IL PROGETTO DEL RUANDA: UN GRANDE MONDIALE DI CICLISMO PER ARRIVARE ALLA FORMULA 1
NEWS | 14/12/2024 | 11:49 di Francesca Monzone Il Ruanda vuole diventare il centro dello sport africano e, grazie ai Mondiali di ciclismo del prossimo anno, avrà ottime possibilità di organizzare anche un Gran Premio di F1. Ieri sera a Kigali, dove a settembre si correranno i campionati del mondo di ciclismo su strada, per la prima volta sono stati assegnati i FIA Awards, ovvero i premi destinati ai migliori piloti. La cerimonia si è svolta presso la BK Arena, una splendida cornice da diecimila posti a sedere, dove solitamente vengono ospitate partite di pallacanestro e che ieri sera è diventata la cornice della cerimonia FIA, che per la prima volta ha assegnato i suoi premi nel continente africano. Questo evento ha voluto confermare il crescente interesse del Paese dalle mille colline per gli sport in generale ma in particolare per i motori che, come tutti sanno, richiedono budget importanti. Il primo motivo di orgoglio, raccontato ieri sera dal ministro dello sport Nyrishema Richard, è legato al ciclismo con i campionati del mondo, che vedranno le immagini di Kigali attraversare tutti i continenti. Il Ruanda con il ciclismo vuole seguire le orme del calcio e diventare un vero e proprio bacino dal quale attingere i futuri campioni delle due ruote e per farlo, oltre ai fondi privati di importanti investitori, utilizzerà le risorse statali, che negli ultimi anni sono notevolmente cresciute. Come la maggior parte dei paesi africani, il Ruanda nutre una vera e propria devozione per il calcio. Ancora più del campionato nazionale, l'interesse della gente è rivolto alla Premier League e alle altre principali competizioni europee. In una serata dove si gioca la Champions League, i bar sono pieni di tifosi di calcio che indossano le maglie delle squadre europee. A Kigali le maglie del Bayern Monaco, dell'Arsenal e del Paris SG occupano sempre più spazio, questo perché sotto la guida del presidente Paul Kagame, grande appassionato di calcio e fervente sostenitore dei Gunners, il governo ha lanciato qualche anno fa la campagna "Visit Rwanda" al quale sono associati i club tedesco, inglese e francese. Questo slogan può essere letto sulle maglie dei giocatori e sui tabelloni dei rispettivi stadi. Alla fine del 2021, il PSG ha fondato un'accademia a Huye, una città del Ruanda e lo scorso ottobre il Ruanda è stato l'unico paese africano ad avere un rappresentante alle finali mondiali della Youth Cup ospitate dal Bayern. Questo Paese ancora poco conosciuto e che ricorda il genocidio del 1994, ha anche una straordinaria importanza nel baskete nel 2021, a Kigali, è nata la Lega africana di pallacanestro (BAL), sostenuta economicamente dalla NBA e da partner privati e nello stesso anno è stata ospitata anche la Coppa d'Africa di pallavolo maschile. Tutto questo cosa ha a che fare con la F1 e il ciclismo? Andando in Ruanda si vedono migliaia di biciclette di tutti i tipi e la maggior parte sono più vicine a vecchi ferri che ad un mezzo per la pratica sportiva. In una nazione dove gli spostamenti maggiori avvengono in autobus o a piedi, la bici è il mezzo di trasporto privato più ambito e ricercato, insomma, in Ruanda tutti vanno in bicicletta. Il governo è convinto che da questo paese possono nascere ottimi campioni e dopo la visibilità ottenuta con il Tour del Ruanda, che si corre dal 1988 e che oggi è passato dalla categoria 2.2 alla 2.1, il passo successivo è quello di puntare alla creazione di accademie, dove i giovani talenti potranno crescere. A Bugasera è già nata la prima di queste scuole grazie alla Israel Premier Tech, ma tante altre sono in fase di collaudo. Potrà sembrare strano, ma il passaggio dalle due ruote di una bici alle quattro di una macchina in Africa è molto più semplice e diretto e così, il Ruanda sta tentando di prendere anche un GP di F1. I Mondiali di ciclismo che si correranno dal 21 al 28 settembre saranno l’occasione in cui il Paese dalle mille colline potrà dimostrare tutta la sua capacità organizzative in un grande evento sportivo internazionale. Con il successo del Mondiale di Kigali, il passo verso la F1 sarà breve e il Ruanda potrà così passare davanti a Marocco e Sudafrica, che hanno già messo gli occhi sulla categoria più importante degli sport automobilistici. Il Ruanda è pronto alla sfida, certo che il ciclismo farà crescere l’immagine del Paese e così, dopo Vision 2020, è nato il progetto Vision 2050, con le due ruote che lanceranno la volata per rendere il Ruanda l'autentico punto di riferimento internazionale per lo sport africano.
Fanno bene a provare ad emergere, usando tutte le occasioni che hanno.
