IL GIORNO DELLA SCORTA, QUEL CHE SI È DETTO E… VOLUTO DIRE - 1

EVENTI | 06/01/2022 | 07:33
di tuttobiciciweb

La 29ª edizione del “Giorno della Scorta”, andata in scena a Ravenna domenica 19 dicembre, è possibile venga catalogata come quella a più alto contenuto sia per la qualità delle analisi e proposte fatte, sia per la concretezza ed il contributo di quanti sono intervenuti, agevolati nell’avere ricevuto in anticipo la relazione presentata dal Presidente del Gs Progetti Scorta Silvano Antonelli.


Se in altre occasioni, gli ospiti sono rimasti affascinati dalle parole di personaggi carismatici come Martini, Ballerini e Gimondi, tanto per citarne alcuni, questa volta, per dirla con le parole del Presidente federale Dagnoni, «è certamente valsa la pena di prenderci una domenica per riflettere sulle cose fatte…», riunendo insieme ad organizzatori, direttori di corsa e gruppi di moto staffette, i rappresentanti delle istituzioni più direttamente interessate quali: Prefettura, Questura, Forze di polizia.


Tutti chiamati a misurarsi sul tema di quanta sicurezza possa ricavarsi da un corretto rapporto tra organizzatori ed istituzioni, ovvero, di quanta se ne possa ricavare utilizzando al meglio ciò che già esiste, facendo leva su competenza, professionalità e responsabilità.

Vista la qualità degli interventi e l'interesse suscitato dagli stessi, abbiamo pensato di dividerli in tre puntate cominciando da quello del presidente del Gs Progetti Scorta Silvano Antonelli seguito da quelli delle realtà istituzionali.

Silvano Antonelli (Presidente Gs Progetti Scorta): «Il rapporto tra ciclismo ed istituzioni per ricavarne la maggiore sicurezza possibile deve far parte di una strategia generale della FCI. Sono troppi i presidenti provinciali che non conoscono i loro rispettivi Prefetti e Duestori, né si sono loro proposti per la risoluzione delle problematiche locali. Dopo le Prefetture, occorre aprire un dialogo ed un confronto con le Questure, veri bracci operativi per la designazione ed il coordinamento delle Forze di Polizia a presidio delle gare ciclistiche. Più formazione a tutti i livelli, anche nelle istituzioni che spesso non conoscono appieno lo specifico delle gare ciclistiche pur dovendo emettere autorizzazioni ed ordinanze, dove queste ultime è bene vengano drasticamente ridotte modificando il Codice della Strada. Il ciclismo ha bisogno di un volontariato competente e professionale, per sostenere il ciclismo di base, e nel contempo, in ogni territorio,  offrire la credibilità necessaria per ottenere dalle istituzioni il massimo supporto possibile.

Igor Gallonetto (Assessore del Comune di Ravenna): «Sono felice di portare il saluto del Sindaco e della Giunta a questa giornata voluta per riflettere e proporre. Anche in questo ultimo periodo reso difficile dalla pandemia, le scorte tecniche hanno svolto un ottimo servizio, confermando di essere un’anima essenziale del ciclismo. Un servizio, che viene svolto, è bene ricordarlo, in modo volontario.  Dobbiamo quindi essere riconoscenti per quello che insieme state facendo per la sicurezza di uno sport importante come il ciclismo. Grazie anche a nome del Sindaco e della Giunta».

Caterina Luperto (Comandante Sezione Polizia Stradale di Ravenna): «Pianificazione, individuazione dei ruoli e delle responsabilità, all’interno di un coordinamento interistituzionale, sono gl’ingredienti essenziali di un sicuro svolgersi di una competizione ciclistica. I protocolli e le linee guida che qui a Ravenna hanno trovato luogo, dimostrano come si possa e si debba superare ogni forma atomizzata di procedere. Il saper comunicare, la semplificazione ed il  corretto coordinamento operativo, sono alla base di un perfetto lavoro di squadra seppur nel rispetto delle differenti facoltà e responsabilità di ciascuna parte».

Pierluca Castelli (In rappresentanza del Prefetto di Ravenna): «Il rapporto tra organizzatori ed istituzioni è fondamentale non solo per la sicurezza e l’ordine pubblico che deve caratterizzare la gara ciclistica, ma perché l’evento sia occasione di collante e di aggregazione sociale e non di disagio per i cittadini, rafforzando un sano spirito di comunità e civismo, superando le divisioni, specie in un momento storico quale stiamo vivendo per colpa della pandemia. Il protocollo e le linee guida sottoscritte a Ravenna e volute dalla Prefettura vanno in questo senso, ottemperando quelle che sono le attese degli organizzatori con le esigenze dei cittadini e della circolazione stradale, attraverso soluzioni di maggiore semplificazione ed anche chiarimento interpretativo di norme nazionali. Grazie alla partecipazione di tutti gli Enti e Federazioni interessate si è costruito un virtuoso ciclo di cooperazione che la Prefettura di Ravenna vuole rimarcare affermando la volontà di volerla ulteriormente rafforzare ogni qualvolta sarà possibile. Un grazie per la meritoria attività svolta durante la stagione dai volontari, Forze di Polizia e Gs Progetti Scorta». 

Antonio Demurtas (In rappresentanza del Questore di Ravenna): «L’esperienza e la competenza degli organizzatori sono indispensabili per calibrare e razionalizzare l’impiego delle Forze di Polizia di cui, come dirigente di Commissariato, ne ho avuto particolare riscontro in occasione dei Campionati Mondiali di Imola e dei recenti Campionati Italiani Professionisti di Faenza. Su questa strada è bene proseguire e posso garantire l’impegno e la disponibilità del Signor Questore di Ravenna affinché ciò avvenga sempre più. 

Andrea Giacomini (Comandante Polizia Locale Ravenna): «Cresce tra i cittadini la disaffezione verso le manifestazioni sportive per i disagi che queste provocano sulla quotidianità. È un pericolo grave, anche per il ciclismo, che spetta ai politici e agli amministratori locali combattere dimostrando quanto le attività sportive siano un bene per l’intera comunità. Le Province hanno un ruolo chiave nelle autorizzazioni che, come il protocollo Ravenna dimostra, occorre coinvolgere in azioni di semplificazione e di efficaci intese con le parti interessate. Il progressivo trasferimento di competenze verso gli Enti Locali sta provocando livelli di saturazione sia nell’uso della Polizia Locale che nel ricorso alla sussidiarietà orizzontale, i cui volontari, ad esempio gli ASA e le scorte tecniche, sempre più vicini a veri e propri compiti di agenti regolatori del traffico, necessitano di azioni pubbliche sia per accrescerne il numero sia per progettarne l’uso per tutte le manifestazioni su strada, consentendo il più efficace ed equilibrato intervento delle forze messe in campo per assicurare un adeguato  equilibrio tra safety e security. Serve inoltre una adeguata attività formativa per le stesse Polizie Locali, circa il 50% delle Forze utilizzate sulle gare ciclistiche, il cui impiego massiccio ad articolato necessita di una adeguata conoscenza delle modalità di svolgimento e del Disciplinare tecnico. 

1 - continua

L'intero racconto della giornata è disponibile sulla pagina Facebook del Gs Progetti Scorta

 

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