VERONA. «HO TEMUTO CHE ARRIVASSE ROGLIC, HO DATO TUTTO...»

PROFESSIONISTI | 11/06/2022 | 18:01
di Francesca Monzone

Grandi emozioni al Giro del Delfinato grazie a Carlos Verona che ha conquistato la sua prima vittoria da professionista, mentre Roglic ha sfilato la maglia di leader al suo compagno di squadra Van Aert. Verona ha fatto sua la settima tappa della corsa francese, confermando le  ottime sensazioni che  aveva già fatto vedere.


«È incredibile quello che è successo oggi - ha detto lo spagnolo - Sono professionista da 12 anni, penso di essere sempre stato un corridore di buon livello, ma mi è sempre mancata la vittoria, non sono mai stato un vincente». Lo spagnolo che corre per la Movistar aveva ottenuto dei piazzamenti sia al Tour de France che alla Vuelta, ma non era mai riuscito a salire sul gradino più alto del podio. «Negli ultimi anni ho continuato ad essere fiducioso e sono andato diverse volte vicino alla vittoria, ma senza mai raggiungerla. Poi oggi quando ero in fuga mi sono detto "deve essere oggi, deve essere oggi"».


Il finale di questa settima tappa lo spagnolo lo conosceva e sapeve bene come gestirsi: «Conoscevo già il finale, perché siamo venuti a vedere il percorso di alcune tappe del Tour e abbiamo colto l'occasione per vedere questo percorso con la squadra. Devo ringraziare Gregor Mühlberger per il super lavoro che ha fatto per me durante la fuga. Abbiamo saputo muoverci bene e le gambe ci hanno assistito e, finalmente, è arrivata la vittoria».

Roglic è arrivato secondo ma lo spagnolo ad un certo punto ha temuto che la vittoria sarebbe andata allo sloveno. «Alla fine ho pensato che Roglic sarebbe arrivato da me come un proiettile e che avrebbe vinto. Così ho fatto una cronometro fino al traguardo e dall’ammiraglia mi facevano coraggio. Ho sofferto tantissimo e a soli 200 metri dal traguardo mi sono voltato indietro per essere sicuro della vittoria».

Per Carlos Verona gli ultimi chilometri sono stati una vera agonia e per superare la sofferenza ha pensato a tutte quelle persone che hanno sempre creduto in lui: «Mentre soffrivo sui pedali pensavo a mia moglie e ai miei figli, perché alla fine sono loro la mia motivazione. Questa vittoria è per loro e per la squadra. Non sono stati anni facili e ci meritiamo questa vittoria».

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