CHIAPPUCCI. «AL TOUR, OGNI GIORNO E' UN MONDIALE: CI DIVERTIREMO!»

INTERVISTA | 02/07/2025 | 08:22
di Francesca Monzone

Sono tanti i corridori italiani che hanno scritto pagine eroiche del ciclismo e tra questi è impossibile non ricordare Claudio Chiappucci, che con le sue fughe e i suoi attacchi in salita incollava davanti alla televisione tutto il pubblico del ciclismo. Nato in provincia di Varese nel 1963, ha partecipato a 21 grandi giri, salendo sul podio del Giro d’Italia tre volte tra il 1991 e il 1993 e tre volte al Tour nel 1990, 1991 e 1992. Claudio Chiappucci era soprannominato il Diablo e ancora oggi, in Francia, gli esperti del Tour de France lo definiscono l’uomo più imprevedibile dei grandi giri.


Quanto è cambiato il ciclismo rispetto a quando correva lei?
«Tantissimo, sia tecnologicamente ma se vuoi anche strategicamente. Io penso che, come nella vita attuale, il ciclismo che vediamo in questo tempo sia  più frenetico rispetto a quello del mio tempo. A volte mi piace, a volte non mi piace, dipende dai momenti».


Per esempio?
«Il momento esaltante è quando vedi comunque due grandi corridori che lottano e a volte può rimanere l'incertezza su chi sia capace di fare la differenza rispetto all’altro e andare a vincere. A me piace rimanere nel dubbio di cosa può accadere nella corsa, è sempre bello rimanere con il fiato sospeso fino al traguardo. Ma oggi purtroppo, questo lo vediamo poco. I veri protagonisti sono pochi, certamente c'è qualche giovane dietro che arriva, parlo anche a livello generale, però è limitato perché ci sono campioni che attualmente sono veramente superiori a tutti».

I protagonisti di questo Tour de France saranno Vingegaard, Pogacar ed Evenepoel. Che corridori sono?
«Evenepoel sembra meno disumano rispetto agli altri due. Meno disumano per me vuol dire con l’aspetto più umano, perchè lo vedi che ogni tanto ci lascia le penne. Ogni tanto si stacca, come è successo al Delfinato. Ha fatto una cronometro strabiliante e dopo ha fatto fatica a rimanere coi migliori, quindi è senza dubbio umano. Insomma è uno paga la stanchezza e la fatica. Mentre se guardi Pogacar e Vingegaard sembra che non siano mai stanchi. Pogacar è sempre sorridente e felice, mentre Vingegaard è più riservato ed forse è un un gradino sotto rispetto allo sloveno, però sono loro due che fanno la grande differenza e  sembra che facciano un altro ciclismo».

Tra Vingegaard e Pogacar lei quale preferisce nel modo di correre?
«Partendo dall'inizio sono due caratteri diversi, uno più espansivo e l'altro più chiuso. Vingegaard è un corridore che vive nel suo mondo, non si riesce a capire a volte cosa fa, dove è e come sta. E’ un po' più enigmatico se vuoi, anche se è di altissimo livello come Pogacar. Lo sloveno lo vedi più facilmente quando è in una fase in cui farà delle cose strabilianti, Vingegaard è impenetrabile, diciamo che è abbastanza imperscrutabile, non riesci neanche a capire se sta bene o se sta male. Non c’è chi mi piace di più o chi mi piace di meno. Alcune volte mi piace più uno e altre volte l’altro, dipende da come corrono».

Quest’anno che Tour de France vedremo?
«Stando ai risultati che abbiamo visto fino ad oggi, la classifica penso che sarà quella in cui Pogacar farà la differenza. Sapendo che tutti e due hanno  squadre forti, penso che lo spettacolo non mancherà. La Visma e la UAE hanno due grandi capitani, ma anche gli altri uomini hanno dei grandi potenziali e se fossero in altre squadre sarebbero sicuramente dei leader. In questa stagione Pogacar ha corso già abbastanza, ma non tantissimo e ha praticamente sempre vinto. Vingegaard ha corso  meno, però abbiamo già visto al Delfinato qualcosa  e credo che se la linea è quella allora c'è ben poco da fare».

Possiamo dire che avremo un Tour de France avvincente?
«Il Tour de France è praticamente un mondiale ogni giorno. Quindi le sorprese ci sono sempre ed è bello vedere quando a vincere è il corridore che non ti aspetti oppure vedere la strategia delle squadre. Insomma il fascino del Tour de France è sempre lo stesso e non cambierà mai».

Dai nostri italiani cosa dobbiamo aspettarci?
«Abbiamo Milan che è un gran corridore e ha le carte in regola per vincere le tappe e se vuole anche una maglia importante».

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Sbagliato il format? Sbagliata la scelta dell'influencer? Sbagliati i toni utilizzati? Forse tutto questo, forse altro ancora ma di certo c'è che il caso di Erola Jons ha scosso la Vuelta e ha spinto gli organizzatori a rivedere la loro...


Il danese Kasper Asgreen, 31 anni, ha fatto il suo ingresso nel mercato dei trasferimenti, scegliendo di indossare la maglia del team svizzero NSN dopo due stagioni con la EF Education-EasyPost. Firmando un contratto biennale che partirà nel 2027, Asgreen...


Per quanti hanno conosciuto “il commenda” Alcide Cerato ci sarà la possibilità di fargli un saluto domani dalle 14 alle 18 nella Casa funeraria San Siro di via Amantea, 3 a Milano, e  mercoledì sempre negli stessi orari. Giovedi mattina,...


Podio tutto azzurro nella prova femminile di ciclismo dei Giochi del Mediterraneo disputatasi sul circuito della Valle d'Itria (78 km): sul lungomare di Taranto Rachele Barbieri si è aggiudicata l'oro in una volata tutta azzurra in cui ha preceduto le...


La stagione delle grandi dirette streaming su tuttobiciweb e CiclismoLive continua e propone un ghiotto appountamentoper sabato 29 agosto con il Gran Premio Industria Commercio Artigianato Carnaghese - Trofeo Pino Introzzi. La manifestazione di caratura nazionale per elite e under 23 si svolgerà per...


Van Rysel, brand nato nel cuore delle Fiandre, rinnova la propria presenza nel gravel presentando due piattaforme distinte: la reattiva e leggera RCR-G da 7, 7 kg nata per correre le più veloci  e moderne competizioni del panorama internazionale e la versatile EDR-G dotata di...


Lo sviluppo dei giovani ciclisti e il supporto ai talenti emergenti per raggiungere il loro pieno potenziale rimangono al centro dell'attività della Caja Rural-Seguros RGA. Grazie al team di sviluppo della Caja Rural-Alea che passano al professionismo, nel corso degli...


Monaco, Francia, Andorra e Spagna formano il grande stadio a cielo aperto della Vuelta: proteggere l'ambiente circostante è responsabilità di tutti. La Vuelta 26 attraversa Monaco, Francia, Andorra e Spagna, passando per alcuni dei paesaggi e delle aree naturali...


Ultima tappa francese della Vuelta 2026 e primo arrivo in salita in odor di Pirenei: si disputa oggi la terza frazione, la Gruissan - Font Romeu di 167 km con 2.660 metri di dislivello. per seguire il racconbto in diretta...


Ieri la seconda tappa della Vuelta di Spagna ha regalato emozioni forti e colpi di scena, in particolare grazie all'attacco di Wout van Aert e alla reazione immediata di Tadej Pogacar, attuale detentore della maglia rossa. La corsa ha evocato...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra