Accpi, incontro a Bergamo sul passaporto biologico

| 28/06/2008 | 19:30
Procede con rinnovato fervore l'attività dell'Assocorridori. Oggi, alla vigilia della prova tricolore in linea, i corridori professionisti italiani - tra cui Filippo Pozzato, Davide Rebellin, Matteo Tosatto e Alessandro Ballan, insieme a numerosi altri atleti rappresentanti delle squadre italiane - si sono riuniti per discutere sui temi caldi in materia di reperibilità e controlli antidoping. All'ordine del giorno la risposta del CONI sulla segnalazione al Garante Privacy sollevata a maggio dall'Accpi in tema "Whereabouts" (il sistema che garantisce la reperibilità dell'atleta h24), e le anticipazioni sul regolamento Wada che dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2009. Secondo una delle nuove disposizioni ogni atleta dovrà indicare in ciascun giorno dell'anno un arco di tempo (un'ora, scelta tra le 6 del mattino e le 11 di sera) in cui rendersi reperibile in un determinato luogo, ma senza la facoltà di essere avvisato telefonicamente. Per quanto riguarda il passaporto biologico, l'Accpi ha informato i corridori che dal 13 giugno l'Unione Ciclistica Internazionale ha integrato formalmente questo sistema nel regolamento antidoping. Sulla base del "No start" può essere vietata la partecipazione alle corse per una durata di 15 giorni a chi presenta anomalie nei valori ematici rispetto ai dati inseriti nel passaporto biologico. I tesserati dell'Assocorridori hanno parlato, inoltre, dei rapporti con il CPA e della linea politica seguita dal Cyclistes Professionnels Associés. Premi e regolamento relativo all'esercizio dell'attività di procuratore sportivo recentemente varato dalla FCI - secondo cui l'abilitazione all'esercizio dovrà essere data dalla Federazione stessa - sono stati gli ultimi argomenti soggetto di discussione.
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