ALESSIO MARTINELLI E LA BARDIANI-CSF-FAIZANÈ: «COL PROGETTO GIOVANI CONTINUERÒ A LOTTARE PER LA VITTORIA»

INTERVISTA | 28/12/2021 | 08:20
di Carlo Malvestio

“Tutti vogliono avere successo, fino a quando si rendono conto dei sacrifici che ci vogliono” è lo stato whatsapp di Alessio Martinelli. Il 20enne di Valdidentro si può dire che non abbia avuto ancora successo, almeno dal punto di vista sportivo, ma è sicuramente sulla buona strada, visto che quest’anno passerà professionista con la Bardiani-CSF-Faizanè. Di lui si parla un gran bene già da diversi anni e non è un caso che i Reverberi lo avessero bloccato già nel 2019, nel suo ultimo anno da junior, quando aveva chiuso secondo il Giro della Lunigiana e il Mondiale di Harrogate, alle spalle dell’astro nascente Quinn Simmons.


«Sono salito su una bicicletta per la prima volta quando avevo 3 anni - spiega Martinelli a tuttobiciweb -. Mio papà correva, mio fratello correva e di conseguenza ho cominciato anch'io con la MTB. Poi da allievo sono passato su strada, perché sognavo di andare al Giro d'Italia, essere ripreso dalla televisione e magari vincere una tappa vicino a casa mia, ma la MTB continuo ad usarla un paio di volte al mese, anche perché nell'Alta Valtellina in cui vivo, è veramente impossibile non andarci con tutti quei bei percorsi. Tra gli junior sono andato forte, il ricordo più bello è ovviamente la medaglia d’argento di Harrogate; spero quest’anno di avere l’opportunità di incontrare Simmons, vorrei prendermi la rivincita».


I due anni da U23 li ha trascorsi con la Colpack Ballan, anche se il 2020, tra il covid e una brutta caduta nel mese di giugno, è volato via con giusto un paio di giorni di corsa. Il 2021, quindi, è stato il suo primo e unico anno nella categoria: «La mia è stata una stagione con alti e bassi e, sinceramente, mi aspettavo qualcosa di più da me stesso - continua Martinelli -. Prima la caduta al Trofeo Piva, quando ero in lotta per il secondo posto, e poi un'altra al Giro U23 hanno reso la parte centrale della stagione un po' anonima. Però ho imparato tanto, anche perché in squadra avevo corridori fortissimi come Ayuso e Baroncini, per cui non era facile ritagliarsi gli spazi, ma siamo sempre partiti per vincere, qualunque gara fosse. Negli ultimi tre mesi, però, sono andato forte, con tanti piazzamenti nei 5 o nei 10. Ho avuto anche la fortuna di misurarmi coi professionisti; al Giro di Sicilia stavo bene e ho lottato coi migliori, chiudendo in Top 10 la tappa con arrivo in salita a Caronia. Che spettacolo battere Nibali in quell'occasione, è stato probabilmente il momento migliore dell'anno».

Martinelli sogna di essere competitivo nei Grandi Giri, si ispira a Chris Froome anche se reputa di aver caratteristiche diverse: «Sono molto esplosivo, adatto a strappi brevi e pendenti. Però mi difendo bene anche sulle salite più lunghe e sto prendendo dimestichezza con la bici da cronometro. Almeno una volta a settimana esco con quella, perché so che se voglio avere un futuro nelle corse a tappe devo quantomeno sapermi difendere». La Bardiani-CSF-Faizanè lo supporterà in questo percorso; l’ambiente lo conosce bene perché in questi due anni ha fatto già diversi ritiri con loro in vista del passaggio tra i professionisti e, in più, da quest’anno è attivo il progetto giovani di cui lui fa parte.