Accademia ciclismo
14 dicembre 2024 17:38emmemme68
Una accademia per il ciclismo è già stata sperimentata e portata avanti e sviluppata sin dall'inizio degli anni duemila per merito dello statunitense Jock Boyer e se il Rwanda quest'anno ospiterà i mondiali è perché la storia viene da lontano. Sono stato più volte in Rwanda proprio per il ciclismo tra il 2012 e il 2017 e "la riforma Boyer - Ferwacy ora sta dando i suoi frutti grazie all'impegno anche di organizzatori europei che hanno aiutato e seguito passo passo gli appassionati politici e sportivi del ciclismo ruandesi, Dunque prima di parlare di calcio e/o F1 giù il cappello per quegli anni di ciclismo non eroico ma già sperimentato con un grande lavoro di squadra.
Evviva
14 dicembre 2024 22:22Miguelon
Per chi non ha ospedali e scuole, sarà iperfelice di avere un mondiale per inebriarsi. Panem et circenses è una ricetta rodata da duemila anni, del resto. Questa è politica lungimirante. Il tutto in salsa neocoloniale.
Miguelon
15 dicembre 2024 08:09GianEnri
Per tua informazione il Rwanda è un modello positivo dell' Africa Sub Sahariana, protezione sanitaria al 87% e scolarizzazione totale dei bambini.
Ah sì?
15 dicembre 2024 10:50Miguelon
Certo, quale qualità del servizio sanitario? Se ti trovi in periferia e ti senti male, cosa fai? Formalmente sei "coperto". E con quali prestazioni sanitarie? Tutte? E il restante 13 % che non ha neanche quel poco? Io non sono uno che spara a zero contro il terzo mondo, ma ciò che affermo nasce proprio dal volere giustizia e non economia per quegli uomini.
@ miguelon
15 dicembre 2024 15:33Albertone
Occupati delle persone che trovi anche qui da noi in condizioni precarie. Basta andare a vedere nelle stazioni, senza mirare all'Africa. E vedrai gente messa male, te lo assicuro.
Albertone
15 dicembre 2024 16:55Miguelon
Nessuno nega ciò che dici. Ma quali sono le cause? Quel sistema che si sta portando in Rwanda. Mal comune mezzo gaudio? Poi ciò che faccio io qui nessuno lo sa e nemmeno ci penso a dirlo.
Per poter commentare i post devi esser registrato.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.
Prestigiosa affermazione internazionale per Nicolas Milesi, che ha conquistato la Cronometro delle Nazioni Under 23 disputata a Les Herbiers, in Francia. Il vicecampione del mondo della specialità, portacolori della Netcompany INEOS Racing Academy, ha fatto registrare il miglior tempo...
Ultima corsa per il dottor Emilio Magni e la sua XdS Astana gli ha reso omaggio proprio come si usa tra corridori: bici in piedi, ruote che girano, un "tunnel" per il passaggio del dottore al quale tiutta la squadra...
Con la vittoria del polacco Bartolomiej Jedrysek a Camignone si è chiusa la stagione su strada degli juniores 2026. Il portacolori della Fagnano Nuova si è imposto per distacco anticipando l'ucraino Yurii Oliinyk, della Ecotek Zero24, e Alessandro Corradini della...
Si conclude senza medaglie anche la quinta e ultima giornata di gare al velodromno di Shanghai dove sono andati in scena i campionati mondiali della pista 2026. Miglior risultato di giornata, il quinto posto della coppia Consonni-Galli nella madison maschile....
Un altro direttore sportivo del ciclismo toscano ci ha lasciato. Ivo Masi, fiorentino di 82 anni, non saliva in ammiraglia da qualche anno, ma i suoi trascorsi nel mondo del pedale si sono protratti per tantissime stagioni. Ivo era un...
Oggi le strade del Veneto tornano a essere il palcoscenico del grande ciclismo internazionale con la sesta edizione della Veneto Classic. Nata dall’intuizione di Filippo Pozzato e del team Ride the Dreamland, la corsa organizzata da PP Sport Events chiude...
12 Settembre 2026: il termine che il MIT (Ministero infrastrutture e Trasporti) aveva indicato, a noi di ZEROSBATTI e ad altre associazioni coinvolte, per inviare la risposta alla richiesta di consultazioni per la stesura del nuovo codice della strada. Non più...
C'è un modo classico per annunciare una partecipazione: un elenco di nomi, una data, un programma. E c'è il modo in cui l'hanno fatto loro, davanti a una telecamera, esclusivamente per i canali social di BEKING, con il sorriso di...
Colpo doppio di Jarno Widar al Tour of Guangxi 2026. Conquistando l'ultima frazione della corsa a tappe cinese, la Yizhou-Nongla di 165 chilometri, il giovane belga della ha infatti messo la sua firma anche sulla classifica generale della manifestazione...
Secondo successo statunitense in tre anni alla Utsunomiya Japan Cup. Dopo Neilson Powless nel 2024, infatti, quest'anno è toccato a Quinn Simmons riportare il successo nella classica giapponese del calendario ProSeries e chiudere quindi nel migliore dei modi la...