L'ORA DEL PASTO. LA LEZIONE DI ERCOLE E MATTEO

PROFESSIONISTI | 15/04/2022 | 08:08
di Marco Pastonesi

Ercole, il vecchio, e Matteo, il giovane. Ercole, il grande, e Matteo, il piccolo. Ercole, l’elettrotreno, il diretto, il direttissimo, l’espresso, e Matteo, il rapido. Ercole, seduto, e Matteo, inginocchiato.


Sabato 10 novembre 2018. Forlì. Ciclismo a racconti, a ricordi, a pelle, quando Ercole Baldini e Matteo Malucelli si incontrarono, si conobbero, si parlarono. Ercole (Gino Garoia, anima della Scat di Forlì, si era prodigato) aveva chiamato a raccolta il suo mondo rotondo: arrivarono Aldo e Francesco Moser da Trento, Franco Balmamion e Italo Zilioli da Torino, Vittorio Adorni da Parma e Arnaldo Pambianco da Bertinoro, Marino Vigna da Milano e Livio Trapè da Montefiascone, Pierino Primavera da Cattolica e Pietro Campagnari da Verona, Gianni Motta da Cassano e Davide Cassani da dovunque, solo per dire dodici di quelli che riempirono un salone e centinaia di cuori con parole in bianco e nero. C’era anche Renato Di Rocco, allora presidente della Federciclo. Gli stati maggiori della bicicletta da corsa.


Alle 18.26 (ore e minuti sono blindati nelle cifre dello scatto fotografico sul mio telefonino) sorpresi Ercole Baldini seduto e Matteo Malucelli inginocchiato ai suoi piedi, e forse inginocchiato anche alla sua grandezza e alla sua generosità. Due ore più tardi, alla fine di una serata memorabile per la passione verso il ciclismo e per la gratitudine verso di lui, domandai a Ercole che cosa gli avesse chiesto Matteo. Mi stupì spiegandomi che era stato lui a chiedere a Matteo quando avesse cominciato ad andare in bici e poi a correre, come si allenasse e con chi, e che cosa avrebbe fatto l’anno dopo in un mondo che ai giovani sembra dare poche opportunità e nessuna garanzia.

Quel ribaltamento di ruoli fu una lezione. Il ciclismo unisce generazioni, collega storie, ricama legami. Mi sembrò che quel dialogo fra Baldini e Malucelli fosse una staffetta umana tra due secoli, anzi, tra due millenni così distanti eppure, almeno sui pedali, così simili.

Nell’avventura, nella fatica, nelle emozioni. Nei valori. Quel sabato di tre anni e mezzo fa, il patriarca Baldini aveva convocato la sua grande famiglia allargata. E Malucelli era un suo pronipote.

Mi è venuta in mente quella fotografia quando ne ho vista un’altra, tre giorni fa: Malucelli in maglia azzurra, le braccia al cielo, primo nella prima tappa del Giro di Sicilia. Vittoria in volata. E sono certo che Ercole l’elettrotreno, il diretto, il direttissimo, l’espresso, avrà sorriso per Matteo il rapido.

 

Copyright © TBW
COMMENTI
La sostanza del ciclismo
15 aprile 2022 12:53 piuomeno
L'articolo è carino, ma noi appassionati su cosa dovremo contare? Qual'è la sostanza? La vittoria di Fortunato sullo Zoncolan, quella di Malucelli in Sicilia hanno fatto scalpore nel nostro piccolo mondo quasi forse a voler far intendere di aver scoperto finalmente chi contrasterà i vari giovani talenti che imperversano sulle strade transennate. Personalmente sono molto scettico e non penso che vedremo presto eredi di Nibali e Pozzovivo.
Maurizio

Forza ragazzi
15 aprile 2022 14:36 VERGOGNA
W chiunque si attacca un numero alla schiena, sputa l'anima sulla bici, rischia la vita e lo fa con passione e sacrificio alla faccia dei politicanti dell'UCI che gli negano senza motivo il loro diritto a correre, avere un lavoro ed essere pagati. E alla faccia di chi sa solo criticare dal divano. Una tappa al Giro di Sicilia forse non vale neanche un quinto di tappa al Tour, ma nessuno vi da il permesso di sminuire chi ci mette l'anima. Ad esempio ho visto con molto piacere i piazzamenti di Venchiarutti, non sarà Coppi, ma tornare indietro e rimettersi in gioco con tanto impegno è sinonimo di umiltà e spirito di sacrificio. E pazienza se non vincerà mai una Liegi o neanche una tappa al Giro.

