LE STORIE DEL FIGIO. PIETRO TAMIAZZO E L'ARTE DEL GREGARIO

STORIA | 13/03/2026 | 08:18
di Giuseppe Figini

È stato un buon corridore, anche se la carriera professionistica non è stata lunga, il lodigiano Pietro Tamiazzo, origini venete comunque, nato a Villanova sul Sillaro, centro agricolo della pianura lodigiana, il 5 aprile 1945.


La passione per il ciclismo e la bicicletta lo determinano ad affrontare con serietà la trafila nelle categorie giovanili, assai affollate a quel tempo per giungere alla categoria dilettanti nel 1966, a vestire la prestigiosa maglia, a grandi scacchi bianco-azzurro, della blasonata società milanese della Excelsior, presenza fissa con molti suoi corridori nelle molteplici riunioni in pista, la “pista magica” del Velodromo Vigorelli di Milano, in via Arona, frequentato luogo d’incontro e di specifica passione per le due ruote, frequentato anche gli stradisti, passisti veloci soprattutto, che lì giravano per affinare il mestiere e le possibilità  di destreggiarsi ed emergere negli arrivi su strada.


È appunto la strada che attira i maggiori interessi ciclistici di Pietro Tamiazzo e, nel 1967, vince una classica di allora, la Rho-Macugnaga dove la salita è il piatto forte del finale. E all’Excelsior è anche compagno di squadra di un altro corridore, collega di corse ma, soprattutto, amico di una vita, Felice Salina che qui riproponiamo in un articolo di Marco Pastonesi.

Tamiazzo, sempre nel 1967, ottiene la piazza d’onore al G.P. Cuoio e Pelli, corsa toscana di primo rilievo, è terzo al campionato italiano della sua categoria e, in progressione “a scalare”, quarto nella Milano-Rapallo, corsa di lunga tradizione.  Al suo ultimo anno fra i “puri”, nel 1968, inanella buone prestazioni non premiate da podi che comunque valgono ad aprirgli le porte del professionismo.

Passa nella categoria maggiore nella Max Meyer, valida formazione che fa capo alla nota azienda produttrice di vernici, diretta da Gastone Nencini e dall’appassionato dirigente dell’azienda, Erminio Bolgiani, poi riferimento di primo piano nel panorama del ciclocross. Scorrendo i nomi dei componenti la squadra si ritrovano, rispettando l’ordine alfabetico, quelli di Lorenzo Bosisio, Gianpaolo Cucchietti, Ercole Gualazzini, Claudio Michelotto, Primo Mori, Guido Neri, Luigi Sgarbozza (“Giggino nostro” …). Corre la Vuelta spagnola e quindi consegue buoni piazzamenti in corse italiane e nella squadra ritrova un ex compagno, più amico che compagno, come Felice Salina, già nella Excelsior, quasi coetaneo, di Pioltello, nel milanese.

Nel 1970 gareggia con la maglia della Ferretti, squadra di nome e diretta con le sue proprie qualità, tecniche, dialettiche e di umanità – uniche - - da Alfredo Martini. Il ruolo è quello d’affidabile collaboratore, gregario, precisa Tamiazzo, un’esperienza che dura anche nel 1971, anno in cui la Ferretti, con il passista svedese Gosta Pettersson, vince la maglia rosa al Giro d’Italia.

Il 1972 vede Tamiazzo gareggiare nella Zonca, l’azienda di lampadari e illuminazione, di tre fratelli grandi appassionati di ciclismo, guidata dal sagace Ettore Milano, svolgendo sempre con applicazione la sua funzione in favore del capitano designato. Dopo il professionismo ciclistico Pietro Tamiazzo avvia un’attività in proprio, nel settore frutta e verdura, con un negozio che ha gestito per una quarantina d’anni nel popoloso comune di Melegnano.

