FRANCESCO BUSATTO: «VI RACCONTO IL MIO SOGNO TRICOLORE. E IL MONDIALE...»

INTERVISTA | 30/07/2023 | 08:20
di Carlo Malvestio

Fino a poco più di tre mesi fa Francesco Busatto non aveva mai vinto. Ma proprio mai, neanche da esordiente, allievo o juniores. L’anno scorso in maglia General Store aveva cominciato a far intravedere le sue po­tenzialità, ora in maglia Circus-ReUz-Technord, vivaio della Intermarché-Circus-Wanty, sta definitivamente cambiando marcia, affermandosi come uno degli U23 di maggiore prospettiva a li­vello internazionale. La vittoria della Liegi-Bastogne-Liegi U23, preceduta da un ottimo 14° posto alla Freccia del Bra­bante dei professionisti, lo ha definitivamente sbloccato; poi si è imposto in una tappa della Orlen Nations GP in Polonia, ha sfiorato a più riprese la vittoria di tappa al Giro Next Gen, e ora a Mordano si è portato a casa il titolo di Campione Italiano di categoria, battendo in una volata a due Luca Cretti.


Busatto, rispetto ai coetanei, è cresciuto leggermente più tardi fisicamente e se a questo si aggiunge il fatto che ha co­minciato ad essere seguito seriamente dal punto di vista atletico solo negli ultimi due anni, ecco spiegato il suo re­cente exploit. La Intermarché, per non lasciare nulla al caso, ha già ufficializzato il suo passaggio tra i grandi l’anno prossimo.


Francesco, sei Campione d’Italia. L’en­nesi­ma soddisfazione di una stagione magica.
«Non potevo chiedere di meglio. Al Giro mi è mancata la vittoria, ma la maglia Tricolore direi che ripaga alla grande questa mancanza. Sto disputando una stagione decisamente al di sopra delle mie aspettative, se me lo avessero detto ad inizio anno avrei messo subito la firma. Con il mio preparatore Paolo Santello e con la squadra stiamo facendo un lavoro egregio e i risultati sono la conferma. Cerchiamo di continuare così».

Hai avuto modo di festeggiare un po’?
«La sera del Campionato Italiano ho fatto una cena coi miei amici, poi ne ho fatta un’altra il martedì sera. Durante la stagione è sempre meglio non esagerare coi festeggiamenti, poi magari nei pe­riodi di off-season si può fare qualcosa di più, anche perché ce lo meritiamo do­po mesi di fatiche».

Rispetto ai successi alla Liegi e alla Coppa delle Nazioni, questo è maturato in maniera differente, con un attacco più da lontano.
«Molto dipende dalla qualità dei tuoi avversari. Al Campionato Italiano, bisogna essere onesti, non c’era il livello che ho visto al Giro o alla Liegi-Bastogne-Liegi, quindi fare un’azione da lontano aveva più senso. Correvo da solo, quindi mi sono inizialmente mosso di rimessa. Quando siamo entrati nel circuito con la salita del Monte Frassineto, il primo attacco deciso è stato di Sergio Meris, che ha portato via un gruppetto molto buono, poi col passare dei giri mi sono accorto che la fatica dei miei av­versari cresceva, mentre io stavo tutto sommato ancora bene. Quando ha at­taccato Luca Cretti al penultimo giro, a poco più di 30 km dall’arrivo, l’ho subito seguito e siamo andati via noi due».

Avrai modo di indossare la maglia Tricolore?
«Da programma avevo solo un paio di appuntamenti con la formazione U23, il primo addirittura a fine settembre con la Ronde de l’Isard. Ma con la squadra stiamo cercando di aggiungere qualche altra gara, magari anche in Italia, così da sfoggiarla per qualche giornata in più».

La incornicerai?
«Al momento non ci ho pensato, non saprei dove metterla. Magari ci penseranno i miei».

Facciamo un passo indietro. Che bilancio hai fatto del Giro Next Gen?
«Rispetto all’anno scorso è stato più difficile, prima di tutto perché ero ritenuto da tutti un corridore pericoloso, e quindi ero marcato stretto, e poi perché avevo un compagno, Alexy Faure Prost, in piena lotta per il podio finale. Mi so­no sacrificato volentieri, ma ovviamente il dispendio energetico è stato molto. Ho fatto il possibile per provare a vincere una tappa, ma a Cherasco nessuno ci ha dato una mano nel provare a chiudere su Gil Gelders, e a Manerba del Gar­da eravamo rimasti in tre, Faure Prost è caduto in discesa e il mio compagno si è fermato ad aspettarlo, per cui mi son ritrovato da solo, impossibilitato a chiudere sulla fuga. Però è del tutto comprensibile che per la squadra sia molto importante la classifica generale. In più, a Povegliano e Trieste i corridori in fuga andavano veramente forte, perché in gruppo viaggiavamo a 55 km/h ma non siamo riusciti a rientrare. Con cinque corridori per squadra e senza radioline è venuta fuori una corsa abbastanza anarchica, quasi im­possibile da controllare».

Che effetto fa essere tra i più osservati e temuti in gruppo?
«Una sensazione nuova, che mi porto a casa ben volentieri. Ogni tanto, quando vedo che al primo cambio di ritmo gli avversari sono già a ruota, mi innervosisco un po’, mi viene da dire “seguite anche gli altri, mica ci sono solo me”. Però spero di farci l’abitudine, meglio così che non essere visti».

