PIER BERGONZI E LA GAZZETTA CHIEDONO LE DIMISSIONI DI CRISAFULLI

POLITICA | 31/08/2022 | 08:59
di Pier Augusto Stagi

Il Corriere della Sera, oggi, ha alzato il piede dall'acceleratore, La Gazzetta dello Sport, no. Sulla rosea, anche oggi, c'è una pagina abbondante sulla questione delle “provvigioni d'irlanda” e quelle domande inevase che attendono ancora una risposta. Silenzio da parte della Federazione, silenzio da parte anche del Coni, questo è anche giusto cominciare a dirlo. Tutto bene madama la marchesa, la tattica è una e una sola: lasciamo che il tempo scorra e poi la gente si dimenticherà. È proprio un bel modo di gestire le questioni pubbliche, se così fosse - e mi auguro che così non sia - mi propongo come presidente di qualcosa: basta non fare nulla e non muovere dito per assolvere l'impegno. È bellissimo, mi sento pronto!


Detto questo oggi il vice direttore della Gazzetta e direttore di Sport Week Pier Bergonzi punta l'indice sul consigliere federale Crisafulli, reo di aver usato termini e toni tutt'altro che signorili nei confronti della vice presidente Norma Gimondi. «Ora si è saputo (e ci sono le registrazioni) che Norma Gimondi è stata “aggredita verbalmente” (come ci ha raccontato lei stessa nell’intervista di lunedì) dal consigliere Gianantonio Crisafulli, che alzando il tono della voce l’ha definita, tra l’altro, ignorante e scorretta - scrive Bergonzi -. Toni e parole inaccettabili in quel contesto, rivolti a una donna che da tempo era stata isolata soltanto perché aveva indicato l’anomalia di quel verbale del 18 giugno che conteneva un punto (quello sulle provvigioni all’irlandese Reiwa Management) che non era mai stato discusso». E ancora: «Gianantonio Crisafulli, bergamasco come Norma, non solo non lo ha capito, ma sì è permesso di aggredirla con parole inappropriate. La verità è che inadeguato al ruolo che ricopre è lui e dovrebbe dare le dimissioni esattamente come il presidente Cordiano Dagnoni, che non ha ancora trovato le risposte alle domande che gli abbiamo posto, e così dovrebbero fare gli altri componenti del consiglio, come ha chiesto Norma Gimondi».


Le domande inevase e in attesa di una risposta restano sempre le solite.

1. Perché ha sentito il bisogno di rivolgersi ad una società irlandese per la mediazione con gli sponsor?

2. Perché avrebbe voluto pagare 106 mila euro di provvigioni alla Reiwa che non ha mai firmato alcun contratto e non ha mediato con alcuno sponsor?

3. Chi sarebbero quindi i destinatari delle provvigioni?

4. Come è stato possibile un errore così marchiano che ha portato a modificare un verbale con assoluta disinvoltura (il 6 agosto), inserendo un punto (3.6) che mai era stato discusso nel consiglio precendente del 18 giugno?

5. Come spiega il presidente le dichiarazioni sconcertanti rilasciate a Marco Bonarrigo sul Corriere della Sera, con le quali spiega il “giro del fumo”. Ve le ricordo, sono bellissime: «Bugno ricorda male perché sono io che ha presentato a lui l'imprenditore (Gianfranco Librandi, ndr) che poi è diventato nostro sponsor, non lui a me», cosa peraltro smentita dallo stesso Librandi. E ancora: «In realtà lo sponsor TCI (Telecomunicazioni Italia, ndr) mi è stato presentato da un amico. Invece di dare la provvigioner direttamente a lui, ho chiesto alla Reiwa di produrre fattura unica a noi e di distribuire i soldi ai procacciatori. Loro magari di mestiere fanno i salumieri, non gli intermediari, e la fattura non la possono fare».

Io, dopo aver letto questa spiegazione, penso di aver capito chi fa il salumiere.

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COMMENTI
Deluso
31 agosto 2022 13:41 Deluso
Caro direttore, mi permetta di esprimerle la più profonda delusione per come sono state gestite dai media le recenti vicende in abiente ciclistico.
La delusione deriva dal fatto di aver finora sentito una sola voce, grancassa di un'apirante classe dirigente profondamente delusa dall'esito dell'ultima tornata elettorale in ambito Federciclismo, che fin dal giorno successivo all'assemblea elettiva, si era riproposto di ostacolare in tutti i modi (eticamente condivisibili o meno..) l'operato della nuova governance Federale.
Ora scende in campo la Gazzetta con un attacco che non sarà forse frutto di una rivalsa verso Federciclismo, rea di non aver al momento accolto la richiesta di subentro della Rosea nell gestione del Giro d'Italia Femminile, in modo magari da assegnarne l'organizzazione a chi fosse disposto a mettere sul tavolo cifre maggiori di quelle proposte?
Se poi il prodotto Giro Rosa venisse gestito come quello maschile, ora subalterno anche alla Vuelta mentre per orografia, passione e contenuto tecnico dovrebbe essere addirittura avanti al Tour, cadremmo dalla padella nella brace: ovviamente la speranza è che questi attacchi non abbiano alle spalle il secondo fine!!
Venendo alle richieste della Rosea di oggi, una domanda viene spontanea:si sono lette su tutti i siti specializzati solo le dichiarazioni della ex Vice Presidente, e non quelle di chi viene tirato in ballo, qualcuno si è degnato di verificare la versione della Signora?
Spero di si, altrimenti la fiducia nei nostri media specializzati cadrebbe sotto zero: hanno sempre insegnato che un buon giornalista a fronte di una notizia ricevuta, prima di pubblicarla con tanto di nomi, per pura deontologia professionale, si deve prendere la briga di interpellare anche la controparte, per poi dare una informazione completa ai lettori, mentre continuiamo a leggere solo di una parte.
Scusandomi per il tempo che le ho rubato le invio un cordiale saluto, mi sono semplicemente permesso nutrendo grande stima nel suo operato, mentre su quello di altri sui colleghi stenderei un velo...

Per Deluso
31 agosto 2022 15:20 emmemme68
Per chi "viene tirato in ballo" sono sufficienti le 4 risposte quattro tra loro differenti. Come mai? Perché i cambiamenti di versione? Perché prima una cosa e poi un'altra? Non trova tutto questo alquanto imbarazzante? E la risposta degli irlandesi? E Gianni Bugno: lo conosco io, no io l'ho presentato a lui e Bugno che dice che è una vita che non lo sente? E avanti di questo passo con arrampicamenti vari sugli specchi.

Per emmemme68
31 agosto 2022 17:19 Deluso
Quello che sto chiedendo io al direttore è però una precisazione specifica: si fanno dei nomi come quello di un consigliere di cui si chiedono le dimissioni: è stato sentito prima di buttarlo in pasto all'opinione pubblica o si sono prese per buone solo le parole di una signora solo per il nome che porta? Perchè se poi si scoprirà il contesto nel quale si era, e magari le cose non stanno così (leggendo l'articolo sembrerebbe che la riunione fosse registrata e quindi facilmente riscontrabile) poi chi ripara i danni? Credo e spero non basti un nome per avere credito a prescindere, e la risposta al quesito ancora non c'è... Un caloroso abbraccio a tutti sperando per il bene del ciclismo che si torni ad un clima normale e si mettano in luce i grandi risultati che i nostri ragazzi stanno ottenendo (forse anche grazie a chi dirige o no?), e che il giornale che gestisce la gara più importante sappia lavorare per portarla dove merita, anzichè dedicare quattro righe in croce alle imprese dei nostri Campioni!

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