DAL SOGNO ALLA REALTA' DEL WORLD TOUR: LA STORIA DI GIULIA GIULIANI E VITTORIA RUFFILLI

INTERVISTA | 02/02/2025 | 08:15
di Giorgia Monguzzi

Ci sono incontri che fanno parte del destino, legami indissolubili nati per caso e diventati d’un tratto magici, vitali. E’ il caso di quello tra Vittoria Ruffilli e Giulia Giuliani, entrambe 22 anni, una scalatrice Piemontese e l’altra passista dall’Abruzzo; due ragazze con un passato completamente diverso, ma che si sono ritrovate amiche e compagne di squadra. Ora sono pronte a fare il grande passo nel World Tour nella svizzera Roland.


Per Giulia Giuliani il ciclismo è stata una questione di famiglia, ha iniziato a sei anni seguendo le orme di papà Enrico e del fratello Luca facendo tanti sacrifici per inseguire il suo sogno. Nelle categorie giovanili è stata campionessa regionale abruzzese e poi dalla provincia di Pescara parte in direzione Veneto per approdare alla Ciclismo Insieme «Sono stati anni molto difficili, avevo la scuola, ma ogni fine settimana partivo in treno accompagnata dalla mia bici per andare nella sede della squadra. Facevo tantissime ore di viaggio ma non mi interessava perché tutto quello che volevo fare era correre in bicicletta. Ho raccolto tante soddisfazioni, è stato sempre bellissimo e soprattutto sono cresciuta, ho imparato a cavarmela. In famiglia mi hanno sempre supportato, appena potevano venivano tutti a fare il tifo per me» ci racconta Giulia che nella sua giovane carriera è stata anche tra le fila della Nazionale.


Se per Giulia la bici è stata una passione sin dall’infanzia Vittoria ci è arrivata quasi per caso e senza passare dalle categorie giovanili. La ragazza di Novara aveva iniziato con il Triathlon, disciplina in cui faceva la differenza, poi ci sono stati degli infortuni, fino all’addio nel 2019.  Poi però, grazie ad un amico di famiglia si è fatta largo una nuova avventura «Sono arrivata al ciclismo per caso, dopo aver abbandonato il triathlon non avevo una dimensione mia e così ho deciso di buttarmi - racconta Vittoria- le prime gare erano impossibili, ma poi passo dopo passo iniziato a trovarmi bene, ho capito che stavo facendo qualcosa che mi apparteneva. Per me la bici è diventata un porto sicuro, uscivo ad allenarmi con tanti problemi e quando tornavo ero un’altra persona.  Purtroppo intorno a me molte persone mi mettevano dei limiti perché avevo iniziato tardi e così tutto per me è diventata una sfida: volevo andare avanti e dimostrare che si sbagliavano»

Come tutte le cose belle anche l’incontro tra Giulia e Vittoria è successo per caso. E’ fine 2020, Massimo Ruffilli e Massimo Rossetti stanno mettendo insieme una squadra femminile con il supporto di Bortolami, sono alla ricerca di atlete e Vittoria suggerisce una ragazza di cui ha sentito parlare molto bene, si chiama Giulia, ma non sa esattamente chi sia. All’inizio suo padre non la vuole in squadra, abita troppo lontano, sicuramente è già sistemata, eppure decide di provare. Giulia ha già preso accordi con la VO2 per il passaggio ad elite, ma non è sicura, quando riceve la nuova proposta crede che si tratti di una squadra delle Marche, inizialmente declina l’invito, poi si fa consigliare da suo padre Enrico e accetta. E’ l’inizio di un’avventura vera e propria, Giulia e Vittoria corrono insieme, si conoscono e dopo una chiacchierata sulla Nutella capiscono che tra loro c’è sintonia. Vittoria inizia ad essere seguita nella preparazione da Enrico Giuliani che, dopo i campionati italiani del giugno 2021 in Puglia, la invita a passare del tempo in Abruzzo. Dovevano essere un paio di giorni, poi si trasformano in settimane, mesi, Vittoria passa tutta l’estate a Corvara, ci ritorna l’inverno successivo per poter allenarsi meglio, viene letteralmente accolta dalla famiglia di Giulia con cui instaura un legame profondo che va oltre la semplice amicizia. Le due corrono fianco a fianco diventando l’una la spalla dell’altra, prima nel Gb Junior Team Piemonte e poi nel 2024 nel K2 Women Team.