Quest’anno sei già alla quarta corsa a tappe. Quanto aiutano nella crescita di un ragazzo?
«Ti abitui a fare uno sforzo diverso, molto differente dal correre solo il sabato e la domenica. Impari a gestirti, a convivere con la stanchezza del giorno precedente, insomma migliori la cilindrata del tuo motore».

La cosa che impressiona di te è che stai andando forte da inizio anno…
«Sono sempre stato regolare durante la stagione e i risultati sono sempre arrivati. Ora, però, devo ammettere che mi sento abbastanza stanco, infatti questa settimana non ho praticamente toccato la bicicletta e sto cercando di ricaricare le batterie. Il Mondiale di Glasgow e il Tour de l’Avenir sono gli appuntamenti più importanti della stagione e ho la necessità di arrivarci il più fresco possibile».

Quali sono gli appuntamenti in avvicinamento al Mondiale di Glasgow?
«Dal 9 al 24 luglio dono stato al Sestriere in ritiro con la Nazionale, ora sono al Czech Tour con i professionisti, prima di andare a Glasgow».

Il percorso lo conosci?

«Ho già avuto modo di studiarlo un po’ su VeloViewer. Il circuito è molto im­pegnativo, soprattutto dal punto di vi­sta planimetrico, con tante curve, rilanci e strettoie. Sarà importante la posizione in gruppo e la tattica, perché te­nere la corsa chiusa non sarà per nulla facile, soprattutto perché secondo me chi sarà in fuga farà meno fatica di chi resterà in gruppo».
Nei percorsi misti, comunque, l’Italia U23 sembra avere le carte in regola per non temere nessuno.
«Sì, senz’altro, però bisognerà vedere chi tra i professionisti verrà a correre con gli U23. Ho sentito che probabilmente ci sarà Thibau Nys… quindi è chiaro che saranno poi quelli i corridori a condizionare la gara».

Glasgow fa rima con pioggia…
«Non ho difficoltà a guidare col bagnato, in primavera ed estate faccio allenamenti di 3-4 ore sotto l’acqua senza troppi problemi. Temo di più le basse temperature, speriamo non faccia troppo freddo».

E poi sarai al Tour de l’Avenir?
«Sì. Andrò a caccia di qualche tappa, ce ne sono alcune molto adatte alle mie ca­ratteristiche. Ma con corridori come Da­vide Piganzoli e Alessio Martinelli credo che avremo buone possibilità di fare bene anche in ottica classifica generale».

Un’estate densa di appuntamenti di prestigio, che Busatto spera possa permettergli di continuare ad esultare.

da tuttoBICI di luglio

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
È stato uno dei corridori più forti degli Anni Settanta. Un atleta di classe sopraffina, con un carattere che forse non l’ha portato a massimizzare quello che probabilmente le sue doti avrebbero potuto garantirgli, ma in ogni caso un pezzo...


Tra i c.t. presenti in Regione Lombardia alla presentazione della nuova maglia azzurra, era presente l'uomo che guida l'Italia U23 da ben 17 anni: Marino Amadori, che prima di partire per una settimana che lo vedrà prima nel profondo nord...


Scatta dal fondovalle della bassa Val Venosta la terza frazione del Tour of the Alps 2026, 175, 1 chilometri da Laces, in Alto Adige, ad Arco, in Trentino. Dopo 26 chilometri di pianura, a Lana il profilo altimetrico...


Alla vigilia della Freccia Vallone il nome che più incuriosisce il gruppo e gli appassionati è quello di Paul Seixas. Non è il più esperto, né il più titolato, ma in assenza di fuoriclasse come Remco Evenepoel e Tadej Pogacar...


Dopo l’Amstel Gold Race vinta da Evenepoel, il grande ciclismo si sposta in Belgio per il doppio appuntamento sulle Ardenne. Oggi la 90a Freccia Vallone, domenica la Liegi-Bastogne-Liegi numero 112, la classica più antica: prima edizione 1892.  per seguire il...


Incrociandolo in questo periodo, non ci sarebbe bisogno di una conferma a parole (poi comunque arrivata) per capire che Matteo Scalco sia animato da una grande tranquillità. Basta infatti vederlo muoversi per pochi secondi tra i mezzi, i compagni...


Il valore di una storia, il racconto di una splendida avventura, una memoria da conservare e perpetuare. Non è una semplice "donazione" quella che Bepi Bazzana fa alla biblioteca del comune di Casarsa della Delizia, paese nel quale è nato e...


Il muro di Huy con le sue micidiali punte del 20% è pronto a lanciare la sfida per la 29^ edizione della Freccia Vallone che come al solito promette di regalare spettacolo. Il percorso è nel segno della tradizione,...


Una giornata carica di emozione, memoria e riconoscimento, quella vissuta a Roma nella prestigiosa sede del Coni al Foro Italico, dove Ivano Fanini ha ricevuto la Stella d' Oro al Merito Sportivo, una delle massime onorificenze conferite dallo sport italiano....


È una passione forte, sentita, coltivata e condivisa pienamente in famiglia quella che interpreta, pedalando con impegno e costanza, anche quando il tempo atmosferico presenta condizioni non propriamente ideali per uscire in allenamento, quasi sempre solitario. Parliamo di Giorgia Giangrande,...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024