BUGNO E IL 2020 DEL CPA. «UN ANNO DI LAVORO, DI TRATTATIVE, DI SCELTE E DI DEMOCRAZIA»

INTERVISTA | 10/11/2020 | 16:14
di Francesca Monzone

Con la Vuelta a España e la CERATIZIT Challenge by La Vuelta si è conclusa la stagione del WorldTour maschile e femminile, inevitabilmente segnata dalla pandemia. Il ciclismo, nonostante le severe restrizioni ha portato a termine un calendario importante, facendo registrare numeri molto bassi di contagi durante l’attività.


A tirare le somme è il CPA (Cyclistes Professionnels Associés) attraverso le dichiarazioni del presidente Gianni Bugno. «Abbiamo vissuto momenti critici con gli organizzatori di alcune gare, ma abbiamo ammirato il loro impegno e il loro coraggio nel non fermarsi nonostante le difficoltà mondiali e le emergenze che stiamo vivendo e oggi, a nome di tutti i corridori voglio ringraziarli».


La stagione di ciclismo su strada si è conclusa, ma il ciclismo non si ferma proseguendo con le gare di ciclocross e l’attività su pista. Così come il tema sulla sicurezza rimane sempre al centro dell'attenzione: «Stiamo discutendo attraverso numerosi gruppi di lavoro con l'UCI, gli organizzatori e le squadre per affrontare una stagione 2021 in massima sicurezza – ha continuato Bugno - e sono fiducioso che otterremo ottimi risultati. Tutte le parti del ciclismo sono focalizzate sul non fermarsi e sono convinte che serva il contributo di tutti. È in momenti come questi che dobbiamo essere uniti e costruttivi per affrontare le difficoltà senza divisioni. Vorrei anche fare appello ai media per promuovere un'informazione responsabile ed etica che serva a creare valore e non a dividere in una fase così delicata».

Non sono mancati, nelle parole di Bugno, riferimenti alle notizie relative alla nascita del nuovo sindacato, “The Riders Union”, guidato da Luuc Eisenga. Il presidente del CPA sottolinea: «Non è compito mio giudicare, ma quello che è certo è che i manager, per la natura della loro professione e il loro profitto personale, rappresentano solo i corridori che sono sotto contratto con loro. Il CPA, invece, vuole rappresentare tutti i corridori allo stesso modo. Grazie al CPA e al CPA WOMEN tutti i ciclisti e le cicliste hanno la stessa voce. Il CPA è costituito da associazioni democratiche nazionali, per lo più fondate da ex corridori professionisti. È il modo migliore per essere vicini agli atleti nei singoli contesti nazionali e il nostro ordinamento ha sempre previsto che ogni singolo corridore possa esprimere il proprio voto alle elezioni. Fino ad ora era possibile per i corridori votare solo fisicamente, ma ci siamo adattati al voto elettronico che avverrà in maniera tecnicamente sicura sin dalle prossime elezioni previste per il 2022».

Il CPA ha voluto inoltre precisare che, come organo di difesa dei corridori, è sempre stato presente alle gare tutelando l’attività dei ciclisti senza escludere nessuno e come sia stato impegnato, proprio al fianco dei corridori, nelle trattative intercorse con quelle squadre che, a causa della pandemia, hanno incontrato difficoltà ad assolvere agli obblighi contrattuali dei corridori.

Gianni Bugno ha voluto poi chiudere il suo intervento rimarcando il concetto di democrazia che anima il CPA, dove ogni decisione è collegiale e ogni confronto è sempre teso a migliorare e garantire l’attività dei corridori.

«I problemi possono essere risolti, i cambiamenti vanno naturalmente presi in considerazione, ma tutto deve sempre avvenire in modo democratico. Siamo sempre stati aperti a nuovi soci e nuove idee ma fedeli ai nostri principi e senza dover scendere a compromessi ed evitando i conflitti di interesse, perché il nostro unico scopo è lavorare per il bene di tutti i corridori. Con i nostri sondaggi, le nostre chat su Telegram e gli incontri su Zoom, i nostri atleti possono partecipare in prima persona ed esprimere direttamente le loro opinioni. Ascoltiamo la voce di tutti e diamo voce a chi non ce l'ha. Con orgoglio siamo e continueremo ad essere i portavoce di tutti i corridori».

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