IL CICLISMO ITALIANO TRA REALTA' E SOGNI

LETTERA APERTA | 20/12/2020 | 08:00
di Fiorenzo Alessi

Caro Direttore, da "inguaribile innamorato del Ciclismo", definizione che tu stesso hai coniato appuntandomela al petto, non posso certo dire che non vi siano dei fatterelli resi di pubblica conoscenza che, come dice chi la sa lunga, non valga la pena di attenzionare. Tanto per essere chiaro, ritengo meritino ragionata considerazione sia le vicissitudini e le candidature al ruolo di Presidente Federale che, per usare il termine di chi autorevolmente ne ha disvelato l'esistenza, il "sogno" di un Team Professionistico Tricolore di prima grandezza, cosiddetto World Tour, che pare abbia... allietato le notti di alcuni ex Campioni del Mondo nostrani.


Se presa a piccole dosi, ponderata sotto ogni aspetto e scevra da ogni personale tornaconto o interesse, l'arte della politica non è proprio da disprezzare. Anzi, può costituire una sorta di trampolino per la realizzazione di "cose utili e belle" per quella che, nonostante tutto, continuo a credere e ritenere la società civile. Anche il Ciclismo ha ovviamente necessità di essere... istituzionalmente condotto per mano, con l'obiettivo di migliorarne funzionalità ed operatività. Una Federazione autorevole è garanzia soprattutto di adeguati tutela e rispetto , nonchè di effettiva e realistica amministrazione del Ciclismo come Disciplina Sportiva del tutto unica e, in quanto tale, meritevole di personalità e programmi che ne siano specchio fedele e degno. Per restare... sulla bici, leggo della discesa in strada (e non , banalmente, in campo) di nomi illustri e anche agonisticamente competenti e blasonati per competere all'imminente tornata elettorale elettiva delle cariche Federali, Presidenza FCI in primis.


Ogni nome reca con sè un programma e, come si usa dire, una "squadra" . Mi guardo bene da ogni riconnessa considerazione, e men che mai commento, che sarebbero unicamente inopportuni , e fors'anche errati o fuorvianti. A tutti coloro che "gareggiano" per l'elezione a Presidente della Federazione Ciclistica Italiana mi sento solo di rivolgere, questo mi è permesso, un accorato appello: guardatevi intorno senza tanti orpelli o voli pindarici, rendetevi personalmente conto di qual è la realtà del "nostro" Ciclismo, particolarmente di quello giovanile tuttora sorretto per la gran parte da... buoni, appassionati e generosi samaritani , toccate con mano quanto sia complesso ed arduo l'esercizio Professionistico dell'attività di Corridore, donne o uomini che siano. Poi, tirandone le somme magari dopo anche un salutare esame di coscienza, provate a pensare di cosa abbia veramente bisogno la Disciplina Sportiva che, almeno credo e davvero spero, ha un posto speciale nel nostro cuore e nel nostro cervello. Già questo mi farebbe ritenere che possa iniziare un cosiddetto "nuovo corso" del Ciclismo nazionale.

Saltando a pié pari al summenzionato "sogno" di quel Campione di Ciclismo che è stato Beppe Saronni, poi anche Manager affermato di quello che risulta essere stato l'ultimo dei Team Wordl Tour Professionistici d'Italia, m'incuriosisce davvero la singolare condivisione. Quasi che avessero dormito abbracciati e nello stesso letto (ovviamente il tutto in modo... puro e ideale), il magnifico sogno di porre le basi, inevitabilmente anche finanziarie, per dar vita ad un nuovo Team di tal nobile lignaggio avrebbe addolcito, o agitato, la notte anche di altri (si è detto e scritto almeno sei) ex Campioni del Mondo nostrani. Non faccio nomi dei "sognatori", chi vuol sapere sa, e comunque può chiedere al Campione dell'indimenticabile... fucilata iridata di Goodwood.

Ciò che conta, almeno a mio modesto avviso è che , se davvero questo è stato il sogno che ha accomunato l'inconscio notturno di cotanti Iridati, ne siano ben chiariti i contorni, le possibilità oggettive, le vere e condise finalità, non da ultimo le effettive determinazioni anche personali. Non sarebbe serio, ammesso che la serietà alberghi ancora almeno tra tutti noi che amiamo il Ciclismo "semplicemente", puntare in grande per poi patire una scottante débacle. Non sarebbe, anzi non è, da Campioni del Mondo.

Cordialmente
Fiorenzo Alessi

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