DINO ZANDEGU' DOMANI FA 85: «NON SONO POCHI, MA NEANCHE TANTI!»

COMPLEANNO | 30/05/2025 | 09:54
di Marco Pastonesi

Ottantacinque – confida – non sono pochi, ma neanche poi così tanti, l’età media si è allungata, e a questo processo di sano invecchiamento vorrei contribuire anch’io il più a lungo possibile, sperabile e immaginabile. E poi un segreto c’è: non bisogna chiamarlo invecchiamento ma esperienza. E qui avrei ancora parecchio da fare, da imparare, da lavorare. Ho sentito dire che c’è un italiano che è espertissimo: ha la bellezza di 111 anni. Io, al suo confronto, sono quasi un ragazzino, sono ancora uno scolaretto”.


Dino Zandegù, domani, compirà la bellezza di 85 anni (“Bellezza, a essere sinceri, neanche quando ne avevo 20”). Il suo ciclismo da corridore, quello degli anni Sessanta e Settanta, sembra preistorico (“Quando, a cinque chilometri dall’arrivo di un Giro del Veneto dei dilettanti frenai, scesi dalla bici e salutai papà, mamma e tutte e sette le mie sorelle, e i primi inseguitori, su cui avevo tre minuti di vantaggio, mi superarono, Gino Bartali, che faceva il talent scout per la San Pellegrino, mi disse che ero tutto sbagliato e tutto da rifare. Temo di non averlo fatto”). Il suo ciclismo da direttore sportivo, quello degli anni Ottanta e Novanta, sembra cinematografico (“Quando, a un Giro dell’Appennino, ritrovai fra i ritirati il mio corridore Johnny Fregonese, cui aveva ordinato di rimanere alla ruota del favoritissimo Gibì Baronchelli, e lui mi disse che era stato di parola e aveva obbedito alla lettera, ritirato Gibì, si era ritirato anche lui, e allora non potei che dargli una pacca sulla spalla e fargli i complimenti”). Il suo ciclismo da capo della carovana pubblicitaria, quello degli anni Duemila, sembra plateale (“Un Giro d’Italia musicale e stradale, gioioso e giocoso, circense e cistercense, itinerante e strombazzante”).


Un paio di anni fa stavamo lavorando al suo libro. Lui non voleva farlo. Forse temeva i colleghi: “Penseranno che mi sono montato la testa”. Forse temeva l’impegno: “Non arriverò mai a cento storie”. Forse temeva anche la memoria: “Ogni tanto mi fa degli scherzi”. Dopo laboriose trattative finalmente concordò sul sottotitolo: “Cento storie vere al 90 percento”. Più complicato fu accordarsi sul titolo: “Se cadono tutti vinco io”. Fu indispensabile il via libera di Lalla, sua moglie, che non ha potere consultivo ma decisionale. Poi al libro si è affezionato a tal punto da diventare il più dotato, il più ostinato, il più efficace venditore della rete italiana della casa editrice Ediciclo. Al risotto di Masone prima del Turchino lungo la Milano-Sanremo, alla partenza della Coppa Agostoni, al traguardo della Coppa Bernocchi. In chiese sconsacrate, in biblioteche civiche, in ristoranti con le vecchie glorie. A volte attrezzandosi con sgabello e tavolino, ombrello e mantellina, oltre a stilografica e lapis. In questo Giro, ad Asiago, dove giocava quasi in casa, ha realizzato il tutto esaurito. L’ho visto con i miei occhi in azione: asfissiante come uno sciame di api, machiavellico come un sudoku, convincente come Mike Tyson. Sul lunotto posteriore della sua macchina ha attaccato l’adesivo della copertina del libro, e grazie a questo espediente è riuscito a farsi riconoscere anche in autostrada, fermarsi a una piazzuola di sosta breve e piazzare un paio di copie al volo, arricchite da dedica personalizzata e firma certosina.

Zandegù, furbacchione, finge di respingere gli elogi, sostiene di non avere alcun merito e spiega che invece la sua grande battaglia l’ha perduta. Rappresentante – anzi, battitore libero - dei vini di Francesco Moser, grazie a una sottile e lodevole opera di diplomazia Dino era riuscito a persuadere nientemeno che Beppe Saronni ad acquistare cartoni di Teroldego e Lagrein, Gewurztraminer e perfino il brut 51,151, il tutto regolarmente e periodicamente, finché un paio di esplosive interviste ai due sul “Corriere della Sera” hanno bruscamente interrotto le vendite. Altro che Trump, altro che dazi! “E l’unico a rimetterci – si lamenta ancora Zandegù – sono stato io. Proprio io che non c’entravo nulla”.


Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Tra velocità e pavé, la vittoria alla Roubaix potrebbe passare dal tandem Philipsen-Van der Poel. Una coppia pericolosissima che potrebbe decidere le sorti della corsa. Nel panorama del ciclismo attuale, Jasper Philipsen rappresenta una delle evoluzioni più interessanti: nato come...


Il nome di Gianni Vermeersch non è tra i più mediatici del ciclismo mondiale, ma tra addetti ai lavori e appassionati delle classiche del Nord gode di una reputazione solidissima. Corridore belga, classe 1992, Vermeersch è uno di quei ciclisti...


C'è una "strana" coppia al comando della classifica dell’Oscar tuttoBICI  Gran Premio Livigno riservato alla categoria Under 23: se il nome di Lorenzo Mark Finn (Red Bull Bora Hansgrohe Rookies) era atteso, certamente una piacevole sorpresa è quello di Tommaso Bambagioni della...


Unica prova monumentale in terra di Francia, la Parigi-Roubaix è unica anche fra le classiche, al punto da esserne considerata la Regina. Unico è anche il suo timbro di corsa dura e dal sapore di ciclismo antico, dove forza e...


Lorenzo Ursella conserva la leadership nella classifica dell'Oscar tuttoBICI Gran Premio Jayco AlUla riservato alla categoria Élite. Ma alle spalle del portacolori della Padovani Polo Cherry Bank si avvicinano a grandi passi il romagnolo Simone Buda (Solme Olmo Arvedi) e il toscano...


Agostino Omini non ha mai corso ma per le corse - e per il ciclismo tutto - non ha mai smesso di correre. E come poteva intitolarsi un libro dedicato al grande dirigente se non"Una vita in corsa - Da...


Ancora qualche ora di attesa e poi sarà ufficialmente il momento del 19° Trofeo Città di San Vendemiano, che Domenica 12 Aprile, con la regia organizzativa del Velo Club San Vendemiano del Presidente Fabrizio Furlan, riporterà il meglio del ciclismo internazionale...


Domenica 7 aprile 1968, 262 chilometri, 136 partenti, pronti via. La Parigi-Roubaix. Di bello, il tempo. Di brutto, tutto il resto. Di orrendo - da qui in poi prendete le cifre con beneficio d’inventario - intorno al centoventesimo chilometro, Dino...


Weekend intenso e ricco di appuntamenti per il team Autozai Contri, pronto a scendere in strada con due formazioni impegnate in altrettanti appuntamenti di rilievo. Oggi riflettori puntati sul 62° Giro della Castellania, gara che vedrà al via Ludovico Affini,...


Archiviato il primo storico e prestigioso successo del Team ECOTEK Zero24 della scorsa settimana con il 1°anno Tommaso Cingolani capace di imporsi al Trofeo Michele Scarponi, la squadra presieduta da Luigi Braghini e coordinata da Beppe Martinelli con la...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024