ZEMAN PARLO' E DOPO VENTICINQUE ANNI PARLANO TUTTI: L'ERBA DEL VICINO NON È PIÙ VERDE

APPROFONDIMENTI | 18/01/2023 | 21:02
di Pier Augusto Stagi

Anche nel calcio c’è del marcio, quindi del doping, ma non è una notizia, anche perché - è bene ricordarlo, così tanto per rinfrescare le memorie – l’Acqua Acetosa nel 1998 fu chiusa per provette di calciatori sparite o mai processate. Oggi riaffiora preoccupazione (eufemismo) dopo le gravi perdite di Mihajlovic e Vialli. Il presidente della Lazio Claudio Lotito è stato il primo ad alzare la testa e a dire una cosa simile a quella di Zeman sempre nel ’98. Il boemo all'epoca ammonì tutti con il celebre “il calcio deve uscire dalle farmacie…”, Lotito ha ripuntato il dito accusatorio dopo la morte di Mihajlovic con «forse queste malattie sono legate alle cure dei calciatori».


Sono di questi giorni e di queste ore le dichiarazioni di Dino Baggio, ex giocatore tra le altre di Juve, Inter, Lazio e Parma oltre che della nazionale, e di oggi di Florin Raducioiu, l'ex attaccante rumeno di Bari, Verona, Brescia e Milan. «C’è sempre stato il doping – ha spiegato l’azzurro oggi ad Andrea Schianchi sulla Gazzetta -, comunque sia robe strane non sono mai state prese perché c’è sempre una percentuale che tu devi tenere. Però col tempo bisogna vedere se certi integratori fanno bene oppure no». Anche se poi la rosea precisa che dove Baggio dice «doping» si deve però leggere «antidoping», e lo si evince dal seguito del discorso. «Colpa mia. Chiedo scusa a tutti. Io volevo dire “antidoping”, e non “doping”. Infatti ho aggiunto che robe strane non ne abbiamo mai prese, perché non si poteva: c’erano i controlli. Mica si scherzava. È un errore che nasce dalla consuetudine. Noi calciatori, quando andavamo a fare il test nella stanza a fianco dello spogliatoio, dicevamo: “Anche stavolta mi tocca il doping...”. E così questo modo di dire me lo sono portato dietro...».


Poi resta la preoccupazione, la paura, più che giustificata. «Il mio ragionamento è figlio del dolore che mi porto dentro per la scomparsa di Vialli, che ho sempre considerato un amico e che tanto mi ha aiutato, di Mihajlovic e di altri ragazzi che, come me, hanno giocato a pallone negli anni Novanta. Sono tanti, troppi, quelli che se ne sono andati – spiega sempre Baggio a Schianchi -. Credo sia necessario investigare sulle sostanze farmacologiche prese in quei periodi. Magari non c’entrano nulla, magari si scopre qualcosa...». Se si trattava sempre di sostanze lecite? Chiaro che sì, assicura l’ex azzurro. «Sì. Integratori, per la maggior parte. Figuratevi se i medici ci davano sostanze dopanti: avevamo controlli ogni tre o quattro giorni. No, semplicemente vorrei sapere dagli scienziati se gli integratori che prendevamo, a lungo andare, possono creare problemi nel nostro corpo» … «Sono preoccupato, lo ammetto. Tanti morti, persone ancora giovani, non sono normali. Un’indagine seria andrebbe condotta».

Oggi entra in campo Florin Raducioiu, dopo Sabatini, Melli e Di Chiara, ma anche Massimo Brambati. «Dobbiamo chiederci perché si verificano queste morti premature, in un'età piuttosto giovane - ha detto l'ex attaccante rumeno ai microfoni di 'Sport Report' su Orange Sport -. Sono sincero, anche io ho preso dei medicinali e parlerò con il medico che ci seguiva a Brescia (chiederlo subito no?…, ndr) per sapere che sostanze ho preso. Ci hanno detto che erano vitamine, glucosio. Ricordo che la sera prima della partita in albergo facevamo flebo con questo liquido rosa. A Milano prendevamo altre cose, pillole. L'ho detto prima e dopo la morte di Gianluca Vialli, c'era anche Gheorghe Popescu».

Poi Massimo Brambati non ci gira tanto attorno: «Anche io ho paura»; lo ha dichiarato a Processo 7 Gold l'ex calciatore, tra le altre, di Bari, Torino, Empoli, Lucchese e Palermo. «Lo dissi venti anni fa, e ricevetti una lettera della Figc che mi minacciava perché avevo detto in tv che prendevo Micoren come caramelle e avevo prestazioni eccezionali».

Parole preoccupanti e di preoccupazione. Una preoccupazione anche un po’ tardiva, che andava forse manifestata un po’ prima, questo è certo. Ma esistono i momenti e questo pare essere quello giusto e propizio. Qualcosa si muove, dopo venticinque anni (dicasi 25!) da quelle parole di Zeman, che fu chiarissimo all’ora con il suo storico monito praticamente inascoltato: «Il calcio deve uscire dalle farmacie…». Le sue furono parole chiare, che parlavano di un problema generale e di sistema. Si indagò solo sulla Juventus. Come di prassi, del resto. Non parlo del nostro amato ciclismo perché in materia potremmo dire tante cose, troppe. Ma noi restiamo gli appestati, mentre il calcio l'isola felice, forse perché l'erba del vicino è sempre più verde: non solo per i diserbanti.

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COMMENTI
Ma sono solo integratori
19 gennaio 2023 07:54 SERMONETAN
Caro Stagi basta leggere il libro di Lamberto Gherpelli (Qualcuno Corre Troppo) ex Parma ci sono nomi e cognomi dei centinaia di morti di ex giocatori e nel frattempola lista si è allungata, oppure leggere la Ricerca fatta dall'Università di Tor Vergata su alcuni integratori in particolare i BCCA che oramai li danno anche alle catG6

doping
19 gennaio 2023 09:45 siluro1946
Eureka! Hanno scoperto l'acqua calda. Zeman presidente subito.

Ipocrisia
19 gennaio 2023 10:27 runner
Leggo questo articolo e considero una cosa: è ormai evidente il fatto che non solo nel ciclismo, ma anche nel calcio e in altri sport il doping esiste da sempre.
Il colmo, però, è che in questo ultimo periodo chi bazzica nel mondo del ciclismo (giornalisti, corridori ecc.) afferma con orgoglio e convinzione che il doping è ormai praticamente sconfitto, è un retaggio del passato e che oggi le cose sono cambiate. I corridori oggi non hanno più bisogno di doparsi e vanno a pane e acqua. Ricordate, ad esempio, le risposte sdegnate di van Aert verso chi nutriva qualche dubbio su certe performance?
E nessun giornalista ha il coraggio di avanzare pubblicamente il minimo dubbio che non sia tutto oro quel che luccica...
Per contro ora è il momento di puntare il dito sul mondo del calcio, reo (e lo credo anchio) di non essere per nulla estraneo a sostanza illecite.
Insomma: il gioco delle parti. Ipocrisia allo stato puro. Per non ammettere - una volta per tutte - che la realtà è ben diversa. E che nessuna persona dotata di onestà e buon senso può credere che a livelli ormai altissimi in ogni sport (soprattutto quelli di grande fatica, come il ciclismo), certe performances sono semplicemente impossibili, senza aiuti chimici. Dopodichè, ognuno è libero di credere alle favole

Bravissimo direttore!
19 gennaio 2023 10:50 roger
Ai tempi non soltanto Zeman nel clacio denunciò il doping. Ivano Fanini di Amore e Vita di denuncie ne ha fatte tante e per questo fu anche isolato e danneggiato enormemente e di continuo dagli organizzatori di corse e non solo... denuncie veritiere che purtroppo crearono non pochi problemi alle sue squadre. I fatti però gli hanno sempre dato ragione e oggi abbiamo perso il conto dei morti...

Runner
19 gennaio 2023 14:53 siluro1946
Condivido tranne "sport di fatica come il ciclismo" perché non fare riferimento al calcio, maratoneti, nuotatori, tennisti ecc. purtroppo anche in lei alberga un pregiudizio.

Siluro
19 gennaio 2023 17:24 runner
Ok Siluro, suvvia...infatti ho scritto "come il ciclismo", ma non escludo certo altri sport....ma questo mi pare un dettaglio poco importante, rispetto al messaggio che volevo condividere

Doping
19 gennaio 2023 18:26 fido113
Contesto l'affermazione "sport di fatica" quando anche nel tiro al piattello ci sono stati casi di doping, Una cosa va riconosciuta al ciclismo :è stato il primo a cercare di combattere il fenomeno e ancora oggi riesce a trovare positivi, con metodi che non sono certamente quelli degli altri sport (vedi passaporto biologico).

Commenti non pubblicati
19 gennaio 2023 18:47 Greg1981
Se vi da fastidio l'opinione degli utenti, basta dirlo. Avevo scritto che e' difficile giudicare altri sport, quando si ha un elenco nero lunghissimo. Avevo poi scritto, che certi DS vanno allontanati dal ciclismo ( chi ha avuto condanne x doping).Ma evidentemente, vi da fastidio la mia opinione. Ne prendo atto

Ferruccio Mazzola
20 gennaio 2023 00:37 emmemme68
Sbaglio o anche Ferruccio Mazzola denunciò i sistemi poco (molto poco) ortodossi di un certo Helenio Herrera? Il fratello Sandro, per non vedersi togliere titoli e meriti, sconfessò ipocritamente Ferruccio. Anche allora era doping ma la gente voltava volutamente la faccia dall'altra parte. Ignobile! comportamento.

greg
20 gennaio 2023 07:16 kristi
caro mio . abituati alla censura . qui gli articoli di alcuni dettano la linea . e non si pubblicano commenti "contro"

Giusto che finalmente si parli di doping
20 gennaio 2023 11:34 Leonk80
anche nel calcio.

Ma le correlazioni statistiche non si fanno a sensazioni o con le emozioni del momento, ma con dati e studi appositi.
Il cancro è un male diffussisimo, se qualcuno non ha perso un familiare o un amico è stato molto fortunato.

@ Kristi
20 gennaio 2023 16:46 Greg1981
Purtoppo l'ambiente ciclistico e' pieno di DS, Dirigenti che hanno avuto a che fare con il doping. Fosse per me, questa gente non dovrebbe piu' mettere piede nemmeno a bordo strada, figurarsi in ammiraglia o ai centri di comando. La credibilita' la si riconquista con il duro lavoro, i controlli seri e spedendo a casa che sbaglia. Invece vedo che spesso, li si intervista, come se fossero delle novelle vergini ora che non pedalano piu'.

Quanto moralismo
20 gennaio 2023 23:32 Buzz66
Adesso tutti a dire “io lo avevo detto”, a mettere in relazione il doping e le malattie…quando mi guardo intorno e vedo gente che si imbottisce di pastiglie per qualsiasi stupidaggine.
Però…lo sport NO.
Gli sportivi devono soffrire, non curarsi per rimanere puliti!
Vogliamo illuderci che siano eroi omerici, inimitabili, perché ci fanno divertire…ipocrisia e moralismo a go go

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