Un'aritmia ferma Marco Villa. Che diventa ct argentino...

| 09/07/2008 | 11:40
Per dieci anni è stato assoluto protagonista della Sei Giorni delle rose, vincendone due edizioni, la prima nel 2001 al fianco di Ivan Quaranta, la seconda nel 2006 in coppia con Franco Marvulli. Poi, a stagione in corso, alcuni esami clinici hanno evidenziato problemi di aritmia al cuore e così, quest’anno, Marco Villa dovrà accontentarsi di guardare la gara a bordo pista, nel ruolo di vicedirettore di corsa. Un filmine a ciel sereno, che non ha comunque tolto il sorriso dal volto del campione cremasco. “Avrei preferito correre – sospira Villa -, anche perché avevo già deciso che questa sarebbe stata la mia ultima sei giorni. Fisicamente stavo molto bene, tant’è che tuttora sono convinto di poter dare qualcosa a questo sport. Attualmente stiamo facendo ulteriori valutazioni con i medici, ma il consiglio unanime è stato quello di fermarsi. E, alla mia età, equivale a dire chiudere la carriera”. Una carriera costellata da ottimi risultati, che però il cremasco fatica a chiudere definitivamente. “La bici non l’ho ancora abbandonata definitivamente – confessa -. Pur senza strafare, continuo ad allenarmi un po’, con uscite di un paio di ore a giorni alterni. La preparazione non è quella dei giorni migliori, anche perché serve continuità e io invece ho una forma approssimativa”. A questo punto però, dopo tanti anni passati in sella, occorre trovare una nuova collocazione, magari rimanendo nell’ambiente delle due ruote. “La notizia è stata talmente fulminea che non ho avuto nemmeno il tempo materiale per ragionarci – dice -. Sicuramente mi piacerebbe rimanere nel mondo del ciclismo, perché è stata la mia vita per oltre 20 anni e mi ha regalato grandi emozioni a livello internazionale. L’esperienza per muovermi in questo settore credo di averla maturata, se invece non saranno rose, allora vorrà dire ripartirò da zero per collocarmi in qualche nuovo settore”. Di motivi per ritenere che Villa farà ancora parte del grande circo del ciclismo ce ne sono parecchi e uno è lui stesso a confermarlo. “In questo periodo mi ha dato un grande aiuto Giovanni Lombardi – svela -. Mi sta coinvolgendo in qualche progetto che sta portando avanti e la cosa mi ha fatto molto piacere (il primo incarico è quello di ct della nazionale Argentina Under 23: sei ragazzi approderanno in Italia nelle prossime settimane in vista dei mondiali di Varese, faranno base a Bergamo e sarannos eguiti proprio da Villa, ndr). Per ora non voglio dire di più, ma Giovanni è un grande uomo oltre che una persona molto intelligente, quindi io mi fido di lui”. Tornando invece alla Sei Giorni, Villa scrive il suo pronostico. “I favoriti numero uno sono Risi e Marvulli – afferma -, ma un occhio di riguardo lo meritano anche De Keetele e Keisse. Kankovsky e Lazar stanno migliorando, anche se ultimamente non li avevo visti molto bene. E poi ci sono Masotti e Ciccone, due che possono sempre fare vedere buone cose, così come Marzoli e Hester”. Infine, uno sguardo al futuro della pista azzurra, Jacopo Guarnieri. “Bisognerà vedere come è uscito dai campionati europei – conclude Villa -, ma sono convinto che saprà ritagliarsi il proprio spazio. Non solo qui a Fiorenzuola, ma anche sulle strade e i velodromi di tutto il mondo. Io lo considero un talento, anche se è ancora molto giovane e ha bisogno di migliorare ancora. Per diventare forti occorre anche saper lottare e perdere. L’esperienza arriva con il passare degli anni”. E se lo dice lui bisogna credergli. Cristian Torri da La Libertà di Piacenza
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