CANEVA PRONTA AD ACCOGLIERE IL GIRO COME NEL 1967...

GIRO D'ITALIA | 21/05/2021 | 08:15

Il Giro si prepara ad entrare in Friuli Venezia Giulia da Caneva, come nel 1967. Era il 7 giugno, tappa 18, da Vicenza-Udine: Vincenzo Torriani autorizza una deviazione del percorso per mantenere fede alla parola data all’amico Toni Pessot.


Pessot è titolare della celebre taverna di Stevenà dove ospita ciclisti e “suiveurs”, luogo magico dove espone i cimeli dei grandi campioni dello sport raccolti con passione. Il Patron omaggia l’amico e una terra che vanta migliaia di appassionati che in una giornata di festa godono del grande spettacolo del Giro d’Italia sotto la porta di casa.


A Caneva, tra i filari di Glera e le piante di FigoMoro, si respira aria di ciclismo. Qui nacque Duilio Chiaradia, pioniere dei cineoperatori RAI. Sua l’invenzione delle riprese con le telecamere mobili in motocicletta e all’inconfondibile posizione rovesciata, la schiena verso il pilota per guardare in faccia i corridori.

Toni e Duilio, negli anni del boom la loro passione contagiò un’altra coppia: Gianni Biz e Tino Chiaradia che diedero vita al Gruppo Sportivo Caneva. Dal 1963 oltre 3300 vittorie, 9 titoli iridati, un campionato europeo, una medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo, 9 titoli italiani a squadre, 3 Coppe Italia, 3 Giri d’Italia U23, 94 maglie tricolori…    

Con la maglia giallonera, i colori sociali immutati da allora, hanno corso il CT Marco Villa e Giovanni Lombardi, oggi procuratore di Peter Sagan e Remco Evenepoel, Roberto Amadio, Domenico Pozzovivo e pure Alessandro De Marchi, 2003-2004 categoria juniores: centinaia di km in fuga, poche vittorie.

Quest'anno il Giro transita per Caneva, anche in omaggio a questo storico team e salirà lo strappo del Castello, simbolo per le categorie giovanili di fatica, sudore e gloria. Sulle rampe delle colline calcaree a tifare per i girini ci saranno anche le Api Giallonere, i giovanissimi che portano avanti una tradizione che è nel DNA di questo territorio.

TAPPA 16: SACILE – CORTINA D’AMPEZZO

 Tra gli eventi collaterali che impreziosiscono la partenza da Sacile di particolare interesse la mostra Sogni dal Cassetto. Per celebrare l’anniversario dei 90 anni della Maglia Rosa, sono qui esposte venti maglie provenienti dal Museo “Toni Pessot” di Caneva. La mostra abbraccia un periodo che va dal 1946 al 1993 con importanti cimeli del dopoguerra.

Bartali era compare di Pessot (ma tifoso di Coppi, ndr) al quale regalò la maglia rosa più importante, quella del terzo dei suoi trionfi, nel 1946. Il Giro della ricostruzione, l’Italia delle macerie, i corridori che sfilano sui ponti di barche dell’Esercito per passare i fiumi, la folla che gli accoglie come veri eroi. Primo Bartali, secondo Coppi. Tra le rosa spicca la Maglia Nera di “Nane” Pinarello, anche lei simbolica, iconica, elegante. Giro numero trentaquattro, 1951. Maglie uniche, ognuna di esse porta con sé una storia fatta di fatica e sudore, sogni e gloria… e la passione di Toni.

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