Tra aprile e giugno, infatti, sarà impegnato perlopiù in gare riservate alla categoria U23, compreso il Giro d’Italia: «Il progetto giovani è un bel vantaggio, per noi corridori e per la squadra – continua il classe 2001 -. Avremo più tempo per crescere, maggiori possibilità di gareggiare e in alcune corse, magari, provare a raccogliere qualche risultato personale. In questa maniera mantieni attiva la mentalità da vincente, che coltivi da U23 ma, magari, tra i professionisti devi accantonare quando ti ritrovi a lottare con Pogacar e compagnia. Continuando a correre anche in una categoria più bassa, invece, tieni viva l'adrenalina di lottare per un risultato di prestigio. Sebbene abbia 20 anni, in squadra non sarò neanche il più giovane, perché ci sono un paio di ragazzi di 18 anni, ma questo è il ciclismo d'oggi. Io fino a quando non sono passato U23 vedevo il ciclismo semplicemente come uno svago, non mi sono mai esaurito in allenamenti o atteggiamenti da professionista. Credo che ognuno abbia il suo percorso da seguire, se dovessi arrivare alla piena maturazione fisica a 27 anni sarei ben contento».

A poche settimane dall’inizio della sua avventura tra i professionisti, le speranze di Martinelli sono quindi molteplici: «Nel 2022 dovrò sicuramente fare esperienza, ma non nascondo che vorrei essere anche protagonista in qualche gara, soprattutto del calendario U23. Fare bene al Giro Giovani sarebbe una bella soddisfazione, perché lì hanno vinto atleti dal valore indiscutibile, come Sivakov, Pidcock e Ayuso solo per citarne alcuni. E poi mi auguro che questo progetto giovani della Bardiani-CSF-Faizanè possa dimostrare fin da subito la bontà delle sue intenzioni».

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Non ci sarà il primo tanto atteso testa a testa stagionale all’AlUla Tour tra Tim Merlier e Jonathan Milan. Come infatti ha comunicato lui stesso durante il media day della sua squadra, il velocista belga della Soudal Quick-Step dovrà...


Ivano Fanini, Presidente del Team Amore e Vita, esprime il proprio profondo e sincero dolore per la scomparsa di Piero Bini, venuto a mancare all’età di 78 anni. Piero Bini è stato una figura di assoluto rilievo nel mondo del ciclismo....


Nata come prova di riferimento per la specialità della 100 km a cronometro squadre, la Coppa delle Nazioni rappresentò per quasi un decennio uno dei banchi di prova più selettivi per i migliori quartetti italiani e internazionali. La gara, organizzata...


Jonas Vingegaard ha studiato il Giro d’Italia e sa già tutto del percorso. Il Blockhaus, la cronometro di 40 km da Viareggio a Massa, la tappa chiave di Alleghe con Giau e Falzarego, la doppia scalata a Piancavallo alla vigilia...


Per il 2025 Lotte Kopecky aveva un obiettivo gigantesco: vincere il tour de France e avrebbe fatto di tutto per riuscirci. La fuoriclasse belga, all’ora campionessa del mondo, l’aveva annunciato senza giri di parole dimostrandosi ferma e decisa di fronte...


Scatta oggi da San Cristobal, in Venezuela, la Vuelta al Tachira, numero 61. E' la prima corsa a tappe del calendario internazionale UCI 2026. S svolgerà in dieci tappe, conclusione sempre a San Cristobal il 18 gennaio per un totale...


Si chiude ad appena 27 anni l’avventura nel mondo del ciclismo di Michel Ries. Rimasto senza squadra dopo la chiusura dell’Arkea-B&B Hotels (formazione in cui aveva militato nelle ultime quattro stagioni), il lussemburghese classe ’98 ha deciso di appendere...


A Meda torna protagonista il Trofeo CADUTI MEDESI grazie a una mostra che sarà inaugurata domenica 11 gennaio presso la Sala Civica Radio Meda. L’esposizione (visitabile nei giorni 11-17-18), organizzata dalla Pro Loco ProMeda e dal GS Medese Medamobili, ripercorre...


"Nelle scorse settimane, diversi pareri medici hanno stabilito che per me non è più consigliabile andare in bicicletta. Né a livello competitivo, né per puro diletto. Dopo aver condiviso con voi tanti bei momenti, mi trovo a comunicarvi una brutta...


Nils Eekhoff passerà i prossimi mesi lontano dalle gare e alle prese con la riabilitazione. Il 27enne dei Paesi Bassi, passato professionista nel 2020 con il Team Sunweb diventato poi il Team Picnic PostNL con cui è attualmente sotto contratto,...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024