LA VUELTA 2024. ROGLIC: «ERA UNA TAPPA CHE VOLEVO, MA SULLA STRADA PER MADRID NULLA E' CAMBIATO»

VUELTA | 20/08/2024 | 19:47
di Claudio Ghisalberti

PICO VILLUERCAS. Grande Primoz Roglic: tappa e maglia dopo una tappa interpretata, con la sua Red Bull, da padrone della corsa. Lo sloveno sul primo arrivo in salita scopre le carte, punta al poker. Ma Tiberi c’è. Eccome se c’è. Pensando alla rossa, intanto conquista la bianca. Chi invece deraglia è Yates che, con Carapaz, si porta a casa un ritardo di 1’29”.


Mentre va la fuga di giornata, con dentro anche Filippo Zana che cerca punti per la maglia a pois blu di leader della montagna, Primoz schiera i suoi compagni di squadra. Gruppo stirato per buona parte della tappa, tanto per far vedere chi comanda. Chi è la squadra più forte. Piegati dalla fatica, ma soprattutto dal calore, difficile che, dopo la quasi disabitata Saucedilla i corridori abbiano fatto caso al rio Tajo e del bellissimo parco naturale di Monfargue. Il loro fiume d’acqua (300 borracce a team) e di ghiaccio (ogni squadra ne ha usato tra gli 80 e 100 kg) arrivava dalle ammiraglie per combattere il caldo che è arrivato a toccare anche i 42 gradi (domani andando verso Siviglia potrebbe essere peggio).


Quando s’imbocca la salita finale, che porta alla sorgente del Rio Almonte, davanti a mostrare il petto si vede anche Soler per la Uae, Cattaneo per Landa, gli Ef per Carapaz, i Lidl per Skjielmose. Non c’è Tiberi che con la sua Bahrain resta abbastanza indietro. Ma prima di svoltare a sinistra per imboccare gli infernali tre chilometri in cemento, la pendenza arriva al 20 e comunque resta quasi sempre sopra il 15, ecco che dalla destra del gruppo spunta Damiano Caruso. Il siciliano è ancora alle prese con i postumi della caduta a Burgos, ma è un duro. Soffre, ma non molla un millimetro, e riporta Antonio davanti. “Davanti c’era troppa confusione - spiega Damiano - e noi per questo siamo rimasti dietro di proposito. Ci vuole anche sangue freddo. Siamo risaliti una volta sola, quando contava. Quello era il momento decisivo della tappa. Antonio c’è, vedrai. E anche io sto meglio, la gamba risponde”.  

Sivakov (Uae) allunga due volte ma Roglic è lì come un lupo, bracca la preda. Dietro si staccano come foglie cotte dal sole, davanti resta un gruppetto. Gli ultimi due chilometri tornano a essere di ciclismo. Landa, con un rapportone rientra ai 300 metri e riparte. É lui a lanciare la volata. Il giovane belga Lennert Van Eetvelt (Lotto) ha un cambio di ritmo impressionante e agguanta lo spagnolo. A 5 metri dalla linea crede di avere vinto e stacca la mano destra, vuole alzare il braccio, la sua bici perde un po’ di inerzia. Una stupidata che paga caro. Roglic è alla sua ruota, spietato, e nonostante sia esterno in curva lo infila. Era la tappa di Primoz, lui da campione non l’ha sbagliata.

“La schiena mi fa ancora male - spiega lo sloveno riferendosi alla caduta che lo ha costretto ad abbandonare il Tour - però ci tenevo a questa tappa. La squadra ha fatto un lavoro eccezionale, io avevo buone gambe. Non potevo non cogliere l’occasione. Però pensando a Madrid questa successo non cambia nulla”.

Sullo sprint finale Roglic la vede così: “Van Eetvelt è un ragazzo molto veloce. E’ partito forte per riprendere Landa, poi la sua velocità è andata in calando e io ne ho approfittato. Ho fatto una bella volata, in fondo bisogna crederci sempre fino alla fine”.

Quando si affrontano salite come quelle di oggi ci sono sempre due modi di vederla: c’è a chi piace e chi pensa siano troppo dure, oltre il limite. “Per me - prosegue Primoz - è stata una salita spettacolare, in pieno stile Vuelta. Il cemento duro, rigido, l’ha resa ancora più impegnativa. Certo che in queste condizioni è difficile attaccare, le velocità sono bassissime e fare una minima differenza è molto difficile. Io per fortuna oggi ho avuto le gambe giuste per fare la differenza. Sono stato fortunato”.

