Remco EVENEPOEL. 10 e lode. Ieri ci aveva commosso, oggi ci esalta! Vince in mezzo a quei due, vince soprattutto davanti a Lui, a quello imbattibile, a quello che non fa regali. Remco si va a prendere quello che sente suo. Prende quello che fin dal mattino costruisce con umile puntiglio e rigorosa determinazione. Vittoria rabbiosa, voluta e ottenuta con assoluto coraggio. Quello ammirato ieri e oggi è il miglior Remco di sempre. Un corridore che ribadisce di che pasta è fatto, a livello mentale e fisico. Testa da fuoriclasse assoluto: se non ci fosse Tadej, sarebbe chiaramente lui l’asso pigliatutto. Piccola riflessione: se Remco corresse oggi i Tour di Indurain, quanti ne potrebbe vincere? Forse tutti. Con 170/180 chilometri contro il tempo sarebbe il suo pane. Il mio rammarico è che forse un paio di Tour li avrebbe vinti anche Gianni Bugno, se in quegli anni si fossero corsi questi Tour, ma con i se e con i ma non si riscrive la storia, tantomeno gli albi d’oro.
Tadej POGACAR. 7. Fa un grande lavoro per Isaac del Toro, che non ha quel quid in più per poter mettere a frutto il grande lavoro del campione del mondo. Potrebbe vincere la tappa? Certo che sì, ma contro questo Remco, oggi c’era ben poco da fare. Un 10 se lo merita per le parole che spende nel dopocorsa: parole di grande ammirazione per Vingegaard, ma anche per Remco: «È andato fortissimo. Averlo in questa condizione nell’ultima settimana saranno dolori per tutti (lo sloveno usa uno slang in inglese, come dire che è come avere un dito in…). Su Jonas e la sua caduta, dice che non esclude che la causa possa essere il poco sonno. Insomma, oltre a fare tante cose, dice cose.
Isaac DEL TORO. 6,5. Se pensassi al fatto che tutto è stato fatto per portarlo al successo, il suo voto è 5. Visto che però siamo al Tour e il messicano ora è terzo nella generale, la giornata deve essere in ogni caso valutata più che buona. Dimenticavo: si prende anche la maglia bianca di miglior giovane.
Paul SEIXAS. 6. Per la prima volta in questo Tour “le petit garçon” fatica a bestia. Ma è nei momenti difficili che si vedono i corridori, e lui, in uno stato di emergenza, gestisce la giornata no in maniera egregia.
Florian LIPOWITZ. 6. Spalla, rincalzo, ruota di scorta, supporto: chiamatelo come volete. La Red Bull ha solo un capitano: Remco Evenepoel. Florian deve solo restare in zona – come fa – in caso di qualsiasi necessità.
Lenny MARTINEZ. 6,5. Fa quello che può, in una tappa fiaccante come poche. Guadagna due posizioni nella classifica generale: adesso è 8°.
Mattia SKJELMOSE. 6. Si difende e difende anche Ayuso. Resta sempre nella top ten e questo non è un risultato di poco conto: conta.
Juan AYUSO. 5. Perde le ruote troppo presto. Non dà mai l’impressione di avere un colpo di pedale esplosivo. Va in ebollizione per il secondo giorno consecutivo. Corsa di sofferenza pura. Perde una posizione nella generale: 6°.
Quinn SIMMONS. 9. Monumentale. Attacca, rilancia, ci prova in tutti i modi fino alla fine. Poi, dopo averci messo l’anima, si mette a disposizione di Ayuso che è chiaramente in affanno: e lo salva. Alla fine, chiude 10°: non è per niente un dettaglio.
Mauro SCHMID. 6,5. Ci prova ancora lo svizzero della Jayco AlUla con coraggio e determinazione: il suo, per il momento, è davvero un grande Tour.
Tom PIDCOCK. 6. Fa il diavolo a quattro, lottando dall’inizio alla fine. Sembra un mantice: un po’ su un po’ giù. Alla fine resta piuttosto su.
Yannis VOISARD. 7. Lo svizzero della Tudor fa una tappa di livello assoluto. Sempre in avanscoperta, alla fine viene premiato con un salto di ben sei posizioni nella generale. Ora è 10°.
Antonio TIBERI. 6,5. Fin qui ha accumulato solo sofferenza e minuti. Oggi trova fiducia e trova il varco per mostrarsi al mondo. Sempre nel vivo della tappa, ci resta fino alla fine. Chiude 15°: un segnale che questo finale di Tour può essere anche un po’ per lui.
Davide PIGANZOLI. 6,5. Anche oggi fa il suo preziosissimo lavoro e resta nelle zone alte della classifica. Guadagna due posizioni: ora è 14°.
Mattia CATTANEO. 7. Una due giorni di grandissima qualità. Il bergamasco della Red Bull si mette in modalità metronomo e porta a spasso il gruppo e il suo capitano. Chi? Remco, chiaramente.
Jay HINDLEY. 7. Dopo Mattia, prende in consegna lui il prodigio belga.
Jasper PHILIPSEN. 7. Anche oggi, come l’altro ieri e ieri, traguardo volante per il belga, davanti a Pedersen, Kanter e Girmay.
Jonas VINGEGAARD. 17. Perdere il “re pescatore” è una grave perdita. Non è come dirlo. Dopo sei anni la storia cambia la propria narrazione. Nulla sarà come prima.