1942, 80 ANNI FA FAUSTO COPPI REALIZZAVA IL PIU' INCREDIBILE DEI RECORD DELL'ORA

STORIA | 07/11/2022 | 08:00
di Alessandro Brambilla

Generalmente raccontare un tentativo di record dell’ora significa esaltare al massimo gli aspetti tecnici, dalle caratteristiche della bici compreso il rapporto usato fino a metodologie di preparazione e tipologia di abbigliamento. L’unico record dell’ora in cui l’ambiente storico ha prevalso sugli aspetti tecnici è quello di Fausto Coppi stabilito al Velodromo Vigorelli di Milano il 7 novembre 1942, durante la seconda guerra mondiale. Esattamente ottanta anni fa nei sessanta minuti il fantastico corridore alessandrino griffato Legnano percorse 45,798 chilometri.


Pensate che il 24 e 25 ottobre 1942 sulla città di Milano erano piovute tonnellate di bombe. Per questo motivo il 7 novembre ’42 le tribune del Vigorelli erano vuote. Il detentore del primato dell’ora era Maurice Archambaud, francese soprannominato “il nano” per la statura tutt’altro che elevata. Proprio al Vigorelli il francese noto per la maglia nera – non da ultimo in classifica generale, bensì del team – aveva percorso 45,767 chilometri in condizioni ideali, ovvero senza il rischio dei bombardamenti.


Il coraggioso Fausto Coppi, nato il 15 settembre 1919 a Castellania, tentò il record in condizioni proibitive. Nella stagione su strada 1942 Fausto aveva vinto solo il Campionato italiano. Logicamente di gare se ne svolsero poche, quindi nel ’42 Fausto non potè arricchire il palmares e raggiungere elevati standard di rendimento. Inoltre nel giugno di quell’anno si era fratturato una clavicola. Nella fase di ripresa graduale degli allenamenti causa razionamento dei carburanti Fausto non aveva potuto allenarsi dietro auto. Insomma, il ’42 sembrava tutto fuorchè l’anno ideale per cimentarsi nel tentativo di record. Fu soprattutto il massaggiatore Biagio Cavanna ad insistere affinchè Fausto accettasse di mettersi in gioco per il tentativo. Il massaggiatore altresì soprannominato “Orbo di Novi Ligure” aveva caldeggiato il tentativo ritenendolo buon sistema per allontanare dal Campionissimo il rischio della chiamata alle armi per la guerra.

La mattina del 7 novembre ’42 il Campionissimo raggiunse il Vigorelli in bici, partendo dalla sua Castellania: oltre 100 chilometri, un buon riscaldamento. L’orario del tentativo fu scelto in base alle minori probabilità di rischio. Il Prefetto disse che attorno alle 13,30 il pericolo di bombardamenti era minore, e così di decise di far partire il Campionissimo alle 14. Il sole illuminò il tentativo di Fausto assistito da pochi addetti ai lavori, in prevalenza dello staff Legnano. Coppi si presentò alla linea di partenza con la maglia sociale della Legnano color verde ramarro con bordi rossi. Era una maglia di lana, come i pantaloncini, e il casco aveva fettuccine di pelle imbottita: un aspetto decisamente francescano per semplicità del look e atteggiamenti . La sua bici pesava 7,500 chili e il massimo della tecnologia era rappresentato dai due tubolari, dalla leggerezza record: 110 grammi l’anteriore, 120 il posteriore.

Il Campionissimo soffrì molto nella prima parte, transitando ai 15 chilometri con un ritardo di 5”20 da Archambaud. Dopo 30 minuti Fausto aveva percorso 22 940 chilometri contro i 23, 007 di Maurice. Nella seconda parte venne fuori il Coppi fondista, capace di chiudere con una prestazione di 31 metri migliore rispetto ad Archambaud. Il Campionissimo aveva pedalato col 52 per 15, ovvero 7, 8 metri nell’arco della pedalata.

La pista magica aveva subito già prima del 1937 rattoppi e rifacimenti, e così nel 1948 venne rimisurata. Il record di Archambaud in base ai giri percorsi e all’interpolazione dei tempi nell’ultimo minuto diventò di 45,767 chilometri, e quello di Fausto 45,798.

Nel pomeriggio del 7 novembre ’42 ci fu poco tempo per festeggiare Fausto, la gente era sotto shock per la guerra. Coppi diventò recordman tuttavia in guerra alcuni mesi dopo ci andò comunque e lo fecero anche prigioniero. Senza gli anni persi per la guerra quante sarebbero state in più le vittorie del Campionissimo ?

Il record di Coppi venne migliorato sempre al Velodromo Vigorelli il 29 giugno 1956 dal francese Jacques Anquetil con 46,159. Anquetil benchè aiutato da miglior tecnologia, dalla preparazione specifica e senza il rischio delle bombe ottenne dunque una prestazione di soli 361 metri migliore rispetto a quella del Campionissimo. Attualmente il record dei 60 minuti lo detiene Filippo Ganna: 56, 792 chilometri. Ma è un’altra storia.

 

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COMMENTI
I veri record
7 novembre 2022 11:19 Ilcagi75
Comunque a giudicare dalla foto le tribune nn sembrano deserte.....comunque immenso Fausto!!

