COMMOZIONE CEREBRALE, ARRIVA IL NUOVO PROTOCOLLO UCI

MEDICINA | 10/12/2020 | 14:41

L'Union Cycliste Internationale (UCI) ha pubblicato oggi un nuovo protocollo riguardante la commozione cerebrale legata allo sport (SRC) che si applicherà a tutte le discipline ciclistiche presenti nel Calendario Internazionale UCI a partire dalla stagione 2021.


Il protocollo è il risultato di una revisione e di un lavoro condotto dal 2019 da un gruppo di esperti internazionali (medici, scienziati e neurologi) sotto la supervisione del direttore medico dell'UCI Professor Xavier Bigard.


La commozione cerebrale aumenta il rischio di compromissioni neurocognitive (effetti sulla memoria, sulla parola e sulle velocità di reazione) che devono essere riconosciute e affrontate prontamente. Il protocollo si ispira alla dichiarazione di consenso per commozione cerebrale di Berlino 2017, un insieme comune di regole che stabilisce una serie di misure e strumenti per identificare rapidamente SRC e prendersi cura degli atleti, e che ogni sport può adattarsi alle sue specificità.

Il protocollo stabilisce raccomandazioni su misura per il ciclismo, in cui le risposte a SRC – che secondo la ricerca rappresentano tra l'1,3% e il 9,1% degli infortuni – variano significativamente tra le otto discipline (ciclismo su strada, ciclismo su pista, mountain bike, BMX Racing, BMX Freestyle, ciclocross, prove e ciclismo indoor).

La difficoltà principale che il ciclismo deve affrontare è il tempo necessario per raggiungere i ciclisti feriti e la capacità dei soccorritori di rimuoverli dalla strada o dalla pista, confermare la diagnosi e prendere una decisione rapida (ritiro o ritorno alla competizione) che è nell'interesse del corridore e degli altri partecipanti. Ciclismo su strada, mountain bike (cross-country Olympic and Marathon) e ciclismo su pista (Omnium) sono le discipline più a rischio in questo senso – a differenza di BMX Racing, BMX Freestyle, Trials, Indoor e altri eventi di ciclismo su pista – dove i tempi di intervento sono molto più contenuti.

Il protocollo raccomanda che gli operatori non sanitari (in particolare allenatori, direttori sportivi, meccanici e piloti) siano addestrati a riconoscere i segni di sospetta SRC poiché molto spesso sono le prime persone ad intervenire sul luogo dopo la caduta di un ciclista. Il protocollo descrive in dettaglio i segni che devono essere cercati nella valutazione delle condizioni dell'atleta (sentirsi storditi, problemi di equilibrio, mal di testa, linguaggio poco fluente, problemi di vista) e nel prendere una decisione appropriata in un lasso di tempo ottimale, sia lungo la strada che a bordo pista.

Se vengono rilevati questi segni, la diagnosi dovrà essere confermata dal medico di gara. In assenza di segnali iniziali che indichino la SRC, il ciclista deve essere monitorato dal servizio medico. Un esame standard comprendente, tra l'altro, prove di orientamento relative a tempo e luogo (domande di Maddocks) e di equilibrio, può essere condotto in qualsiasi momento.

In tutti i casi, il ciclista dovrebbe sottoporsi a un esame più approfondito dopo la gara utilizzando lo strumento SCAT5, che consente un approccio neurocognitivo, esame che dovrebbe essere ripetuto anche il giorno seguente.

Il protocollo stabilisce anche le raccomandazioni per il ritorno in competizione di un ciclista. Gli atleti che soffrono di commozione cerebrale dovrebbero osservare un periodo di riposo completo compreso tra le 24 e le 48 ore e non tornare in competizione per almeno una settimana dopo che i sintomi sono scomparsi (due settimane nel caso dei giovani).

