Ci ha lasciato Wainer Franzoni, ex corridore professionista e figura di spicco del ciclismo reggiaìno. Era nato il 2 luglio 1945 a Cavriago, comune con cui aveva mantenuto sempre un forte legame. Proprio nel paese delle sue radici, nel 1961, si formò una squadra di esordienti, il G.S. Cavriago appunto con i colori bianco e rosso, società che lo avvicinò al ciclismo assieme a Mario Cabassi, altro cavriaghese. Di quegli anni la sua partecipazione al Piccolo Tour Reggiano, l'allora più importante gara in 10 frazioni riservata alla categoria esordienti, e colse la sua prima vittoria proprio nell’ultima tappa.
Nel 1963 e 1964 corse per il glorioso V.C. Reggio ancora con Cabassi, Piccinini e Tedeschi. Furono per lui annate interlocutorie, segnate da una caduta che determinò la fine della stagione.
Nel 1965 avvenne il passaggio a dilettante, ancora in maglia V.C. Reggio, in un periodo quello con i dilettanti suddivisi in prima e seconda serie. In squadra con Franzoni ricordiamo Cabassi, Lorenzi, Milioli e Tedeschi. Wainer non ottenne grandi risultati, a causa anche del concomitante servizio di leva a Roma, conquistò solo qualche piazzamento e una vittoria a Gazzata dove prevalse in volata sul compagno di squadra Milioli.
Siamo nel 1966 e a Montecavolo si formò il G.S. Orlandini, diretto dallo storico tecnico reggiano Walter Crovegli. Con Franzoni in squadra ancora Tedeschi, Campani, Petucco e Parmeggiani. Il 1967 segnò per lui l'anno della maturazione, fortissimo in salita dimostrò di saper vincere anche in volata, caratteristiche che segnarono la svolta della sua carriera.
La conferma della sua crescita arrivò nel 1968. La squadra ingaggiò il marchigiano Enrico Paolini e il direttore sportivo Crovegli costruì una grande coppia: Paolini-Franzoni. Tuttavia, a vincere molto fu soprattutto Wainer.
Franzoni andava veramente forte e nello stesso anno il G.S. Scic di Parma lo ingaggiò assieme a Paolini per il passaggio al professionismo. Con il capitano Vittorio Adorni e compagni come Luciano Armani, Bruno Mealli, Adriano Durante, Attilio Benfatto, Emilio Casalini, Pierino Primavera, Ernesto Iotti, Mino Denti e Ambrogio Portalupi, formavano davvero una grande squadra.
Wainer però non riuscì a confermare le tante aspettative che tutti avevano su di lui, mentre Paolini andò ben oltre le più rosee previsioni.
Franzoni corse ancora un anno con la Zonca, ma ormai era proiettato a costruirsi un futuro giù dalla bicicletta. E lo fece proprio a Cavriago gestendo prima una lavanderia con la mamma, poi un affermato negozio di articoli sportivi insieme alla sua inseparabile Vanna.
Il ciclismo però ha continuato a rappresentare per lui una grandissima passione. Anche se dietro le quinte ha seguito tante gare dal Giro d’Italia al Mondiale, dal Giro dell’Emilia al Giro di Lombardia. Infine partecipava ancora alle riunioni con gli ex corridori, soprattutto con l’amico Tedeschi incontrava spesso il gruppo dei toscani Alessandro Monducci, Alessandro Cammilli e Renzo Minchioni, con i quali aveva condiviso il servizio militare nella Compagnia Atleti di Roma.
Wainer aveva mantenuto forti legami nell'ambiente, perchè una persona profondamente buona e semplice. Con lui era piacevole confrontarsi sui temi ciclistici grazie alla sua mitezza, che rendeva amabili anche le discussioni più accese.
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