TOM DUMOULIN: UN UOMO, NON UN ROBOT

APPROFONDIMENTI | 24/01/2021 | 18:22
di Pier Augusto Stagi

Li vogliamo belli, forti e invincibili. Li vogliamo supereroi capaci di fare quello che sogniamo di fare, come se fossimo in un immenso videogame. È il bello dello sport: una continua e costante ricerca della performance e del miglioramento dei nostri limiti, ma poi arriva il momento in cui le forze vengono meno e c’è bisogno di fare una sosta. È accaduto a Tom Dumoulin, vincitore di un Giro d’Italia nel 2017, secondo al Tour de France e al Giro nel 2018, campione del mondo della crono nel 2017 e argento olimpico a Rio nel 2016.


Il 30enne campione olandese ha annunciato l’altra sera che si prenderà una pausa di riflessione "a tempo indeterminato”. «Mi sento come se mi fossi liberato di una zavorra di cento chili dalle spalle – ha detto -. Cosa voglio fare della mia vita? È la domanda alla quale devo dare una risposta».


Quella che può sembrare oggi una resa è probabilmente l’atto di forza più grande di un atleta di prima grandezza. La presa di coscienza di un uomo, che non si sente un robot.

 

 

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COMMENTI
Non me ne voglia il Dott. Stagi,
25 gennaio 2021 09:55 Fra74
ma oggi sarò particolarmente pungente con il Suo ruolo di giornalista e la testata giornalistica che rappresenta. Da appassionato e curioso, non mi sarei aspettatto una Sua presa di posizione (nè tantomeno da parte del Dott. Cristiano Gatti o del Sig. MARIO CIPOLLINI) sulla vicenda "ULISSI-VIVIANI / SANITA' PUBBLICA", ma almeno che avesse voluto analizzare o approfondire con, magari, una intervista al direttore sportivo dello stesso, Sig. ROBERTO DAMIANI oppure al medico della squadra del Sig. VIVIANI - ( oppure ai dirigenti del Sig. ULISSI),
Ma il "silenzio" è la peggior risposta che ci possa essere, così come il non analizzare certi fatti e dati obiettivi.
A rileggerLa, forse.
Cordialità.
Francesco Conti - Jesi (AN).

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