Giulia e Vittoria, oltre che ad essere amiche sono accumunate dal non arrendersi mai, entrambe talentuose, sulla loro strada hanno trovato tanti problemi fisici, tanta sfortuna che non ha mai permesso loro di dimostrare veramente quanto valgono. Nel 2024 le abbiamo seguite da vicino, tra le tante speranze e la dedizione nel seguire il proprio sogno. A fine giugno alla vigilia dei campionati italiani su strada in Toscana Vittoria aveva detto qualcosa che ci aveva particolarmente colpito «Il mio grande sogno è entrare nel World Tour, mi rendo conto che è difficile, ho iniziato troppo tardi ad andare in bici, me lo dicono tutti. So che è difficile, ma non voglio smettere di correre con il rammarico di non averci nemmeno provato.» Si trovava ad un bivio della sua carriera, le cose non andavano ed era sul punto di smettere anche perché in pochi stavano continuando a credere in lei Tra giugno e luglio qualcosa è cambiato, una luce una forza di volontà incredibile che ha spinto Vittoria ad andare contro a tutto e  tutti, insieme a lei anche Giulia si è presa la rivincita dai tanti, troppi stop che ha avuto. Al Tour de l’Ardeche le due ragazze della K2 Women Team si giocano tutte le carte, si fanno vedere su un palcoscenico internazionale e la chiamata della Roland arriva di conseguenza.  Inizialmente nessuna delle due ci crede, sembra impossibile avere la possibilità di realizzare quel sogno, eppure firmano il primo anno di contratto senza farselo dire due volte .

Ormai l’inizio della stagione è alle porte, Giulia e Vittoria sono più cariche più che mai, da quest’anno per la preparazione vengono seguite da Fabio Vedana e sono entusiaste dei progressi ottenuti. C’è tanto ancora da lavorare, ma stanno crescendo a vista d’occhio e. «Era destino che passassimo nel World Tour insieme, ho iniziato ad andare in bici seriamente grazie a Giulia, siamo state l’una la spalla dell’altra, se sono diventata un’atleta è soprattutto grazie a lei, suo padre Enrico che mi ha insegnato ad essere un corridore e a credere in me stessa» ci dice Vittoria, potrebbe essere il finale perfetto della loro storia di amicizia e invece è esattamente l’inizio di una nuova avventura, ancora una volta insieme, fianco a fianco come ha voluto il destino.


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COMMENTI
Chiamare la Roland Team WT ci vuole coraggio
2 febbraio 2025 09:45 rondine
Due belle ragazzine, m secondo me non pronte l passaggio, poi alla Roland , team non dei migliori. In ogni caso noi siamo sempre per sostenere le ragazze italiane, e facciamo il tifo per loro, speriamo solo la storia ci possa confermare.

Condivido si si
2 febbraio 2025 20:53 mimandapicone
Bello si il WT , certo concordo, ma dietro questi Team c'è il mondo nascosto del ciclismo nascosto









Io credo che il salto al WT deve esere meritato, no perchè sei una brava ragazza , magari che lo meriti per imegno, noooo ma dai risultati , dalle vittorie mi sembra chiaro , mi dite queste due ragazze quante gare hanno vinto? Quante ragazze meritano il WT ? Troppe troppe, qualcuna non merita, non ci sono proprio , forse tra 10 anni ci arriveremo , quindi dietro ogni pasaggio ci sono altri tipi di accordi.

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