SOLO CONTRO TUTTI. 25 ANNI FA L'IMPRESA MONDIALE DI VAINSTEINS A PLOUAY

STORIA | 15/10/2025 | 08:22
di Alessandro Brambilla


Si può vincere un Campionato del Mondo soli contro tutti ? La risposta è sì. L’ esempio molto eloquente è il Campionato del Mondo di Plouay, in Francia, del 15 ottobre 2000 vinto dal lettone Romans Vainsteins. Sono trascorsi 25 anni dalla vittoria del corridore adottato dai lombardi sotto la pioggia di Plouay. Vainsteins è nato il 3 marzo 1973 e nella stagione 2000 diede il meglio di sé stesso: vinse a San Benedetto del Tronto l’ultima tappa della Tirreno-Adriatico, la Coppa Bernocchi a Legnano, 2 tappe al Giro di Renania (Germania), e poi trionfò a Plouay. Domenica 15 ottobre 2000, la giornata più bella della carriera del coraggioso passista veloce Vainsteins.  


Lo è anche per la cittadina di Plouay, poco più di 5000 abitanti, nel dipartimento del Morbihan, in Bretagna. Nella terra in cui il ciclismo è  religione la folla impressiona. Si gareggia sulla distanza di 268,9 chilometri. I giri da affrontare sono 19 e il maltempo complica la vita ai protagonisti. Fa freddo, contemporanemente nel nord dell’Italia ci sono allagamenti e frane in grande quantità. Il cielo sopra Plouay è sempre più triste tuttavia le maglie dei concorrenti brillano. La Lettonia parte con 3 soli corridori: Vainsteins, Nate Reiss, altresì noto per le vittorie in mountain bike, e il giovane Raivis Belohvosciks. In realtà a metà gara Reiss e Belohvosciks sono già fermi ai box e Vainsteins si ritrova da solo a difendere i colori della Patria contro le corazzate di Italia, Francia, Belgio, Olanda, Spagna e di tutte le nazioni ciclisticamente più evolute.

Ma Romans non demorde, rimane guardingo nelle prime posizioni del gruppo principale. Il lettone è alle ultime battute da tesserato per il Gruppo Sportivo Caldirola di orgogliosa matrice brianzola. Vainsteins ha già il contratto per approdare nel  gennaio 2001 alla nuova Domo-Farm Frites, e vorrebbe andarci con una dote importante. In corsa succede di tutto e non mancano equivoci tattici. Si arriva all’ultimo giro coi tentativi di evasione in aumento; tuttavia sono sterili, puntualmente il gruppo principale ridiventa compatto. Si pensa ad uno sprint vincente di Oscar Freire, come l’anno prima a Verona. Invece il coriaceo Vainsteins è bravo a impostare lo sprint nei treni dei più forti, ed esce prepotentemente a centro rettilineo davanti a tutti.

Romans è Campione del Mondo, precede il polacco Zbigniew Spruch, terzo Oscar Freire, Michele Bartoli col suo 4° posto guadagna l’etichetta da migliore degli italiani. In realtà il pisano è furibondo, nel finale non tutto ha funzionato bene nel clan Italia. Paolo Bettini, nono classificato viene accusato di non aver tirato la volata a Miki Bartoli. Forse era meglio delegare Bartoli a pilotare lo sprint di Paolo, notoriamente più esplosivo. Nel post-Mondiale 2000 lo spogliatoio dell’Italia tende ad essere una polveriera. La maglia iridata di Vainsteins rende felice Nando Caldirola, imprenditore vinicolo, patron del team entrato nella simpatia di molti. Tranne gli aficionados della Caldirola, tutti gli altri numerosi italiani presenti a Plouay e quelli a casa davanti alla tv sono tristi. Polemiche a non finire nel post gara e Antonio Fusi, causa l’esito di quel Mondiale, ci rimette il posto da ct.

Romans, l’uomo solo contro tutti, ha sconfitto le corazzate. Ribadiamo, è accaduto poche volte nella storia dei Campionati del Mondo, però si può anche correre da soli, o quasi, e vincere, come fecero pure lo statunitense Greg Lemond ad Altenrhein (Svizzera) nel 1983 e l’irlandese Stephen Roche a Villach (Austria), anno 1987.  

ORDINE D’ ARRIVO

1. Romans Vainsteins (Lettonia) km 268,9 media 42, 970; 2. Zbigniew Spruch (Polonia); 3. Oscar Freire (Spagna); 4. Michele Bartoli; 5. Tobias Steinhauser (Ger); 6. Niki Aebersold (Svizzera); 7. Scott Sunderland (Australia); 8. Chann McRae (Usa); 9. Paolo Bettini; 10. Francesco Casagrande.


Copyright © TBW
COMMENTI
Facile con il senno di poi.
15 ottobre 2025 09:40 Frank46
Dire che Bartoli doveva tirare la volata a Bettini.
Nel 2000 non è che fosse tanto chiaro che Bettino fosse più veloce di Bartoli.

Bettin il primissimo successo di peso lo fece proprio in quell' anno, Liegi Bastogne Liegi.
Però era un corridore che ancora no si conosceva a pieno, mentre Bartoli era la garanzia.

