LE STORIE DEL FIGIO. MARIO NORIS, IL BERGAMASCO ECLETTICO. GALLERY

STORIA | 07/01/2021 | 08:00
di Giuseppe Figini

Mario Noris, bergamasco, nato nella frazione di Bondo Petello, nel comune di Albino, nella anche ciclisticamente prolifera Val Seriana, il 2 dicembre 1958, è stato un corridore di valido spessore, dapprima su strada e poi nella mountain bike.


Nelle categorie giovanili è stato tesserato per tre anni nel G.S. Rota della vicina Nembro, squadra che fu anche del “Falco” Paolo Savoldelli nei suoi anni giovanili e pure di molti altri, prima di concludere il suo percorso d’avvicinamento al professionismo indossando la maglia di una squadra milanese di buona tradizione, Il Ciclo Lombardo. Una società non di grandi dimensioni che era supportato, in quegli anni dall’industria cosmetica Framesi degli appassionati imprenditori Franchina, con la prima sede, proprio come il Ciclo Lombardo, nel rione milanese di Dergano, nella zona nord della metropoli meneghina. In quell’anno, era il 1977, vince il Circuito del Porto, a Cremona, un appuntamento di rilievo del calendario, a livello nazionale.


Già nelle categorie giovanili erano emerse le sue caratteristiche di corridore tenace che sapeva affrontare, in ugual misura, vari percorsi di differenti andamenti altimetrici. La volata però, la mancanza di sprint, non nelle sue corde atletiche, ha notevolmente limitato il suo palmarès che avrebbe potuto essere d’altro rilievo e spessore.

Passa professionista nel 1978 con la neonata squadra dell’Intercontinentale Assicurazioni, in ammiraglia c'era il milanese Franco Cribiori, “il biondino di Corsico”, reduce da precedenti esperienze alla guida di storiche squadre come la Dreher, la Brooklyn e altre ancora. A proposito di Cribiori è da rilevare che Noris, per tutto l’arco della sua carriera professionistica, durata sino al 1988 compreso, ha sempre avuto l’estroverso e diretto, sovente molto “diretto”, senza molte perifrasi o mediazioni nell’esposizione del suo pensiero, con la sua caratteristica pronuncia della “r”, quale direttore sportivo di riferimento.

Noris si prospetta alla ribalta vincendo, nell’anno dell’esordio, il Giro di Toscana. La vittoria la ritroverà poi nella 3^ tappa del Giro di Puglia del 1983, dove conquistò pure la prima piazza della classifica  generale finale.

L’anno successivo, 1979, i corridori del gruppo Cribiori indossano la maglia della Sapa Assicurazioni-Frontini, sponsorizzazione favorita, così come quella dell’anno precedente, da un esponente di prima fila del settore bancario. Era il gr. uff. Giosuè Ciapparelli, comasco originario di Binago, un vero innamorato del ciclismo, che ha iniziato e sempre favorito importanti sponsorizzazioni del settore per il mondo delle due ruote e dei corridori, in diverse forme ed espressioni, consigliando e aiutandone anche diversi per l’inserimento nel mondo del lavoro dopo la carriera pedalata,

Segue un altro “trasloco” per il biennio 1980-1981 nella formazione pratese della Magniflex-Olmo dei fratelli Franco e Giuliano Magni e, infine, dal 1982 al 1988 con la maglia a strisce della gloriosa Atala di Padova, affiancata da vari secondi nomi, soprattutto del settore ciclo.

Gli annuari e i vari, numerosi, episodi riferibili alla memoria di quel periodo di un ciclismo, di stampo assai tradizionale, non ancora “moderno”, propongono i ricordi di molti personaggi e fatti della storia delle due ruote collegabili pure a Mario Noris.

E il ruolo in squadra di Mario Noris nelle corse su strada è stato sempre incentrato sulla sua grande disponibilità a collaborare fattivamente, sempre, a tutta, per favorire i vari capitani – e ne ha trovati di specifico pregio e valenza – a cogliere gli obiettivi programmati. Ha corso dieci Giri d’Italia consecutivi, tutti portati a termine con onore. Non è probabilmente un record ma è comunque una sicura testimonianza della sua tenacia e affidabilità tutta orobica.

E da buon bergamasco, complice anche una “crisi – o crisetta – dell’undicesimo anno” con Atala, determinata al ringiovanimento dei ranghi, si guarda in giro, nel mondo del lavoro che, del resto aveva già frequentato anche in gioventù e s’interessa anche all’allora nascente fenomeno della mountain bike cui guardava già nei suoi ultimi anni di stradista, utilizzando le prime MTB in qualche gara del settore e anche per i suoi allenamenti per la strada. E per una favorevole e concomitante coincidenza di situazioni riassumibili nel fatto che proprio ad Albino, dove risiede, ha sede l’Acerbis Scott, fondata nel 1973 da Franco Acerbis, la distributrice del noto marchio di bici e relativi accessori Scott. E l’imprenditore vede subito in Mario Noris una risorsa di conoscenza ed esperienza delle biciclette, nei differenti versanti. Il corridore bergamasco, anche durante la carriera, si occupava in proprio della preparazione e manutenzione delle sue biciclette con passione e crescente abilità tecnica, “rubando” un po’ di mestiere ai vari meccanici titolari.