Ilcagi75
7 novembre 2022 12:10 frakie
Concordo. Le tribune sono piene. Personalmente continuo a ritenere quello di Merckx il vero record dell'ora. Ai tempi di Coppi, massimo rispetto, l'antidoping era un "optional", mentre Merckx lo fece seriamente. Tra l'altro le bici di entrambi erano bici "vere" che a livello di peso non si discostavano più di tanto. Comunque due giganti dello sport. Ma Eddy è Eddy :-) :-) :-)

15.09.1919...
7 novembre 2022 13:49 LaPassion_su_2_ruote
Prego modificare la data di nascita del grande Airone...penso che un atleta così, nel ciclismo, si farà fatica a trovarlo anche fra 100anni.

Il più Grande
7 novembre 2022 14:43 59LUIGIB
Premesso che a mio parere non si possono paragonare atleti di epoche così lontane ma quello che fece Coppi allora rimane una enorme impresa che ci fosse o no il pubblico. In quell'epoca e con quei mezzi ed a 23 anni dopo una stagione praticamente senza corse e senza allenamenti specifici.

sotto le bombe
7 novembre 2022 16:52 canepari
Pochi giorni prima che Fausto Coppi stabilisse il Record dell’Ora al Vigorelli (sabato 7 novembre 1942) in piena guerra, Milano aveva subìto, per la prima volta, un pesante bombardamento aereo e per motivi di sicurezza non fu resa nota al pubblico il momento preciso della performance al fine di evitare assembramenti. Si parlò genericamente delle 14, più o meno. Il Campione della Legnano era arrivato da Tortona in treno insieme a Cuniolo, Cavanna e altri amici tra i quali anche Rino Negri che salì a Pavia. Altre fonti, opinabili, sostengono che Coppi in mattinata avesse fatto il tragitto da Castellania a Milano come “riscaldamento” Altre ancora che avesse trascorso la notte nella città meneghina. Una cosa è certa, la preparazione era stata sommaria perché il fante 5628 era agli ordini del 38° di fanteria e si distingueva come portaordini. Il poco tempo libero e le brevi licenze venivano dedicate a uscite col fisso sui lunghi rettilinei del triangolo Novi Ligure-Tortona-Serravalle. Era stato Cavanna a spingere il Campionissimo nell’impresa, accettata di buon rado anche per poter forse scongiurare la partenza verso il fronte, quel fronte africano che invece raggiungerà l’anno seguente. Al Vigorelli, tra i tanti addetti ai lavori, ci sono anche, Cinelli, Rodoni; Pavesi e Della Torre della Legnano, Zambrini della Bianchi, Emilio Colombo e qualche giornalista. Il pubblico è scarso. Alle 14,12 Fausto parte all’attacco del record 45,840 detenuto dal francese Maurice Archambaud: Maglia di lana verde-oliva con tasche, braghe nere a mezza coscia con scritta della Casa, casco a strisce imbottite e scarpe di cuoio: alla faccia dell’aerodinamica. La bici per il record, telaio 4145, è stata realizzata da Ugo Bianchi, il meccanico della Legnano, con la collaborazione di Faliero Masi: pesa sette chili e mezzo e ha due ruote che la stampa di allora definisce “specialissime”: in legno Baruzzo-Torino e tubolari in seta da 120/150 grammi. I rapporti sono 52 x 15, con uno sviluppo di 7,38 m per pedalata. Pedivelle da 170 cm. La bicicletta, adesso proprietà di Corrado Gnegh, fa bella mostra di se al Ghisallo ed è un pezzo di una bellezza essenziale, incredibile ed unica.
Forse a causa della scarsa esperienza di Fausto Coppi in questo tipo di prova, l’inizio e’ troppo veloce, l’andatura troppo sostenuta cosicchè al trentesimo giro inizia ad avere un leggero ritardo. Alla mezz’ora Coppi sta perdendo terreno: 22,946 Km contro i 23,007 di Maurice Archambaud. Al settantesimo giro la crisi appare superata ed il ritardo inizia a diminuire, scendendo a 2 secondi dal tempo del francese. Gli ultimi 30 giri furono una vera sofferenza, sia per il campione che per chi lo osservava: guadagnava metri preziosi in un giro per perderli poi in quello successivo, poi ancora guadagnava e quindi ne riperdeva in un altalena logorante. Al termine, dopo 115 giri di pista, Coppi riesce a battere Archambaud per 31 metri: 45.871 contro 45.840 (poi le misure saranno ritoccate per verifiche sul giro alla corda: 45.798 contro 45.767). Alcune testate francesi infarcite di sciovinismo, provarono a mettere in dubbio il risultato, mostrando alcune foto con il posizionamento errato di un paio di sacchetti…ma il record fu omologato in sede internazionale, anche soltanto dopo la guerra, e precisamente il 9 Febbraio del 1947.
Il record di Fausto restò imbattuto per 14 anni, fino a il 29 Giugno del ’56 quando venne migliorato da Jacques Anquetil e due mesi dopo ritoccato da Ercole Baldini.

Bravo Canepari
8 novembre 2022 07:45 Plinio di Lato
ma preferisco l'articolo di Brambilla!

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