ARRIVA RED BULL E I CONTI PER GLI AVVERSARI VANNO IN ROSSO. I TEAM ITALIANI? ESEMPI VIRTUOSI

TUTTOBICI | 10/05/2024 | 08:15
di Pier Augusto Stagi

Tra poco più di un mese la Red Bull farà il suo ingresso ufficiale nel ciclismo - con i suoi 60 milioni di euro di investimento - ed il prossimo anno i bilanci del World Tour andranno ancora più in rosso. In rosso di risultati, perché è chiaro che con un team che può disporre di un budget di sessanta milioni di euro, potranno competere al massimo due team, al massimo tre: Uae Emirates, Visma-Lease a Bike e Ineos, che hanno già oggi budget superiori a 40 milioni di euro. Un salto ancora più in alto, che renderà gran parte del movimento World Tour un contorno, formazioni che avranno come unico scopo quello di partecipare, con costi che comunque continueranno ad aggirarsi attorno ai 15/20 milioni di euro.


Il valore dei 18 top team quest’anno sarà di 499 milioni di euro. L’anno scorso i team spendevano 473 milioni, 430 nel 2022, mentre nel 2021 arrivavano a 379 milioni quando però a correre erano in 19, come da fonte Sole 24 Ore. Il budget medio è salito da meno di 20 milioni a 27,7 milioni in poche stagioni. E nella seconda serie, quella Professional, com’è la situazione? Nel 2024 i 17 ProTeam spenderanno qualcosa come 143 milioni, mentre nel 2021 le 19 formazioni costavano soltanto 87 milioni, sempre da fonte Sole 24 Ore. I budget medi sono saliti da 4,6 a 8,4 milioni, ed è inutile che vi dica che i nostri team (Polti Kometa, VF Group Bardiani CSF Faizané e Corratec Vini Fantini) sono largamente sotto non solo agli 8,4, ma ai 4,6. Questo per dire che cosa? Che i nostri team manager, sono in ogni caso degli assoluti virtuosi, che riescono ad allestire formazioni più che competitive con budget veramente limitati. Bravi loro e bravissimi gli sponsor che hanno deciso in ogni caso di investire nel nostro sport, con la speranza che abbiano la possibilità in futuro di allargare la loro sponsorizzazione per provare a ridurre il gap.


Per chiudere questa panoramica fatta di numeri, eccoci ai compensi. Lo stipendio minimo di un ciclista professionista è di 70 mila euro. Il salario medio annuale è di circa 220 mila euro. Il budget del movimento femminile di prima fascia composto da 15 squadre (erano 9 nel 2021) è quadruplicato: da 15 a 57 milioni. Numeri sempre più importanti per un mercato che resta lo stesso: buono ma non buonissimo. Sia per i maschi che per le ragazze siamo vicini al punto di rottura. Con l’arrivo di Red Bull a sorridere saranno certamente alcuni corridori e molti procuratori: ma fino a quando?

IL PUNTO DI PARTENZA. Sicurezza, sicurezza, questa è e sarà la parola d’ordine anche al Giro d’Italia. Come sempre, più di sempre, come è giusto che sia. Tanti si stanno interrogando e adoperando, dall’Uci agli organizzatori, dai corridori ai team manager. È chiaro che qualcosa va fatto, perché l’emergenza sicurezza mi sembra davvero davanti agli occhi di tutti, soprattutto alla luce degli ultimi incidenti che hanno toccato corridori di primissimo livello, come Vingegaard e Evenepoel.

È chiaro che in materia di sicurezza si è tutti uguali, dal più modesto dei gregari al fuoriclasse assoluto. Ma è altrettanto vero che per un team il “capitale umano” esiste e non solo per un aspetto assicurativo. Esiste perché perdere per qualche mese o per una stagione un corridore di prima grandezza è ben più grave che perdere un onesto faticatore del pedale. Ed è per questo che la discussione si sta facendo sempre più accesa e serrata, non da oggi, ma da qualche mese. Non è un caso che sia nato in sordina, senza tanto clamore - e questo non capiamo il perché - un organismo chiamato SafeR (si scrive proprio così): un’associazione che comprende l’AIGCP, l’associazione dei Gruppi Sportivi, il CPA associazione mondiale dei corridori, quella degli organizzatori AIOCC e il sindacato femminile UNIO oltre, chiaramente, all’UCI, la mamma di tutto il movimento. Si parla di sicurezza e si discute della bicicletta, delle ruote, dei freni a disco e dei copertoni tubeless e chi più ne ha più ne metta.

Ognuno dice la sua e probabilmente il problema è un insieme di problemi, dati da tutte queste cose messe assieme e non solo. Per esempio i corridori hanno la loro responsabilità, come ha detto chiaramente il campione del mondo Mathieu Van der Poel, spiegando senza tanti giri di parole che con queste biciclette, sempre più scorrevoli e performanti, bisogna saperci andare. L’età dei ragazzi che passano professionisti è sempre più bassa, c’è meno scuola, meno pratica e questo può incidere, ma una delle cose che mi colpiscono è il gruppo, sempre più folto di corridori, soprattutto di squadre. Si parla tanto di sicurezza e non del fatto che in un Grande Giro sono ben ventidue le squadre impegnate, con otto corridori a testa.