La bicicletta non è stata mai abbandonata però, compatibilmente con gli impegni di lavoro e con spirito sportivo d’amicizia condivisa con Felice Salina e pure Virginio Levati, loro coetaneo, nato a Tribiano, nel milanese, classe 1944, professionista, buon velocista, vincitore della Coppa Bernocchi 1971, battendo nientedimeno che Patrick Sercu.. Nei suoi anni di professionismo molte strade lombarde, ma non solo, presentavano – in abbondanza -, la scritta, a caratteri cubitali “W LEVATI”. Il palmarès del tarchiato velocista non giustificativa, soprattutto lungo le sue “nemiche” dichiarate, le salite, d’ogni genere e pendenza, anche fuori regione. L’autore era un suo tifoso di sempre che lavorava nel settore della segnaletica stradale.

La coppia Salina-Tamiazzo è da vari anni il braccio operativo e paziente dell’ex tricolore dei dilettanti (qualche anno fa….) e pure ex Excelsior, Alberto Morellini che precisa “Sono due braccia destre” preziose, che interagiscono e coordinano l’organizzazione della radunata gastronomica, in tripla cifra, con posti sempre esauriti comunque, di ex corridori di varie epoche a fine stagione. Un raduno senza discorsi ufficiali ma con un’autentica miniera di ricordi e d’amicizia col comune denominatore del ciclismo.


Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Fine settimana intenso per la Salus Seregno De Rosa, impegnata su più fronti in Lombardia e nel Nord Italia. Già stamane la società brianzola è protagonista a Gussola, nel Cremonese, dove si disputano le cronometro valide anche per l’assegnazione del...


Si è risolta in favore di Guillermo Silva la battaglia andata in scena tra i big della generale sull’ascesa conclusiva della quarta frazione del Tour of Hainan. Sulle rampe della salita che portava al traguardo di Baoting, come da...


Il Tour of the Alps (20-24 aprile 2026) segnerà il ritorno alle competizioni di Tom Pidcock, che si schiererà con il team Pinarello Q36.5 Pro Cycling dopo il recente infortunio. Pidcock è rimasto fermo da una caduta avvenuta durante la...


Pur non avendone i gradi, l’Amstel non ha nulla da invidiare alle corse monumento: una buona tradizione, un albo d’oro ricco, un percorso che per distanza (257 i chilometri) e difficoltà (33 cotes, il vento e le strette strade olandesi)...


È un’edizione speciale del Tour of the Alps quella in partenza lunedì 20 aprile. La storica corsa organizzata dal GS Alto Garda festeggia infatti quest’anno i 10 anni dalla “svolta” euroregionale, ovvero da quando Alto Adige e Tirolo austriaco si...


L’Amstel Gold Race Women è pronta a spegnere le 11 candeline e anche quest’anno il percorso sarà molto impegnativo. Da Maastricht a Valkenburg si pedalerà per 158 chilometri ed un totale di 21 salite. Dalla sua prima edizione nel 2001...


Si, da ieri, venerdì 17 aprile, grazie alla partecipazione alla Freccia del Brabante, Mattia Agostinacchio si è guadagnato a pieno titolo la definizione di “youngest rider of the World”. Quando per World s’intende World Tour: visto che il valdostano della...


Nel 2026 Demi Vollering farà ufficialmente ritorno al Giro d’Italia Women (30 maggio - 7 giugno). L’atleta olandese della FDJ United-SUEZ è ormai da qualche anno la n°1 del ranking UCI, ha vinto praticamente ovunque e in qualsiasi modo: due...


ROMA: La violenza nello sport. Un tema spinoso e trattato ieri al Centro di Preparazione Olimpica del Coni. Un tema e tante sfaccettature: i tipi di violenza, la paura nel denunciare da parte delle vittime, l'emarginazione dell'ambiente, gli strumenti per...


Il nuovo RECOURSE (C-1808) realizzato da CST Tires rappresenta una delle migliori scelte per chi desidera un prodotto che si comporti in maniera esemplare in ogni circostanza, che si tratti di un comune giorno di allenamento o quello più atteso della...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024