W tutti
15 aprile 2022 19:59 piuomeno
Caro sig. Vergogna, il W tutti, di nobile spirito decouberteniano non sempre funziona. Capisco che anche Vecchiaruti merita rispetto, avrà pure lui qualche parente ed amico al seguito ma non credo possa appassionare le folle come lo sport professionistico richiede. Altrimenti si passa a guardare il curling (dove abbiamo veri talenti)
Maurizio

Questa
15 aprile 2022 22:54 Bicio2702
è la dura legge dello sport professionistico.
Se vai forte e vinci gare WT sei in prima pagina e ben pagato.
Se vinci le corse del pagliaio, sei un corridorino con una paghetta.
Era così, è così e sarà così

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Illustrissimo direttore Stagi,   pubblicizzare il mio sport non spetta a me, mi richiedono semplicemente di commentarlo. Il criterio con cui sono stato scelto per svolgere tale mansione è da ricondurre all’esperienza accumulata in 18 stagioni di professionismo e, ad...


VISMA LEASE A BIKE. 7. Sono partiti a razzo, poi hanno cominciato a battere un po’ in testa e ad essere battuti. Il danese è tipo tosto, tutt’altro che arrendevole. La corsa sembra già finita, ma non è ancora incominciata....


Sonny Colbrelli ha deciso di usare le maniere forti. Sabato pomeriggio il negozio di biciclette di Salo del quale è socio, il CyclingGarda,  è stato vittima di un furto e l'incasso è sparito.  «Questo ragazzo, giovane sulla trentina con accento nordafricano...


Il 2025 non è stato un anno semplice per Jonas Vingegaard: il danese ha rivelato di essere stato sul punto di chiudere la sua esperienza con la Visma Lease a Bike e addirittura di mettere fine alla sua carriera agonistica....


Tappa e maglia in Francia nel Tour juniores “Ain Bugey Valromey” per lo scatenato atleta spagnolo Aitor Martinez del Team Vangi Tommasini Il Pirata. Nel finale della terza tappa Martinez è stato autore di una finale strepitoso in compagnia del...


Si sono conclusi a Cottbus i Campionati Europei Pista Juniores e Under 23 con un bottino, per la spedizione azzurra, di 27 medaglie di cui 14 ori (dieci trevigiani), sette argenti (tre trevigiani), sei bronzi (uno trevigiani) e il primo...


Che faccia caldo al Tour de France, ormai, non è più un segreto. Praticamente fin dal via della Grande Boucle in Catalogna, infatti, sono state prese delle contromisure eccezionali per permettere a squadre e corridori di affrontare con più...


Abbinare aerodinamica avanzata e comfort a un prezzo vantaggioso non è certo una cosa semplice, ma sembra una mossa facile per Van Rysel, marchio della galassia Decathlon che si sta confermando giovane e vincente nel ciclismo di oggi. Con la linea RCR abbiamo un cycling...


Il Tour corre velocissimo, ma politicamente sta cambiando ancora più in fretta. L’ottava tappa, 180, 4 chilometri da Périgueux a Bergerac, è stata coperta da Tim Merlier in 3 ore 52’50”, alla media di 46, 49 km/h. È stata la...


Un po' il colore delle pagine di giornale, evocativo il giusto, molto la dovizia di particolari che solo quelli de Il Sole 24 Ore sanno mettere in campo. Non è sterile esercizio di voyueirismo contabile quello proposto domenica dal quotidiano...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra