OTTAVIO PACCAGNELLA, IL CICLOCROSS E IL RECORD DI FANINI. GALLERY

STORIA | 08/12/2022 | 08:00
di Valter Nieri

Freddo, fango, magari anche pioggia e neve: la stagione del ciclocross sta entrando nel vivo e cresce l’attesa per gli appuntamenti clou a cominciare dai campionati italiani che si disputeranno a Ostia il 15 e 16 gennaio 2023. Quando si parla di questa disciplina sportiva vengono in mente le imprese del passato, si ricordano quei campioni che hanno tracciato un'epoca di successi.


A livello internazionale spiccano i titoli mondiali e le Coppe del Mondo vinte da Renato Longo (cinque volte campione del mondo e 12 italiano), Daniele Pontoni, sia da dilettante che da Elite, i due mondiali di Vito Di Tano tra i dilettanti solo per citare i più importanti. Ma un posto di rilievo lo merita anche Ottavio Paccagnella, protagonista di una carriera quasi interamente in maglia Fanini: per il team lucchese corse dal 1979 al 1991 conquistando 265 delle sue 273 vittorie totali, fra le quali spiccano sei titoli italiani. Il primo tricolore da dilettante nel 1981 con i colori della Fanini Mobiexport ed i successivi da professionista nell'84 (Fanini Wuhrer Sibicar), 1985 (Fanini- Wuhrer), 1986 (Murella Fanini Alan), 1987 (Remac Fanini) e 1988 (Fanini-Suven Up). Anni di successi che portarono Lucca ai vertici nazionali e mondiali (in particolare con i pistard Claudio Golinelli, Walter Brugna, Bruno Risi, Ivan Quaranta e Marco Villa, con un bel record per Fanini: aver vinto almeno un tricolore a livello professionistico nelle corse su strada, in pista e nel ciclocross.


LE ORIGINI. L'oggi sessantaseienne Paccagnella salì per la prima volta in sella alla bici nel suo paese di origine, Bastia di Rovolon, piccola frazione in provincia di Padova, nella parte settentrionale del Parco dei Colli Euganei.

«Sono nato nella terra – dice - e avevo 18 anni quando il mio compaesano Sapp Patavion mi mise per la prima volta in sella: non conoscevo ancora le corse ma avvertivo forti emozioni a pedalare sullo sterrato e più i tratti erano sconnessi, più la mia presa bassa sul manubrio aveva il sopravvento. Quindi arrivarono le prime gare, tesserato con la Wainer. Seguivo la tradizione del mio piccolo paese, perché lì non si faceva che parlare altro che di Franco Livian, tre volte campione italiano, e Giovanni De Franceschi che fu tricolore tra i professionisti. Arrivarono le prime vittorie, dopo di che Franco Livian, ex corridore di Fanini, mi portò a correre nella sua stessa squadra nel ’79 e nell'81 a Caserta ricambiai la fiducia vincendo il mio primo titolo da dilettante. Quando tornai a casa, il Sindaco promosse una festa in mio onore, ripetuta dopo i primi titoli da professionista. Di professione facevo il lucidatore di metalli nell'azienda di famiglia, prendendo lunghe ferie da novembre a febbraio per dedicarmi alle gare di ciclocross: con i soldi guadagnati con Fanini misi su famiglia e comprai casa. Mia moglie Daniela si appassionò al ciclocross e mi faceva da meccanico nei primi anni da dilettante».

IL “FANINISTA” DI MAGGIOR CORSO. Tanti i campioniche Lucca con Fanini ha potuto ammirare e sostenere. Paccagnella è quello di più lungo corso, nessuno come lui ha indossato la maglia dei Team Fanini per 13 anni. Oltre ai titoli nazionali Paccagnella ha vinto quelli regionali veneti e toscani: nel Granducato dal 78 all'84 ha vinto 7 titoli consecutivi. La sua miglior stagione è il 1984 quando vinse 34 gare su 65 disputate. La sua media di vittorie era di circa 25 gare a stagione: Paccagnella era dotato di classe cristallina e si esaltava nei tratti più tecnici e nelle sfide dirette con avversari come Antonio Saronni, Claudio Fasolo e Maurizio Vandelli.

10 TRICOLORI, UNA STELLA. Dopo i suoi anni d'oro, Paccagnella si mise al servizio della squadra che nel frattempo aveva assunto la denominazione di Amore e Vita contribuendo ai successi tricolori di Fabrizio Margon, vincitore di quattro titoli nazionali ed uno nel 1990 proprio davanti a Paccagnella per la gioia di Fanini che poté festeggiare i primi due gradini del podio occupati. Fra i battuti in quegli anni anche "El Diablo" Claudio Chiappucci (secondo nel ’91 dietro Margon) e l'attuale c.t. Daniele Pontoni (secondo nel ’93 sempre alle spalle di Margon). Con Paccagnella e Margon, le squadre di Ivano Fanini vinsero complessivamente 10 scudetti conquistando la simbolica stella, usando un termine calcistico, un traguardo raggiunto da poche squadre a livello nazionale. L'ultima stagione di Ottavio Paccagnella da professionista fu nel 1993 con la Spechx di Monselice in provincia di Padova: un ritorno a casa con uno zaino pieno di successi anche se gli è mancato l'acuto nei campionati del mondo dove non è andato oltre un settimo posto.

«Non avevo la caratura per vincere un mondiale, devo ammettere che gli olandesi e i belgi in quegli anni erano più forti. Però sono stato il quarto campione sfornato dalla frazione di Rovolon, un territorio nel quale il ciclocross ha radici profonde. Ho continuato a correre fino a qualche anno fa nelle categorie amatoriali dove pure ho vinto molto, compresi dei titoli nazionali. Ora mi godo la pensione dedicando il mio tempo alla nipotina Sofia di 5 anni, figlia di Thomas che corre ancora da Elite con la Mainetti di Vicenza mentre Erik, il mio figlio minore che ha 33 anni, si diverte nelle categorie amatoriali. Poi faccio trekking portando a spasso quattro cani. Amo la campagna e come potrebbe essere diversamente per uno che è nato nella terra come me? La quiete mi aiuta a ritrovare il mio ideale equilibrio fisico e mentale».

da La Gazzetta di Lucca a firma di Valter Nieri

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