SCARONI. «UNA COPPA SPECIALE PER UNA STAGIONE SPECIALE. MA ORA ARRIVA IL DIFFICILE...»

INTERVISTA | 20/11/2025 | 08:30
di Francesca Monzone

Cristian Scaroni è stato l'unico italiano quest’anno a vincere una tappa al Giro d'Italia: si è imposto a San Valentino (Trento), tagliando il traguardo mano nella mano con il compagno di squadra Lorenzo Fortunato. Quarto al campionato europeo e vincitore della Coppa Italia delle Regioni, il bresciano della Xds-Astana, 28 anni, è stato tra le sorprese più belle della stagione e per il prossimo anno vuole riconfermarsi.


Maglia blu di leader e il trofeo del maestro Pistoletto come vincitore della Coppa Italia delle Regioni: una bella soddisfazione.
«Sicuramente è motivo d'orgoglio, corona una stagione pressoché perfetta, ho colto tante vittorie, sono veramente soddisfatto di tutta la squadra e anche per me stesso. Però adesso arriva un po' la parte più difficile, cioè riconfermarsi. Sono pronto e per il 2026 partirò convinto e consapevole dei miei mezzi».


Scaroni aveva puntato la Coppa Italia delle Regioni e per questo ha cercato di non mancare la presa, andando a caccia di punti che lo hanno portato ad arrivare primo in questa challenge.

«Già dalle corse in Toscana, dove ho fatto parecchi piazzamenti, avevo capito che la Coppa Italia era un obiettivo raggiungibile. Poi il vantaggio è aumentato e dopo l'Europeo ho capito che ormai era praticamente fatta. Sono andato in maglia subito a Laigueglia, un giorno che ricordo molto bene, credo che sia stata la corsa dove sono andato più forte. Da lì ho accumulato punti, poi ho perso un po' di corse a causa del mio infortunio, ho ceduto la leadership, sono ritornato a Larciano e da lì ho fatto un sacco di punti e non ho più perso la leadership».

Quest'anno Scaronii maturato anche un rapporto speciale con il presidente della Lega ciclismo professionistico Roberto Pella.
«E’ una persona che ama veramente il ciclismo, non è mai mancato in nessuna Coppa delle Regioni: io apprezzo questo tipo di persone e il suo calore, il suo amore verso il ciclismo e soprattutto verso i corridori. Lo si percepisce proprio a occhio nudo, è un rapporto speciale».

Per il 2026 il bresciano vuole arrivare ancora una volta primo, in questo premio che rappresenta in qualche modo tutta l’Italia. 
«Proverò ancora a vincere questa competizione. Non è facile perché bisogna valutare un po' il calendario, aspettiamo il primo dicembre per vedere il percorso del Giro d'Italia e poi decideremo».


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