E il “matrimonio” Acerbis Scott/Noris si è subito celebrato, nonostante qualche proposta allettante di correre ancora su strada. E ha provato e vissuto l’appagante esperienza di correre per se stesso, dopo tanto pedalare per gli altri, com’è nello spirito del fuoristrada. E’ stato, ed è, un matrimonio felice, durato fino a due anni fa quando Noris ha raggiunto l’età della pensione ricoprendo la carica di responsabile alle vendite. Continua però a seguire, con competenza e passione, quale team manager, la forte squadra Scott del fuoristrada che, in pratica, è nata con lui.

Infatti, al momento dell’assunzione, patron Acerbis consentì a Noris di fruire d’adeguati spazi per gli allenamenti per permettergli di gareggiare - e vincere anche tre titoli italiani nel fuoristrada – misurandosi con colleghi provenienti come lui dalla strada, fra i precursori della nascente specialità in Italia, quale Paolo Rosola, poi Alessandro Paganessi, il modenese Claudio Vandelli e il toscano Fabrizio Vannucci, unitamente a diversi altri.

Nei suoi sette anni di biker ha partecipato ai primi mondiali di MTB di Durango, negli USA, nel 1990 vinto dal mito John Tomac, giungendo settimo dopo avere sperato nel podio forse perso per non avere dosato le forze adeguatamente mentre l’anno successivo, nel meeting iridato de Il Ciocco, in provincia di Lucca, ricorda d’essere stato l’unico, oltre al fenomenale Tomac, a superare senza scendere di sella la ripidissima erta della temuta Ciocca del Lupo.

Ricorda con piacere ma non rimpiange, né recrimina, il suo passato da agonista, in linea con il suo carattere schivo di bergamasco, abituato a “pedalare”, forte, a tutta, con assiduo impegno, accompagnato costantemente dall’etichetta di “alta fedeltà”, un suo precipuo valore nello sport, nel lavoro e nella vita.
Ora, nel tempo libero dall’impegno di team manager della squadra Scott, è a tempo pieno impegnato nonno dei cinque nipoti regalatigli da due dei suoi tre figli.

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Avete fame di ciclismo anche prima di andare a dormire? Allora non perdete l'appuntamento con le immagini della prima tappa del Giro Next Gen questa sera alle 22.45 (attenzione, l'ora di inizio potrebbe slittare anche fino alle 23): un'ora di...


Isaac del Toro ha scritto una pagina storica nel ciclismo messicano conquistando il Tour Auvergne Rhône Alpes, la corsa a tappe francese che ha visto il giovane dell’UAe Emirates XRG - trionfare nelle ultime due tappe. La sua straordinaria prestazione...


Ci era andato vicinissimo a Puegnago del Garda ieri, quando aveva conquistato un bel secondo posto: stavolta è arrivato il successo per Lorenzo Iaconeta che ha salutato il gruppo in discesa, ha riacciuffato i due fuggitivi che si erano avvantaggiati...


L’avant-première è servita. In cima al Plateau de Solaison - prossimo traguardo della Grande Boucle domenica 19 lugli o- il Tour Avergne Rhone Alpes ha assegnato a Del Toro la maglia gialla di vincitore dell’edizione 2026 dell’ex Delfinato, che qui,...


Soddisfazione in casa della Autozai Contri per la bella vittoria di Lorenzo Ceccarello a San Pietro in Gu nel Padovano. Il corridore di Nicola Vighini ha colto la sua prima affermazione nella 13sima edizione del Memorial GUido Carta 50 anni...


Una sola gara, Giro Next Gen a parte, per la categoria dilettanti in questa seconda domenica di giugno: la 9a edizione del Trofeo Cleto maule a Gambellara, in provincia di Vicenza. A cogliere il successp è stato Andrae Stefannelli del Team...


È tutta di Isaac Del Toro la scena nell’ottava e ultima tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026. Con un attacco ai 9 chilometri dal traguardo della Beaufort-Plateau de Solaison (Brison) il messicano dell’UAE Team Emirates-XRG è andato non solo a...


Una lunga fuga culminata con la vittoria e ben tre maglie di capoclassifica sulle spalle, Kasper Haugland può essere decisamente felice di come si è conclusa la sua prima giornata al Giro Next Gen 2026. L’atleta di nativo di Oslo...


Vittoria danese all'internazionale Trofeo G.Dorigo per juniores che si è svolto a Pieve di Soligo nel Trevigiano. Il forte passista della grenke-Auto Eder ha preceduto la coppia di italiana formata da Thomas Mariotto, della Autozai Contri, e Guido Viero della...


Applausi a scena aperta per il 21enne Kasper Haugland (Decathlon CMA CGM Development Team) che ha vinto la Reggio Calabria / Vibo Valentia, prima tappa del Giro Next Gen, resistendo alla veeemente reazione del gruppo e completando così una giornata in...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024