Il protocollo prevede che una notifica obbligatoria di tutti i casi di SRC debba essere inviata al direttore medico dell'UCI. La ricerca medica e scientifica ha dimostrato che ripetuti eventi SRC possono avere gravi conseguenze neurobiologiche per gli atleti. Oltre a consentire il monitoraggio, la dichiarazione medica di una commozione cerebrale consentirebbe una migliore valutazione della loro prevalenza tra le varie discipline del ciclismo.

Xavier Bigard, direttore medico dell'UCI, spiega: "La questione della commozione cerebrale legata allo sport era una delle mie priorità, insieme all'uso improprio del tramadolo, quando sono arrivato all'UCI nel 2018. Ora anche il ciclismo ha le sue linee guida per la gestione della SRC (valutazione iniziale, diagnosi, recupero e ritorno alla competizione). Questo protocollo si applica a tutte le discipline, tenendo conto delle loro caratteristiche specifiche. Renderà più facile identificare i casi i singoli casi SRC e comprendere meglio il loro impatto nella traumatologia ciclistica».

Per tutti coloro che sono interessati, il documento completo è disponibile qui

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
La Soudal Quick-Step ribadisce, se mai ve ne fosse ancora bisogno, di vedere in Paul Magnier un asset fondamentale per le prossime stagioni. A confermarlo è stato l’annuncio, fatto dalla stessa squadra belga, del prolungamento contrattuale fino al 2029...


Non ci sarà il primo tanto atteso testa a testa stagionale all’AlUla Tour tra Tim Merlier e Jonathan Milan. Come infatti ha comunicato lui stesso durante il media day della sua squadra, il velocista belga della Soudal Quick-Step dovrà...


Ivano Fanini, Presidente del Team Amore e Vita, esprime il proprio profondo e sincero dolore per la scomparsa di Piero Bini, venuto a mancare all’età di 78 anni. Piero Bini è stato una figura di assoluto rilievo nel mondo del ciclismo....


Nata come prova di riferimento per la specialità della 100 km a cronometro squadre, la Coppa delle Nazioni rappresentò per quasi un decennio uno dei banchi di prova più selettivi per i migliori quartetti italiani e internazionali. La gara, organizzata...


Jonas Vingegaard ha studiato il Giro d’Italia e sa già tutto del percorso. Il Blockhaus, la cronometro di 40 km da Viareggio a Massa, la tappa chiave di Alleghe con Giau e Falzarego, la doppia scalata a Piancavallo alla vigilia...


Per il 2025 Lotte Kopecky aveva un obiettivo gigantesco: vincere il tour de France e avrebbe fatto di tutto per riuscirci. La fuoriclasse belga, all’ora campionessa del mondo, l’aveva annunciato senza giri di parole dimostrandosi ferma e decisa di fronte...


Scatta oggi da San Cristobal, in Venezuela, la Vuelta al Tachira, numero 61. E' la prima corsa a tappe del calendario internazionale UCI 2026. S svolgerà in dieci tappe, conclusione sempre a San Cristobal il 18 gennaio per un totale...


Si chiude ad appena 27 anni l’avventura nel mondo del ciclismo di Michel Ries. Rimasto senza squadra dopo la chiusura dell’Arkea-B&B Hotels (formazione in cui aveva militato nelle ultime quattro stagioni), il lussemburghese classe ’98 ha deciso di appendere...


A Meda torna protagonista il Trofeo CADUTI MEDESI grazie a una mostra che sarà inaugurata domenica 11 gennaio presso la Sala Civica Radio Meda. L’esposizione (visitabile nei giorni 11-17-18), organizzata dalla Pro Loco ProMeda e dal GS Medese Medamobili, ripercorre...


"Nelle scorse settimane, diversi pareri medici hanno stabilito che per me non è più consigliabile andare in bicicletta. Né a livello competitivo, né per puro diletto. Dopo aver condiviso con voi tanti bei momenti, mi trovo a comunicarvi una brutta...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024