CASSANI ANCORA CT? NON E' UN'ERESIA, E' UN RAGIONAMENTO

LETTERA APERTA | 09/09/2021 | 08:06
di Fiorenzo Alessi

Caro Direttore,
anzi, mi si permetterà, Caro dott. Pier Augusto Stagi,


è indubitabile che viviamo in un mondo in cui si tende a tenere i piedi in più staffe. Non sono solo le stagioni a non esserci più, ma neppure quelle che una volta erano le "bandiere", o gli ideali, per i quali valeva proprio la pena di esporsi. Non sia mai che determinarsi in una certa maniera possa ritorcersi contro la comodità di un vivere tutto sommato tranquilli, anche se la vita diventa poi, alla fin fine, di un entusiasmo cimiteriale.


Sapendo di fare peccato, forse perché ormai ho più passato alle spalle che futuro davanti, continuo a credere che un uomo (o una donna, è chiaro) non sia tale se non si schiera e se, pur essendo certamente un brutto vizio, non dice ciò che pensa. Ovviamente dopo essersi sforzato di far funzionare il cervello, poco o tanto che sia, e in forme sempre rispettose dell'altrui opinione. A completamento di questo travaglio, non può prescindersi dal fatto che, coerentemente, si faccia poi anche ciò che si è detto.

Per non farla troppo lunga, condivido e sottoscrivo quanto Tu, caro Direttore, hai argomentato circa l'opportunità, mica l'assoluta o cogente necessità, di... CAMBIARE il C.T., a tutt'oggi 9 settembre dell'anno del Signore 2021 impersonato e incarnato dal romagnolo purosangue Davide Cassani e, ancor'oggi, stesso giorno e anno di cui sopra, C.T. anche vincente. Un Campionato Europeo non è una garetta da sagra di paese, e merita il plauso sincero chi si aggiudica il primo posto. Comunque sia, chi vince ha sempre ragione.

A tale proposito, credo valga la pena di ricordare ai tanti critici... "a prescindere" che, in una Disciplina agonistica difficile e faticosa com'è ancora quella del Ciclismo, non è il C.T. a metterci le gambe, la testa e il cuore, per prevalere sugli avversari. Fino a prova contraria è l'Atleta, con i mezzi e le capacità che il Padreterno gli ha posto a disposizione, affinati da un quotidiano lavoro di preparazione e di miglioramento della prestazione, a doversela vedere... con la strada, o la pista, o qualsivoglia terreno la specialità ciclistica preveda .

Spettano al C.T. Nazionale scelte di natura tecnica, o strategica che dir si voglia, e financo condotte dal sentore psicologico, perché nelle competizioni in cui si rappresenta l'ITALIA il Paese sia agonisticamente rappresentato nel modo migliore. Il risultato, la vittoria soprattutto, sono poi il frutto di tutta una serie di circostanze, situazioni e accadimenti che solo chi non sa cosa sia il Ciclismo può non conoscere, o almeno immaginare. Il resto, tutto il resto, sono parole al vento.

Per non farmi mancare nulla, ricordo infine a chi volesse intendere (senza presunzione alcuna di essere nel giusto o del tutto persuasivo, ci mancherebbe!) che non esiste più da tempo il delitto di lesa maestà. Chi ha funzioni Istituzionali, anche nel governare una Federazione Sportiva, reputo che debba avere come fine ultimo una condivisa e aperta volontà di operare al meglio per l'Istituzione che ha l'onore, ma soprattutto l'onere, di rappresentare funzionalmente. Recependo, valutando e vagliando tutte le opinioni o le possibile soluzioni che vengano razionalmente prospettate, facendone comunque un tesoro "partecipativo". E' bellissimo, per di più nel Ciclismo, l' "uomo solo al comando": s'impone però di valutarne l'efficacia e anche la durata operative. A mio sommesso, ma risoluto avviso, non vanno aprioristicamente disperse, o colpevolmente trascurate, tutte quelle risorse e capitali umani che soprattutto chi ha sperimentato egregiamente e vittoriosamente la Disciplina Ciclistica è ancora in grado di offrire. Anche con la Passione per il Ciclismo, che non deve mancare o spegnersi mai.

E' innegabile che il nostro C.T... in scadenza sia animato da una passione viscerale per il lavoro che svolge, e più in generale per il Ciclismo tutto. Dunque, affermare che debba adeguatamente riflettersi sull'opportunità di una proroga della permanenza di Davide CASSANI nel ruolo di C.T. della Nazionale di Ciclismo Professionistico non è blasfemia, o alto tradimento. E' solo, e semplicemente, ragionare di Ciclismo.

Cordialmente

Fiorenzo Alessi

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COMMENTI
riassunto
9 settembre 2021 10:01 carloprimavera
Riassunto di queste migliaia di caratteri ricamati, ampollosi e ridondanti: sono d'accordo con il Direttore, cordialità.

Bella sviolinata
9 settembre 2021 11:20 FrancoPersico
Ragionare di ciclismo come facciamo tutti (credo senza necessità di comunicati).

Averne di Cassani
9 settembre 2021 13:43 Emilio
Non mi stancherò mai di ripeterlo: Cassani è di un altro pianeta che spazia dalla comunicazione alla capacità manageriale passando per doti di ottimo ciclista. Averne di persone come lui in qualsiasi azienda. Ma si sa l'invidia è il peggiore dei mali soprattutto negli incapaci.

Cassani
9 settembre 2021 15:31 noodles
concordo in pieno con Emilio. Cassani è una risorsa di tutto il nostro ciclismo. Competente, appassionato, intelligente, ottimo comunicatore. Perdere le sue capacità sarebbe delittuoso. Può anche cambiare ruolo, ma spero sempre dentro un progetto che coinvolga i nostri giovani e il futuro del nostro movimento (anche come team manager di una futuribile squadra pro tour, perchè no...)

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