L'ORA DEL PASTO. IL GIORNO DELLA MEMORIA PASSA ANCHE DAL VEL D'HIV, CINQUE GIORNI MALEDETTI...

STORIA | 27/01/2025 | 08:12
di Marco Pastonesi

“Per anni, davanti alle ruote di Coppi e Bartali, ho veduto spuntare e morire le stagioniscriveva Mario Fossati sulla “Repubblica” -: uscivi dal Vel d’Hiv parigino, dalla Sei Giorni e ti accorgevi che le vecchie acacie del boulevard avevano le gemme”. Vel d’Hiv. Vélodrome d’Hiver. Velodromo d’inverno. La giornata della memoria – ottant’anni fa, oggi, il lager di Auschwitz liberato dai soldati russi – passa anche da qui.


Era stato costruito nel 1909, e inaugurato il 13 febbraio 1910, all’angolo fra boulevard de Grenelle e rue Nélaton, sulle rovine della Salle des Machines, eretta per ospitare una mostra durante l’Expo di Parigi del 1900, e convertita al ciclismo nel 1902 (anello da 333,33 metri e tribune da 20mila spettatori) e demolita per dare più spazio, luce e vista alla Torre Eiffel. La nuova pista, voluta da Henri Desgrange, l’ideatore del Tour de France, misurava 253,16 metri alla corda, ma esattamente 250 sulla linea degli stayer, ed erano le prove dietro motore le più seguite e spettacolari (tribune per 17mila spettatori). All’interno, un’area ideata come pista da ghiaccio, ma che poteva essere adattata ad altri sport, dal pugilato a – in occasione delle Olimpiadi del 1924 – anche scherma, lotta e sollevamento pesi. Tra i frequentatori delle Sei Giorni di Parigi negli anni Venti, Ernest Hemingway: “Ho cominciato molti romanzi sulle corse in bici, ma non ne ho mai scritto uno che fosse così bello come lo sono sia le corse in pista sia sulla strada. Dirò del Vélodrome d’Hiver con la sua fumosa luce del pomeriggio e la pista di legno con la forte pendenza sulle curve e il suono frusciante che le gomme facevano sul legno quando passavano i corridori, lo sforzo e le tattiche quando i corridori si arrampicavano e si lanciavano, ciascuno un tutto con la sua bici, dirò della magia del mezzofondo, del rumore dei motori con i rulli sulla ruota posteriore che gli allenatori guidavano, indossando i loro pesanti caschi protettivi e inclinandosi all’indietro nelle ingombranti tute di cuoio, per riparare i corridori che li seguivano dalla resistenza dell’aria, i corridori con i loro caschi più leggeri chini sui manubri, le gambe a girare l’enorme moltiplica e le piccole ruote anteriori a sfiorare il rullo dietro la macchina che gli forniva un riparo contro la resistenza dell'aria dentro il quale pedalare, e i duelli che erano più eccitanti di qualsiasi corsa di cavalli, lo scoppiettare delle motociclette e i corridori gomito a gomito e ruota a ruota su e giù intorno a velocità pazza finché qualcuno non riusciva più a reggere il ritmo e si staccava e il compatto muro d’aria contro il quale era stato riparato lo colpiva”.


La Seconda guerra mondiale tagliò la Francia in due parti: a nord la Germania nazista, a sud la Repubblica di Vichy. Dal loro accordo, il 12 luglio 1942, a Parigi furono “rastrellati” e arrestati – “la rafle” - 13152 ebrei. Per ciascuno: una coperta, un maglione, un paio di scarpe. Quasi 5mila inviati subito al campo di transito di Drancy, a nord di Parigi, in attesa di essere deportati in Germania o in Polonia. Gli altri, 8160, compresi i bambini, il 16 e il 17 luglio furono ammassati e rinchiusi Vel d’Hiv: 4115 bambini, 2916 donne e 1129 uomini. Qui, sotto un tetto dipinto di blu scuro per nasconderlo ai bombardieri, le condizioni divennero terribili per l’affollamento e il caldo. Le finestre chiuse per sicurezza, dei dieci bagni disponibili cinque erano sigillati, un unico rubinetto dell’acqua. Chi tentava di fuggire, fucilato sul posto. Dopo cinque giorni, i prigionieri furono deportati nei campi di internamento di Drancy, Beaune-la-Rolande e Pthiviers, poi nei campi di sterminio. E sterminati.


Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
LORENA WIEBES DNS. A Ravenna è l'atleta più attesa, è la favorita numero uno e come sempre Lorena non sbaglia il colpo. La campionessa olandese non si nasconde e non sente il peso delle aspettative. Ad inizio stagione dichiara il...


Lungo il finale in salita che portava al traguardo del 70° Giro del Montalbano in Piazza G.Verdi, il venticinquenne vicentino di Valli di Pasubio Andrea Guerra si è esaltato dimostrando di essere il più forte e fresco di tutti cogliendo...


Con le prime ombre della notte arriv ala notizia che tutto cambia: Lorena Wiebes viene squalificata dal Giro d'Italia per aver utilizzato una bicicicletta non conforme al regolamento, troppo leggera.  Una notizia che arriva dopo la festa, dopo le premiazioni,...


Jonas VINGEGAARD. 10 e lode. Ci ha messo la firma, la faccia, il cuore su questo Giro stradominato, anche se non ha mai voluto ucciderlo, solo tramortirlo: poco poco. Ha fatto quello che ha voluto, anche oggi. Parte a undici...


Il cielo di Danimarca si è ufficialmente tinto con il colore rosa grazie a Jonas Vingegaard che domani potrà festeggiare la sua vittoria al Giro d'Italia, con il Colosseo come sfondo. «Mi sono risparmiato negli ultimi metri, volevo godermeli il...


Sette anni dopo, Giulio Ciccone è di nuovo il re della montagna del Giro. L’abruzzese della Lidl-Trek, che ha vestito anche un giorno la maglia rosa a Cosenza, è stato di gran lunga il più combattivo della corsa: tre volte...


Il Friuli ringrazia e non dimentica: sta scritto sulla maglia rosa, dedicata ai cinquant'anni dal terremoto fatale, ma per tirarsi su il morale lo slogan viene buono anche per quest'ultima tappa (vera) del Giro 2026. Puntuale come il 730, vince...


Damiano Caruso è stato un gigante. Il campione ragusano, a 38 anni, chiude nono in classifica il suo ultimo Giro d’Italia e riesce a difendere anche la maglia bianca del suo compagno Eulalio, che si è superato sulla salita di...


Per nulla adatta ai deboli di cuore, la seconda tappa della Boucles de la Mayenne ha regalato emozioni e capovolgimenti di fronte continui. Alla conclusione dei 215 chilometri in programma tra Aron e Pré en Pail Saint Samson,  Benoît Cosnefroy ha conquistato...


Enrico Balliana firma in maglia azzurra la prima tappa del Trophée Centre Morbihan juniores, scattato oggi da Elven, in Francia. Nella volata ristretta a dieci corridori, il sardo del Team Ecotek Zero24 ha imposto la propria potenza precedendo il francese...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024