AFFINI. «CHE BELLO SAREBBE BATTERE GANNA IN UNA CRONO AL GIRO D'ITALIA»

INTERVISTA | 18/11/2022 | 08:08
di Francesca Monzone

La Jumbo-Visma è la  squadra più forte del mondo e tra i suoi corridori c’è anche un italiano: si tratta di Edoardo Affini, che dal 2021 corre con il team olandese. Il mantovano è appena rientrato dall’Olanda, dove vive la sua fidanzata e la prossima settimana tornerà nel paese delle bici e dei tulipani per il primo incontro con la squadra, nel quale inizierà a pianificare la nuova stagione.  


Il training camp sarà a dicembre in Spagna, ma i corridori e tutto lo staff si vedranno la prossima settimana nel quartier generale della Jumbo-Visma. «Lunedì quando sarò in Olanda avrò qualche idea su come sarà la prossima stagione, ma le decisioni più importanti le prenderemo a dicembre in Spagna. Se tutto dipendesse da me, naturalmente vorrei correre il Giro d’Italia, con tre cronometro penso che sia adatto a un corridore come me. E poi mi piacerebbe far parte nuovamente della squadra che disputerà le Classiche fiamminghe. Naturalmente sarà la squadra a decidere e io mi adeguerò alle decisioni del team».


Il 2022 è stato un anno positivo per Affini e, anche se non ha conquistato la maglia tricolore nella prova a cronometro dei Campionati Italiani, ha indossato quella rossa di leader della Vuelta di Spagna.

«Riguardo la scorsa stagione posso dire che il bilancio è sicuramente positivo. Ho indossato la maglia rossa di leader della Vuelta di Spagna e per me è stata una cosa inaspettata. Quando indossi la maglia di leader in una grande corsa sei il corridore che viene riconosciuto da tutti nel gruppo, anche da chi non è un grande appassionato di ciclismo e mi piacerebbe provare nuovamente un’esperienza come questa».

Affini è diventato leader della corsa spagnola dopo che il suo team aveva vinto la cronometro a squadre. La Jumbo-Visma ha dominato quasi tutta la corsa a tappe spagnola, poi la sfortuna è arrivata, con Affini che si è ritirato alla decima tappa e Roglic costretto a fermarsi nella diciassettesima frazione. «La Vuelta per me è stata bellissima, ma allo stesso tempo è la corsa che mi ha lasciato più amaro in bocca. Mi sono dovuto ritirare il giorno prima della cronometro individuale e andare a casa e per me è stata una grande delusione».

Il team olandese è all’avanguardia per quanto riguarda materiali e progettazione e grazie ad uno studio attento, cercano sempre di migliorarsi. «La nostra è una squadra focalizzata sulla ricerca e sullo sviluppo e ogni anno vuole crescere di più e rinnovarsi. C’è uno studio costante e a noi viene chiesta la massima partecipazione per testare i materiali e tutti lavoriamo a 360° per cercare di essere dei veri professionisti».

Il team olandese è stato tra i primi a preoccuparsi del benessere psicologico dei propri uomini e per questo ha inserito la figura del mental coach, al quale i  corridori possono far riferimento in caso di bisogno. «Anche se da fuori potrebbe non sembrare, in squadra c’è un clima molto familiare e i nostri tecnici sono attenti anche all’aspetto psicologico. Ci sono delle figure in squadra che controllano il nostro benessere psicologico e se qualcuno di noi ha l’esigenza di parlare riguardo un malessere interiore o se ha l’esigenza di confrontarsi, può farlo con dei professionisti, pronti ad offrire il loro supporto».

Edoardo Affini è soddisfatto della sua crescita sportiva nella Jumbo-Visma e spera di poter ottenere presto un nuovo successo importante.
«In squadra ho trovato un ambiente in cui crescere e mi sono trovato bene e ho fatto molta esperienza. Ho vestito la maglia rossa e ho corso con corridori importanti. Con Van Aert ho un rapporto speciale e mi piacerebbe poter correre con lui le Classiche nella prossima stagione. Abbiamo un buon rapporto, non ti dice mai cosa devi fare, ma allo stesso tempo riesce a farti capire cosa vuole. Senza dubbio è un vero leader».

Edoardo il prossimo anno vuole essere un supporto importante per i suoi capitani, ma vorrebbe ottenere qualche successo personale.  «La Jumbo-Visma è una squadra che cura molto la tecnica e la strategia su come affrontare una gara. Sarò sicuramente un supporto per i capitani, ma so che se, ci sarà l’opportunità, i direttori mi lasceranno cercare il mio risultato».

Affini è uno dei migliori cronometristi italiani e un giorno gli piacerebbe battere Filippo Ganna, il due volte campione del mondo e detentore del nuovo record dell’ora. «Con Pippo ci conosciamo da diversi anni e siamo stati compagni di stanza nella nazionale, anche quando eravamo nelle categorie giovanili. Lui è un corridore straordinario e se in gara siamo avversari, una volta scesi dalla bici siamo amici. Quando ho indossato la maglia rossa della Vuelta, Pippo mi ha chiamato per congratularsi e anche io ho fatto la stessa cosa quando lui ha fatto il record dell’ora. In Italia Ganna non è l’unico cronometrista forte, non dobbiamo dimenticarci di Sobrero, anche lui è riuscito a battermi. Spero di riuscire a superare presto Filippo e sarebbe meraviglioso poterlo fare proprio in una cronometro del Giro d’Italia, la corsa che ognuno di noi porta nel cuore».

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