Anche in volata all' epoca Bettini non è che avesse mai partecipato a volare di gruppo compatti o quasi, cosa che fece negli anni a venire.
Bettini però probabilmente in cuor suo si sentiva già più veloce di Bartoli e non gli tirò la volata.
Sta di fatto che si piazzò meglio Bartoli e se, come voleva la logica di quegli anni , Bettini avesse tirato la volata a Bartoli, sicuramente almeno una medaglia l' avremmo conquistata.

Grammatica
15 ottobre 2025 09:41 Stef83
Ma come è stato scritto quest'articolo?????

@ Frank46
15 ottobre 2025 11:28 Arrivo1991
Va di moda fare dietrologia (si veda l'articolo su dove sapevano tutti ,ora,del Ganda). Che vuoi farci ?
E comunque, nonostante l'indubbia classe cristallina, Bartoli non era certo Bettini a livello di lettura di corsa.
Il mondiale di Lugano 1996, fu un'esempio lampante dei suoi tanti errori.

@stef83 correggo ogni giorno...ogni giorno

ITALIA
15 ottobre 2025 13:47 MARcNETT
Il problema atavico della Nazionale era la guerra interna, che ci ha fatto giocare non so quanti Mondiali. Da Lugano 1996 a fino a Varese 2008 avremmo potuto vincerli tutti, ma in alcuni le lotte intestine furono tremendamente forti da farlo perdere, vedi Lugano 96, Valkenburg 98, Plouay 2000, Lisbona 2001........

Frank46
15 ottobre 2025 17:50 ghisallo34
Bartoli non era un uomo squadra.

Bartoli
15 ottobre 2025 18:31 Forza81
Ricordo la scena al Giro 1997 per prendere la rosa a discapito di Bettini. Mai piaciuto negli atteggiamenti.
Con il tempo, Paolo, ha dimostrato di essere più grande di lui, in tutti i sensi.

Fusi
15 ottobre 2025 18:59 PedroGonzalezTVE
Fusi non era il CT giusto secondo me; dopo Martini misero lui in virtù dei risultati fatti con gli Under ma i professionisti erano un'altra cosa e probabilmente ci stava qualcun'altro... a Valkenburg 98 si poteva vincere ma Bartoli fu anche sfortunato e finì quarto a Verona 99 Casagrande fu quarto, nella fuga giusta e pure lui freddato da Freire ed infine nel 2000 le polemiche ed i pasticci... Non so, persona certamente capace eh.. ma non so se è stato un buon CT...

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Impressioni da Saluzzo, la cui centralità nel ciclismo non è limitata al ruolo della vivace cittadina cuneese, convergenza delle valli attorno al Monviso. Storia di terre alte e due ruote, un classico, basti dire che a poca distanza da qui...


Demi Vollering voleva vincere il Giro a tutti i costi. Alla vigilia era proprio lei la grande favorita e tra i bookmakers sembrava non esserci nemmeno l’ombra di una possibile avversaria che potesse contrastarla. Poi la corsa rosa è andata...


Una domenica. Alle corse. Appostato in cima a una salita – il luogo migliore perché lo spettatore, che è un po’ sadico, valuti e apprezzi il corridore, che è un po’ masochista – Mondo scruta la strada. Spunta un corridore....


Nel ciclismo moderno, dove ogni watt, ogni dato e ogni dettaglio possono fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta, gli allenatori sono diventati figure sempre più decisive. Tra i tecnici più importanti del panorama internazionale troviamo Tim Heemskerk,...


E va così agli annali la quattordicesima edizione de La Stelvio Santini, la manifestazione ciclistica che ogni anno richiama in Alta Valtellina appassionati ciclisti provenienti da tutto il mondo che voglio sfidare il Re Stelvio e non solo. Un’edizione che...


Ha passato l’ultima settimana ad allenarsi sugli strappi che circondano Tresivio, il paese alle porte di Sondrio in cui vive, per prepararsi allo strappo del Castello di Mologno. Una strategia, quella adottata da Lorenzo Ramponi, che si è rivelata vincente:...


ELISA LONGO BORGHINI 10 E LODE. Altro esempio, l’ennesimo fornito dalla campionessa italiana, di cosa vuol dire non arrendersi mai, porsi un obiettivo e raggiungerlo. Oggi l’obiettivo, per stessa ammissione di Elisa, era solo vincere. Appena le si presenta l’opportunità...


Oggi al traguardo di Saluzzo tutti aspettavano Elisa Longo Borghini, c’erano i tifosi, i massaggiatori, gli amici, i giornalisti e il marito Jacopo, tutti incollati al televisore per supportarla. Quando ha tagliato il traguardo l’emozione è stata generale, gli abbracci,...


Oggi è tornato ad attaccare il numero sulla maglia, a pedalare in gruppo, praticamente è tornato a casa. Ha tagliato il traguardo di Saint-Ismier, dove si è conclusa la prima tappa del Tour Auvergne-Rhone-Alpes al 101esimo posto con un distacco...


Seconda vittoria stagionale per Federica Venturelli che sfreccia sul traguardo della Dwars door de Westhoek. al termine di una prova di 131, 6 km, la cremonese della UAE ADQ ha preceduto nell'ordine l'olandese Uneken della VolkerWessels Cycling Team e la polacca...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024