GATTI & MISFATTI. IL SENSO DEL DOVERE DI TEDDY

GIRO D'ITALIA | 11/05/2024 | 18:07
di Cristiano Gatti

Teddy è un bambino al parco giochi. Sulle montagne russe di Umbria e Abruzzo sta a guardare gli altri, valorosi fino a quanto è possibile, ma poi gli basta lo scatto finale per vincere di nuovo. E siccome in realtà non siamo ai giardinetti, ma ai massimi vertici delle competizioni mondiali, non si tratta di puerili giochetti. E il primo a dirlo chiaro e tondo è proprio lui, che parla apertamente di senso del dovere, di compagni che gli chiedono di vincere, di compagni che lavorano tutto il giorno per lui, di sponsor che lo pagano bene per questo, dunque “anche se i miei avversari si arrabbiano, io devo vincere, quando è possibile”. Su la manina, c'è qualcuno che riesce a dargli torto?


Fossimo su un ring, sarebbe magari il caso di lanciare l'asciugamano, chiudendola qui per manifesta superiorità. Ma invece il Giro andrà avanti imperterrito altre due settimane, per la gioia di Teddy, che di fatto ha cominciato qui il suo Tour de France, allenandosi per bene, spremendosi il giusto, senza affanni e senza stress inutili. Lo sappiamo tutti come stanno le cose: se avesse voluto, arrivando a Prati di Tivo li avrebbe di nuovo randellati pesantemente, andandosene indisturbato ben prima dello sprint. Troppa differenza, troppa superiorità. Invece massimo risultato col minimo sforzo, scatto finale e terza tappa in saccoccia, più qualche abbuono. Cosa doveva fare, tirare i freni e offrire un giro di spritz?


Quanto poi al discorso – già noioso – sulla sua ingordigia, sulla sua prepotenza, sulla sua mancanza di diplomazia, perchè non lascia agli altri neanche l'osso, sarà meglio chiuderla qui: è Teddy proprio perchè della stessa pasta di Eddy, dunque facciamocene una ragione e prendiamolo per come è, uno che se non vince ha le crisi di orticaria. Diplomazia, amicizie, alleanze con qualche regalo? Non sono discorsi che lo riguardino. Chi nasce rotondo non può essere quadrato. E se questo significa diventare antipatici a mezzo mondo, bisogna sapere che certi tipi non si preoccupano molto di essere simpatici agli altri: preferiscono risultare simpatici a se stessi.

E comunque c'è sempre una seconda chiave di lettura, davanti a questa voracità degli Eddy e dei Teddy: può anche leggersi come estrema serietà, come religioso rispetto del pubblico, dei compagni (a Prati di Tivo gli hanno davvero chiesto di fare la tappa per la vittoria) e di chi allestisce lo spettacolo. Di presunti campioni che sono venuti al Giro in gita turistica ne abbiamo visti abbastanza, ben venga Teddy che se lo prende facendo fino in fondo il proprio dovere. Se questo significa andare troppo forte e vincere troppo, il problema non è suo. O vogliamo chiedergli di ritirarsi a vita privata?

Da qui alla fine il Giro sarà più pesante per chi insegue, altro che stress della maglia rosa. Teddy può assistere alla guerra tra poveri, che non attaccheranno lui, ma si attaccheranno tra loro per la posizione podio. Non stiamo a inventarci chissà quali scenari, non facciamoci strani film. Se mai, noi italiani teniamoci stretti i bei progressi di Tiberi, che al confronto non sono ancora niente, ma in prospettiva possono garantirci almeno un nome, un appiglio, una speranza. Se cresce testato da Pogacar, Tiberi cresce prima e meglio. Perdere da Eddy fece grande Gimondi. Perdere da Teddy può essere lo stesso. Prima però bisogna arrivarci.

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COMMENTI
Noia
11 maggio 2024 18:25 ghisallo34
Lo stesso copia/incolla di ieri.

Notiziona
12 maggio 2024 06:00 kristi
Wowww la squadra chiede al capitano di vincere . Accipicchia non si è mai sentito , una vera rivoluzione , robe da campionissimo....
La piaggeria di fin troppi giornalai nei confronti del seppur fortissimo Taddeo ormai è imbarazzante .

Pogacar
12 maggio 2024 09:02 andy48
D'accordissimo con Gatti. Le critiche a Pogacar provengono da una societa' che per decenni ha goduto del 6 politico, che per anni ha fatto di tutto per schiacciare il merito, che vorrebbe tutti uguali, non nelle opportunita' ma nei risultati, ecc. Pogacar e' un Campione e come tale vuole vincere, per se stesso, per i compagni di squadra, per coloro che lo pagano, per il pubblico e perche' vuole dimostrare di essere il migliore. Vedere all'opera un Campione e' sempre e comunque una goduria, se ad alcuni non piace cambino canale.

@ kristi
12 maggio 2024 10:54 Arrivo1991
E il bello che prima c'era anche scritto spitz anziche' spritz. Fai te...

Coraggio
12 maggio 2024 10:56 Arrivo1991
Se si scrive di Teddy, bisognerebbe accettare anche che il lettore si accorga di errori ortografici e li possa segnalare,senza oscurare i commenti

Mah...
12 maggio 2024 11:28 Hal3Al
Sig.Gatti,ieri Pogacar non mi è piaciuto con gli "allunghi" ripetuti per riprendere chi faceva degli "scattini" perchè di più non potevano.Avrei preferito vederlo scattare ai 5 km e guadagnare altri 20/30 secondi...forse e anche senza fosse "nostro" tutti ad applaudire il Campione,sotto sotto nascondiamo male l'invidia e meglio criticare il suo modo di correre da ciclismo dei bei tempi in cui eravamo...

SU POGI
12 maggio 2024 13:48 JeanRobic
Pogacar fa bene a vincere dovunque e appena ne abbia la possibilità, a sfruttare tutte le occasioni insomma, perché é un fenomeno e perché ci sono sponsor dietro che pagano milioni di euro. Ma da qui a mitizzarlo ce ne passa, non mi sembra che i giornalisti si strappassero le vesti per Merckx all'epoca, anzi gli drogarono anche la borraccia per buttarlo fuori dalla corsa. Se prima c'era la societa del 6 politico, più equa, oggi c'è la legge del più forte senza regole e limitazioni, dove chi ha risorse e mezzi può schiacciare e far morire come scarafaggi realtà virtuose minori.

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