’anni dalla prima edizione, disputata il 4 maggio 1996. Tre decenni di sport, passione e impegno che hanno contribuito a rendere la Granfondo di Bergamo uno degli eventi più riconosciuti e apprezzati del ciclismo amatoriale italiano e non solo, profondamente legato al territorio e alla sua comunità.


In questi trent’anni, la manifestazione ha attraversato momenti indimenticabili, diventati parte di un patrimonio collettivo che l’organizzazione custodisce con orgoglio.


Gli episodi più significativi di 30 anni di Granfondo

- 2005 – La 10ª edizione, impreziosita dalla presenza alla       partenza, al fianco di Felice Gimondi, di Eddy Merckx. Una vigilia       intensa ed emozionante, carica di ricordi e significati che hanno segnato       uno dei momenti più iconici nella storia della Granfondo e della storia       del ciclismo con le maglie rievocative presenti: Mino Denti (Tour       de l’Avenir), Eddy Merckx (Tour de France), Ivan Gotti (Giro       d’Italia) 1997-99), Michele Dancelli (Campionato Italiano), Giambattista Baronchelli (Tour       de Romandie), Franco Bitossi (Giro di Lombardia), Moreno       Argentin (Campionato del Mondo).

- 2007 – Il record di partecipazione, con 4.860 iscritti,       risultato che ha consacrato definitivamente la manifestazione nel panorama       Internazionale del ciclismo amatoriale.

- 2013 – Il primo stop forzato, dovuto al diniego della Provincia di       Bergamo, che hanno rappresentato una delle fasi più complesse nella storia dell’evento.

- 2019 – La storica nevicata, una vera prova di forza per       organizzatori e partecipanti. L’emergenza fu gestita grazie a una       straordinaria collaborazione: in soli 60 minuti vennero organizzati due       autobus per il trasferimento sul Selvino, permettendo il regolare       svolgimento della manifestazione in condizioni di sicurezza.

2020 e 2021 – Gli anni della pandemia, che imposero due ulteriori stop       a causa del Covid-19, affrontati con senso di responsabilità e spirito di       ripartenza.

L’evoluzione recente, con la nuova denominazione BGY Airport Granfondo, nata anche per valorizzare un anno eccezionale per Bergamo, Città       Italiana della Cultura, e per rafforzare ulteriormente il legame con il territorio, le istituzioni e le sue eccellenze.

Un patrimonio sportivo e umano unico

Dal 1996 a oggi, la Granfondo ha portato sulle strade bergamasche 98.041 ciclisti, di cui 75.911 finisher, ovvero i classificati complessivi delle edizioni fin qui disputate. Tra loro figurano grandi campioni, ma anche personalità di primo piano del mondo imprenditoriale, sportivo e dello spettacolo.

Un capitolo speciale è dedicato ai “14 Puntuali”, i ciclisti che, in 27 edizioni, si sono presentati regolarmente sia al via sia all’arrivo della Granfondo, diventando simbolo di fedeltà e passione autentica.

La memoria di 30 anni di storia

Elemento distintivo della manifestazione è la cura dell’archivio storico, un patrimonio unico composto da maglie, trofei, medaglie, magazine, poster, francobolli, annulli filatelici, immagini e documenti, conservati con attenzione e parsimonia. Una memoria viva che racconta trent’anni di lavoro, dedizione e cultura sportiva.

Sport e solidarietà: un impegno costante

Dal 1996 a oggi, l’organizzazione bergamasca ha donato oltre 139.000 euro in beneficenza, sostenendo numerose associazioni del territorio, tra cui:

- Amici del Cuore di Torre Boldone

- CEVSI Fondazione

- Agenha

- Associazione My Name Is Help

- SIMBA – Sindrome e Malattia di Behçet

- Amici della Pediatria

- Associazione Disabili Bergamaschi

- Spazio Autismo Bergamo

- L’Impronta Cooperativa Sociale-

- Amici di Francesco

Uno spirito che guarda avanti

Sin dalla nascita, la Granfondo è cresciuta grazie alla passione, alla professionalità e alla determinazione che hanno guidato ogni scelta organizzativa. Ostacoli grandi “quanto l’Everest” sono stati superati grazie allo spirito che da sempre contraddistingue l’evento e le persone che lo rendono possibile.

A trent’anni dal 1996, il messaggio è chiaro: se dovessimo ricominciare, rifaremmo tutto esattamente così. Con lo stesso entusiasmo, la stessa serietà e la stessa voglia di costruire emozioni, ma soprattutto con un pizzico di egoismo in più.

La storia della Granfondo continua. E il futuro è già in corsa.

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