MATTHEWS E L'EMBOLIA POLMONARE: «ENORME SPAVENTO, MA PER FORTUNA SONO QUI»

PROFESSIONISTI | 14/09/2025 | 08:27
di Carlo Malvestio

L’estate di Michael Matthews è stata una delle peggiori della sua vita. No, non perché ha saltato il Tour de France, ma per il motivo per cui ha dovuto farlo, ovvero i sintomi di un’embolia polmonare.


«Ero in altura a preparare il Tour e dopo una decina di giorni ho cominciato a far fatica a respirare - ha raccontato l’australiano della Jayco AlUla dal Canada, dove è impegnato in Québec e Montréal -. Pensavo fosse un’allergia, mi era già capitato, ho continuato ad allenarmi, ma poi sono cominciati anche dolori fastidiosi al petto. Sono arrivato a fine ritiro e al momento di fare i test da sforzo non sono riuscito nemmeno a concluderne uno, mi pareva di morire. In ospedale mi hanno trovato coaguli di sangue nei polmoni e mi hanno ricoverato per un paio di giorni. Mi hanno detto che se avessi fatto quegli sforzi per altri 2-3 giorni mi sarei potuto ammazzare. È stato spaventoso sentirselo dire, ti fa mettere le cose in prospettiva, un giorno ti alleni regolarmente, un altro sei in ospedale coi sintomi di un’embolia. Ancora adesso sto prendendo degli anticoagulanti e dovrò farlo fino a dopo il GP di Montréal»


Il dolore fisico si è presto trasformato in resistenza mentale, e per farlo Matthews si è affidato anche alla sua amica di sempre, la bicicletta, nonostante i medici gli avessero consigliato di riprendere l’attività con maggiore calma. «Fisicamente tutto sommato mi sono ripreso in fretta, perché i dolori li sentivi solo sotto sforzo, ma mentalmente non è stato facile reagire. Guardare il Tour in TV era frustrante, e poi andavo di dottore in dottore per capire cosa avessi realmente. Ho ricevuto comunque tanto affetto da tutti, compreso Pogačar, che mi scriveva ogni 2-3 giorni nonostante fosse in piena lotta per vincere il Tour».

Vincitore del GP di Francoforte a maggio, Bling è tornato alle corse a fine agosto, chiudendo 8° la Bretagne Classic e, ieri, il 9° al GP de Québec. In Canada è un mezzo di idolo, perché è tra i 3 corridori (insieme a Simon Gerrans e Robert Gesink) ad aver vinto aver vinto sia Québec che Montréal, e nel 2018, per giunta, ha fatto doppietta.

«La forma dovrebbe comunque essere buona, perché ho avuto tre mesi per lavorare a dovere e i numeri degli allenamenti sono stati molto positivi, tra i miei migliori di sempre - ha concluso Matthews -. Ma poi spesso in corsa le cose cambiano, quindi vediamo cosa ci aspetta. Diciamo che con quello che mi è accaduto dovrei già essere abbastanza contento di essere qua, ma parto sempre per vincere e lo farò anche questa volta».

(Foto Credits: James Startt / GPCQM)


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