Ventidue formazioni che hanno la loro strategia, ma è sufficiente dire di stare davanti per prendere una determinata salita che succede il finimondo. Forse sarebbe il caso di lavorare su questo aspetto. Che, per quanto mi riguarda, è il punto di partenza di ogni ragionamento.

Editoriale da tuttoBICI di Maggio

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COMMENTI
Come si fa a sperare di entrare nel world Tour?
10 maggio 2024 09:31 Frank46
Le squadre italiane fanno fatica a trovare sponsor che gli diano 4.000.000 figuriamoci se riusciranno mai a trovare sponsor che gli diano 40.000.000.

Libero mercato
10 maggio 2024 09:52 Arrivo1991
Si chiama libero mercato, e giustamente ognuno e' libero di fare cio' che meglio crede in investimenti. Chi zoppica, c'e' una ragione, viceversa trovava anche lui gli sponsor. A parole sono tutti maghi, poi servono i risultati per essere appetibili.Senza quelli, hai voglia a raccontare di essere virtuosi. Correggete (prosimo)

Capacita' di investire
10 maggio 2024 10:04 CarloBike
Chi ha la capacita' di investire, fa bene a farlo con le cifre che puo' e vuole. Se un team di seconda fascia e' tale, un motivo ci sara'. Nello sport , come nell'economia reale di tutti i giorni, vi sono delle differenze abissali ma e' ( giustamente) un'economia aperta e libera.Riguardo all'aspetto sicurezza certe cadute le ho sempre viste. Adesso tra protocolli sulle temperature e mille altre ideuzze, si tende a deresponsabilizzare l'individuo cercando sempre altri capri espiatori.

CarloBike
10 maggio 2024 10:28 andy48
Assolutamente d'accordo, in particolare con l'ultima frase.

Sport e soldi
10 maggio 2024 10:58 max73
Purtroppo il ciclismo non sfugge alla regola del profitto e dell'economia. In tutti gli sport in cui esistono le squadre, c'è enorme disparità tra i team (calcio, F1, motomondiale). Poi x fortuna i risultati non sempre sono direttamente proporzionali ai budget, ad esempio nelle ultime 2 tappe del Giro hanno vinto 2 corridori di squadre WT con budget inferiori. Il problema non sono gli sponsor ma le regole che spesso favoriscono i team più ricchi: vedi riforma del calendario o delle squadre ex professional.

Budget
10 maggio 2024 12:42 cocco88
Se i budget sono raddoppiati per il raddoppio dei stipendi dei ciclisti (che fanno una vita piena di sacrifici rispetto ad altri colleghi sportivi e rischiano la vita ogni giorno ,basta leggere la cronaca ) non vedo cosa ci sia da lamentarsi … andrebbe fatta invece in analisi perché oltre gli sponsor le squadre non hanno ingressi , tipo dai diritti tv … per come è strutturato l articolo sembra che si speri in uno sport povero per avere più livellamento (verso il basso)

Considerazione
10 maggio 2024 13:37 italia
In sostanza il valore del giocatore Barella equivale all'incirca alla somma dei budget delle 3 maggiori team italiani .....

x italia
10 maggio 2024 14:21 siluro1946
Lo stipendio di Elon Masch dalla sola Tesla nel 2023 ha percepito 55.000.000.080 di $ (cinquantacinquemiliardiottantamilioni di dollari) sono circa 30.000.000 di stipendi medi di un lavoratore, così va la vita, purtroppo.

@Arrivo 1991
10 maggio 2024 14:30 Cyclo289
Lo sport americano (che per quanto riguarda il business non ha da prendere lezioni d a nessuno) ci insegna che è necessario inserire degli elementi correttivi per evitare che chi ha maggior budget spadroneggi illimitatamente.
Per dire: salary cap, altro che libero mercato e basta!

@cyclo289
10 maggio 2024 15:09 Arrivo1991
Siamo in Europa e come come vedi chi ha i soldi spadroneggia ovunque.E non abbiamo tetti salariali.

Le regole
10 maggio 2024 15:42 Cyclo289
se non ci sono, si fanno.

@cyclo
10 maggio 2024 17:24 Cicorececconi
Ma tu, se investi soldi, vuoi un ritorno o no ? La tua e' mentalita' da circolo operaio comunista. Non sta ne' in cielo ne' in terra porre limitazioni. Ho i soldi ? Investo quanto voglio

Ah ah ah ah Cico
11 maggio 2024 00:03 Cyclo289
I famosi circoli operai comunisti chiamati NBA o NFL..... ma mi faccia il piacere....

Scarsa lungimiranza
11 maggio 2024 01:04 pickett
Investi quanto vuoi,ma se poi le altre squadre chiudono bottega cosa fai,corri da solo?

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