E Tiberi? Bravo, ma bravo davvero. Questa per lui era una frazione pericolosa. Antonio non è uno scalatore puro, doveva difendersi su quell’infinita rampa di garage che i migliori hanno percorso in 12’36”, poco più di 14 all’ora a oltre 2.000 di Vam. Al traguardo ha chiuso 8° a soli 18”. Bene. Ora nella generale è 4° a 38” dalla maglia rossa e intanto si mette la bianca di miglior giovane. In mezzo, tra lui e Roglic, ci sono Almeida (a 8” da Roglic) e Mas (a 32”). Landa, ottimo in salita, è 9° a 58”. Paga il grave ritardo nella crono iniziale. La Vuelta è qui. Kuss, oggi a 28”, è più dietro: 13° a 1’14".

Copyright © TBW
COMMENTI
Roglic e Tiberi
20 agosto 2024 22:06 runner
Roglic si è nuovamente confermato un grande corridore. Nonostante la non verdissima età e le numerose sfortune, è un vero campione. Tiberi: finalmente un nostro corridore con i fiocchi. Tifiamo per lui e sosteniamoli perché merita. Forza!

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Amareggiato per la sconfitta nello sprint di Sofia in cui dice di aver sbagliato i tempi, Jonathan Milan può comunque consolarsi: anche molti commentatori tv sbagliano i tempi. La Rai chiarisce che la voce ansimante nei filmati delle ricognizioni in...


L'internazionale Gran Premio Industrie del Marmo di Marina di Carrara per under 23 saluta la prima vittoria di Matteo Gialli. L'aretino del Team Hopplà conquista infatti la 37sima edizione della corsa toscana anticipando Michele Bicelli della Biesse Carrera Premac e...


Il sogno di un intero Paese corre sulle strade del Giro d'Italia grazie a Guillermo Thomas Silva, il primo corridore uruguaiano nella storia della corsa rosa e anche il primo atleta del suo Paese a conquistare la maglia rosa di...


Bellissimo e prestigioso successo di Thomas Mariotto nella Cronometro individuale della Challenge nazionale bresciana “Giancarlo Otelli” organizzata dal Gruppo sportivo Aspiratori Otelli del presidente Simone Pontara, di Laura e Mauro Otelli. E prima vittoria per il team Autozai Contri di...


Una vittoria fantastica in una giornata davvero carica di significati: Filippo Fiorelli ha conquistato il successo nella 42ª edizione del Tro Bro Leon, classica francese considerata come la Roubaix della Bretagna. Al termine di una corsa di 201 km,...


Tre tappe, due vittorie, un giorno in maglia rosa e due in ciclamino: il bilancio di inizio Giro di Paul Magnier è davvero eccezionale. «Ho sognato un inizio così, ed era il nostro obiettivo quello di puntare di nuovo alla...


Jonathan Milan ci ha provato ancora, è andato vicinissimo alla vittoria, più di quanto avesse fatto nella tappa inaugurale, ma ha dovuto arrendersi ancora una volta a Paul Magnier. Queste le sue dichiarazioni a caldo, raccolte da Ettore Giovannelli di...


Quattro settimane dopo il trionfo alla Parigi-Roubaix, Wout Van Aert è tornato ad assaporare il gusto della vittoria: il belga ha partecipato alla più importante corsa gravel dei Paesi Bassi, la prestigiosa Marly Grav Race, nel Limburgo. Il trentunenne belga...


Seconda volata di gruppo (la prima veramente a ranghi compatti) e seconda vittoria al Giro d'Italia 2026 per Paul Magnier. Sul traguardo di Sofia, sede d'arrivo della terza tappa partita da Plovdiv, il francese della Soudal Quick-Step ha battuto Jonathan...


Ottimo avvio per la Bardiani-CSF 7 Saber alla Baku-Khankendi Azerbaijan Cycling Tour. Nella prima tappa Filippo Cettolin, classe 2006, ha sfiorato il podio chiudendo quarto nella volata vinta da Aliaksei Shnyrko, conquistando così anche la leadership della classifica...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024