QUELLA VOLTA CHE LA MARMOLADA RESPINSE ALESSANDRO COVI...

GIRO D'ITALIA | 29/05/2022 | 08:10
di Alessandro Brambilla

Alessandro Covi ha ottenuto un successo di tappa storico. Quella della Marmolada è sicuramente la tappa più bella di questa edizione del Giro d’Italia , e se ne parlerà a lungo. Sugli scudi c’è la Uae-Emirates per la quale il corridore di Taino gareggia. Ma anche alla Cadrezzate, GB Junior Team, Impresa Fratelli Giorgi e Colpack - ovvero le società in cui Alessandro ha gareggiato nelle categorie giovanili - sicuramente hnno festeggiato in grande stile.


Anche perché Alessandro Covi con la Marmolada aveva un conto in sospeso. Il corridore nato a Borgomanero (Novara) nel ’98, per due anni consecutivi è stato il migliore degli italiani in classifica generale al Giro d’Italia Giovani Under 23. Nel 2018 da alfiere Colpack si è classificato settimo. L’estroso varesino nato in Piemonte anche nel 2019 era alla Colpack e chiaramente voleva fare bella figura al Giro d’Italia baby. Sulla sua strada ha però trovato dei colombiani agguerritissimi.


Dopo la penultima tappa del Giro, con arrivo a Falcade, il colombiano Andrès Camilo Ardila era in maglia rosa con “Ale” Covi in seconda posizione. L’ultima tappa del Giro baby 2019 fu brevissima, da Agordo alla Marmolada. L’ultimo atto venne dominato dai colombiani. “Covi – racconta Antonio Bevilacqua, direttore sportivo e manager della Colpack – fino a due chilometri dalla conclusione era ancora secondo in classifica”. Ma gli furono fatali le accelerate di Einer Rubio, altro colombiano, che andò a vincere la tappa davanti alla maglia rosa Ardila. Contemporaneamente Covi crollò e il primo italiano a varcare l’arrivo nell’ultima tappa fu l’orobico Colleoni, quinto.

Alessandro Covi concluse quel Giro al quarto posto in classifica, respinto dalla Marmolada che ieri lo ha incoronato re. Ecco la classifica generale: primo Andrès Camilo Ardila, secondo Einer Rubio e terzo Juan Diego Alba. Un podio interamente colombiano con Covi migliore dei numerosi corridori dell’Europa.

Nel 2019 la Marmolada gli ha tolto una gioia grande, quella di finire la massima corsa a tappe italiana (forse mondiale) sul podio, ma al Giro d’Italia professionisti 2022 il gigante Passo Fedaia-Marmolada gli ha restituito le gioie con gli interessi. Al Passo Fedaia il ciclismo italiano ha rialzato la testa. Ha vinto Covi, e con lui la grande tradizione ciclistica.

Alessandro è figlio di Marilisa Giucolsi che ha gareggiato in bici sfidando Imelda Chiappa, Roberta Bonanomi, Alessandra Cappellotto. Marilisa non era brava come le atlete citate, tuttavia ora ha la soddisfazione di vincere come mamma la tappa più bella del Giro. Da notare che ha corso tra i professionisti anche Roberto Giucolsi, classe ’68, zio di Alessandro. Il fratello di Marilisa Giucolsi è stato Campione d’Italia dei dilettanti nel 1991: vinse il titolo a Galzignano Terme. E dall’agosto 1992 a dicembre ’94 Roberto Giucolsi ha gareggiato tra i professionisti nella squadra di Bruno Reverber vincendo  tra l’altro il Giro d’Austria a tappe.

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COMMENTI
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29 maggio 2022 13:39 Rallenta
Curioso come dei 3 colombiani sul podio di quel giro U23 del 2019, si siano perse le tracce.
Nessun piazzamento degno di nota per nessuno dei 3 in questi primi anni da professionisti.
Bravo Covi che cresce costantemente ogni anno, con la perla di ieri.
Speriamo di rivedere anche i colombiani, perché in quel giro dimostrarono qualità non comuni.

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